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  1. #11
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    La Chiesa Ortodossa usa ancora il calendario giuliano, motivo per cui infatti il loro Natale capita quando da noi è Epifania.

    Curioso il caso della Svezia: i paesi protestanti, in chiave anticattolica, non approvarono affatto un calendario varato e voluto dal Papa. Tuttavia, nel corso dei successivi 100 anni, i vari paesi protestanti adottarono il calendario gregoriano. In Svezia la scelta fu fatta nel 1699, ma si decise di recuperare i 10 giorni di distacco dal calendario gregoriano gradualmente, e non brutalmente come fatto nei paesi cattolici: praticamente avrebbero saltato tutti gli anni bisestili (29 Febbraio) dal 1700 al 1740. Peccato che nel 1704 e 1708 si dimenticarono di questo, per cui ambedue gli anni ebbero il 29 Febbraio. Presi dallo sconforto, decisero di continuare sul calendario giuliano, e per recuperare l'anno bisestile saltato nel 1700 si scelse di aggiungere un giorno all'anno 1712, che essendo bisestile ebbe quindi un 30 Febbraio.
    Anche gli svedesi alla fine cedettero al calendario "papista" nel 1753 (ben 170 anni dopo!) passando dal 18 al 28 Febbraio nell'arco di una notte


    PS: Il concetto di giorno e ore lo esaminerò nel corso del mio lavoro, come vedrai.
    Bene che lo hai introdotto anzi.
    Sono molto curioso di sapere soprattutto come era il clima in quel periodo, e se è vero come ho letto su diversi libri di storia, che pur essendo un clima più freddo questo era più secco per cui sulle Alpi c'era meno neve, ma l'Italia è lunga e scende da NO a SE con notevoli differenze climatiche come abbiamo oggi

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  2. #12
    Tempesta L'avatar di Cristiano96
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Bello, sono curioso

  3. #13
    Vento teso L'avatar di Hirpus96
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    Meglio di una serie Netflix

  4. #14
    Uragano L'avatar di burian br
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    Citazione Originariamente Scritto da Cristiano96 Visualizza Messaggio
    Bello, sono curioso
    E' quel lavoro che ti avevo anticipato a Febbraio se ricordi via mp.

  5. #15
    Tempesta L'avatar di Cristiano96
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    E' quel lavoro che ti avevo anticipato a Febbraio se ricordi via mp.
    ricordo benissimo, non vedo l'ora di leggere resoconti di nevicate storiche nella nostra terra su cui potrò versare lacrime amare quando a causa del libeccio toccheremo 30°C alle 23 fra due mesi.

  6. #16
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da Cristiano96 Visualizza Messaggio
    ricordo benissimo, non vedo l'ora di leggere resoconti di nevicate storiche nella nostra terra su cui potrò versare lacrime amare quando a causa del libeccio toccheremo 30°C alle 23 fra due mesi.

  7. #17
    Uragano L'avatar di burian br
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    (...continua)


    Ma torniamo al tempo dei Romani: Giulio Cesare, nel 46 a.C., si ritrovò a dover riformulare il calendario proprio come fece Gregorio XIII, solo che la sua operazione fu molto più incasinata, come potrete capire fra poco.


    Il calendario pre-giuliano risaliva secondo la tradizione al re Numa Pompilio (parliamo del 700 a.C.!) ed era un bordello a dir poco.


    Il calendario pregiuliano durava 355 giorni, ne mancavano dunque 10.
    Ogni 2 anni, per risolvere il problema, i sacerdoti romani aggiungevano un mese extra, noto come "Mercedonio", solitamente dopo Febbraio, che durava 22 o 23 giorni, così da rimettere a posto lo squilibrio. Lo scopo era, ogni ciclo di 24 anni, avere una durata media dell'anno di 365,25 giorni (365 gg 6 h) ovvero tanto quanto l'anno giuliano medio.

    Peccato che spesso i sacerdoti si dimenticarono di aggiungere il Mercedonio, o lo inserivano a proprio piacimento. Alla fine, dopo 600 anni di abusi ed errori, i mesi che consideriamo (e consideravano anche loro) invernali (Dicembre, Gennaio, Febbraio) capitavano sovente in primavera, mentre quelli estivi in autunno!
    Tra l'altro non era sempre uguale: c'erano anni in cui i mesi tornavano alla loro stagione meteorologica di competenza, e altri anni in cui lo sfasamento era di 4 mesi (le idi di Maggio del 192 a.C. corrispondevano a Gennaio, per fare un esempio...).



    Ed è in questo caos che mi sono dovuto muovere
    Potete capire dunque perchè scrivere una data al tempo di Cicerone NON corrispondeva MINIMAMENTE all'effettivo periodo dell'anno cui oggi pensiamo. Inoltre ogni anno lo stesso mese poteva capitare in stagioni o periodi diversi: era un'assoluta anarchia cronologica.




    Giulio Cesare decise di porre rimedio al problema. Incaricò un dotto di Alessandria, Sosigene, per mettere a sesto il calendario romano.
    Il 46 a.C. passò alla storia come "annus confusionis": per fare in modo che il 1° Marzo 45 a.C. fosse effettivamente il 1° Marzo (il 1° Marzo era la data del Capodanno all'epoca), Cesare decretò che fosse recuperato il ritardo, e alla fine l'anno durò 14 mesi, ovvero 67 giorni in più!
    Ma visto che non tutti ne erano consapevoli, ne nacque un casino.




    Abbiamo terminato? Non ancora
    Al prossimo post per l'ultimo pezzo della nostra storia del calendario.


    Per chi volesse approfondire sul Mercedonio:

    Mercedonio - Wikipedia
    Ultima modifica di burian br; 27/04/2021 alle 07:16

  8. #18
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

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    (...continua)


    Ma torniamo al tempo dei Romani: Giulio Cesare, nel 46 a.C., si ritrovò a dover riformulare il calendario proprio come fece Gregorio XIII, solo che la sua operazione fu molto più incasinata, come potrete capire fra poco.


    Il calendario pre-giuliano risaliva secondo la tradizione al re Numa Pompilio (parliamo del 700 a.C.!) ed era un bordello a dir poco. Immagine


    Il calendario pregiuliano durava 355 giorni, ne mancavano dunque 10.
    Ogni 2 anni, per risolvere il problema, i sacerdoti romani aggiungevano un mese extra, noto come "Mercedonio", solitamente dopo Febbraio, che durava 22 o 23 giorni, così da rimettere a posto lo squilibrio. Lo scopo era, ogni ciclo di 24 anni, avere una durata media dell'anno di 365,25 giorni (365 gg 6 h) ovvero tanto quanto l'anno giuliano medio.

    Peccato che spesso i sacerdoti si dimenticarono di aggiungere il Mercedonio, o lo inserivano a proprio piacimento. Alla fine, dopo 600 anni di abusi ed errori, i mesi che consideriamo (e consideravano anche loro) invernali (Dicembre, Gennaio, Febbraio) capitavano sovente in primavera, mentre quelli estivi in autunno!
    Tra l'altro non era sempre uguale: c'erano anni in cui i mesi tornavano alla loro stagione meteorologica di competenza, e altri anni in cui lo sfasamento era di 4 mesi (le idi di Maggio del 192 a.C. corrispondevano a Gennaio, per fare un esempio...).


    Ed è in questo caos che mi sono dovuto muovere Immagine
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    Potete capire dunque perchè scrivere una data al tempo di Cicerone NON corrispondeva MINIMAMENTE all'effettivo periodo dell'anno cui oggi pensiamo. Inoltre ogni anno lo stesso mese poteva capitare in stagioni o periodi diversi: era un'assoluta anarchia cronologica.



    Giulio Cesare decise di porre rimedio al problema. Incaricò un dotto di Alessandria, Sosigene, per mettere a sesto il calendario romano.
    Il 46 a.C. passò alla storia come "annus confusionis": per fare in modo che il 1° Marzo 45 a.C. fosse effettivamente il 1° Marzo Immagine
    (il 1° Marzo era la data del Capodanno all'epoca), Cesare decretò che fosse recuperato il ritardo, e alla fine l'anno durò 14 mesi, ovvero 67 giorni in più!
    Ma visto che non tutti ne erano consapevoli, ne nacque un casino. Immagine



    Abbiamo terminato? Non ancora Immagine

    Al prossimo post per l'ultimo pezzo della nostra storia del calendario.


    Per chi volesse approfondire sul Mercedonio:

    Mercedonio - Wikipedia
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  9. #19
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    per fortuna che i romani non festeggiavano il compleanno...

    però potremmo anche convertire il tutto nel calendario della rivoluzione francese. Oggi sarebbe il giorno mughetto del mese fiorile.


    seguirò gli aggiornamenti con particolare interesse. O tempora o mores!
    Credi alla neve solo sotto le 48 ore!!

  10. #20
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Questa confusione mica c'era solo con calendari e ore ma anche nella classificazione delle specie animali e vegetali e nelle misure di lunghezza, volume e peso. Di queste ultime ne abbiamo accennato anche su questo forum, la unità di misura con lo stesso nome variava a seconda delle zone.

    L'unificazione di pesi e misure e dei calendari e fusi orari ha meno di 200 anni, nel caso del calendario siamo sui 100 adesso. Per non parlare delle coordinate geografiche, ognuno ovviamente usava un sistema che si adattava meglio al proprio territorio e c'è voluto l'avvento del GPS negli anni 90 per avere un sistema mondiale.
    Per pesi e misure ancora oggi sono fuori gli USA che però per legge hanno stabilito l'equivalenza con il Sistema Internazionale, già gli altri sono in transizione avanzata. Ultimamente il SI lo usano anche alla NASA, finalmente.

    Ancora oggi non abbiamo una standardizzazione delle prese elettriche.

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