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  1. #41
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Conoscendo i punti di alba e tramonto del sole puoi sapere le coordinate approssimative dell'est e dell'ovest, e ricavarti i quadranti settentrionali e meridionali di conseguenza.
    Annone navigava raso costa, quindi non in alto mare, e aveva sentore immagino della direzione che stava seguendo prendendo per riferimento la costa stessa e tenendo conto dell'est e dell'ovest definiti come scritto sopra.
    Esatto, lungo le coste del mediterraneo ed Africa e pieno di relitti affondati per le tempeste, in quei tempi si navigava principalmente con le coste a vista

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  2. #42
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    La storia del calendario, ultima parte

    (continua...)


    Ho trovato sul web delle tabelle di conversione, che traducono il calendario pregiuliano nel calendario astronomico giuliano. L'unico "piccolo" problema è che il calendario giuliano fissava i solstizi e gli equinozi qualche giorno dopo. Ad esempio il solstizio d'inverno era il 24 Dicembre, ed ecco perchè Natale capita il 25 Dicembre! Secondo l'ipotesi più accreditata dagli storici, infatti, il giorno di Natale (Dies Natalis Domini) è stato sovrapposto dai cristiani al Dies Natalis Solis Invicti per facilitare il passaggio dal paganesimo al cristianesimo. Ebbene, la festa del "Sol Invictus" celebrava il primo giorno dopo il solstizio: in teoria dovrebbe capitare dunque il 22-23 Dicembre, non di certo il 25. Ma com'è possibile? Perchè il solstizio invernale all'epoca del primo Impero si verificava il 24 Dicembre e non il 21/22 come accade oggi?


    In origine, Cesare aveva fissato l'equinozio vernale (ovvero l'equinozio di primavera) il 24 Marzo. Tutte le date di equinozi e solstizi erano in avanti di 3 giorni rispetto a quelle che noi conosciamo.

    La prima ipotesi che si potrebbe formulare per spiegare questo sfasamento temporale è astronomica, ma in realtà non è soddisfacente: infatti, al netto di oscillazioni astronomiche legate alla precessione degli equinozi (rispetto a 2000 anni fa l'inverno e la primavera astronomiche ad esempio sono più corte di un giorno mentre la primavera e l'estate più lunghe di uno, mi riferisco ovviamente alle stagioni dell'emisfero boreale: https://individual.utoronto.ca/kalen...engths_23K.png ), la causa è legata sempre al cristianesimo e al buon papa Gregorio .

    Il Concilio di Nicea del 325 d.C. decise di stabilire la Pasqua dopo l'equinozio. All'epoca, per via dell'errore cumulato nel calendario giuliano in 350 anni, l'equinozio non cadeva più al 24 Marzo come in origine, ma al 21 Marzo.

    Quando papa Gregorio mise mano al calendario, scelse di riportare l'equinozio di primavera (che nel 1582 era il 10 Marzo!) alla data del 21 Marzo (e non del 24 Marzo) perchè fu la data in cui cadeva all'epoca del primo grande concilio della cristianità.


    Questo spiega i nodi insoluti, tra cui l'evidente dissonanza che forse alcuni di voi avranno colto leggendo la mia breve storia del calendario: avevo infatti scritto che in 16 secoli si erano cumulati 12-13 giorni di ritardo, eppure la riforma gregoriana vide recuperare solo 10 giorni (dal 4 al 15 Ottobre 1582 nell'arco di una sola notte).
    Anche il noto proverbio per cui S.Lucia è il giorno più corto che ci sia in questo modo trova un senso compiuto: la festa infatti, prima della riforma gregoriana, capitava nei pressi del solstizio astronomico invernale (che nel 1581 si verificò il 12 Dicembre), ovvero 9-10 giorni prima, non 12-13!


    In sintesi, ciò si rifletterà inevitabilmente guardando le tabelle di conversione, perchè bisognerà togliere almeno 2/3 giorni per ricavare la data corretta secondo il nostro attuale calendario.



    Dal prossimo post ci dedicheremo finalmente all'epistola di Cicerone sotto esame, iniziando appunto dalla datazione corretta secondo il calendario odierno.





    PS: Trovo molto interessante che lo scandire del tempo sia sempre stato affidato nelle civiltà umane alle autorità religiose e alla religione, credo sia un riflesso della relazione tra umano e divino (qualunque senso si voglia dare a quest'ultimo, da quello spirituale a quello di semplice archetipo psicologico), e in effetti nulla è più vicino al divino del tempo stesso.
    Ultima modifica di burian br; 29/04/2021 alle 20:16

  3. #43
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Conoscendo i punti di alba e tramonto del sole puoi sapere le coordinate approssimative dell'est e dell'ovest, e ricavarti i quadranti settentrionali e meridionali di conseguenza.
    Annone navigava raso costa, quindi non in alto mare, e aveva sentore immagino della direzione che stava seguendo prendendo per riferimento la costa stessa e tenendo conto dell'est e dell'ovest definiti come scritto sopra.
    Giusto!
    Annone allora deve essere andato un bel po' a sud per rendersi conto dell'effetto, già intorno all'equatore il sole ti oscilla tra nord e sud, credo, e l'effetto ad occhio nudo non so se sia molto visibile.

  4. #44
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    La storia del calendario, ultima parte

    (continua...)


    Ho trovato sul web delle tabelle di conversione, che traducono il calendario pregiuliano nel calendario astronomico giuliano. L'unico "piccolo" problema è che il calendario giuliano fissava i solstizi e gli equinozi qualche giorno dopo. Ad esempio il solstizio d'inverno era il 24 Dicembre, ed ecco perchè Natale capita il 25 Dicembre! Secondo l'ipotesi più accreditata dagli storici, infatti, il giorno di Natale (Dies Natalis Domini) è stato sovrapposto dai cristiani al Dies Natalis Solis Invicti per facilitare il passaggio dal paganesimo al cristianesimo. Ebbene, la festa del "Sol Invictus" celebrava il primo giorno dopo il solstizio: in teoria dovrebbe capitare dunque il 22-23 Dicembre, non di certo il 25. Ma com'è possibile? Perchè il solstizio invernale all'epoca del primo Impero si verificava il 24 Dicembre e non il 21/22 come accade oggi?


    In origine, Cesare aveva fissato l'equinozio vernale (ovvero l'equinozio di primavera) il 24 Marzo. Tutte le date di equinozi e solstizi erano in avanti di 3 giorni rispetto a quelle che noi conosciamo.

    La prima ipotesi che si potrebbe formulare per spiegare questo sfasamento temporale è astronomica, ma in realtà non è soddisfacente: infatti, al netto di oscillazioni astronomiche legate alla precessione degli equinozi (rispetto a 2000 anni fa l'inverno e la primavera astronomiche ad esempio sono più corte di un giorno mentre la primavera e l'estate più lunghe di uno, mi riferisco ovviamente alle stagioni dell'emisfero boreale: https://individual.utoronto.ca/kalen...engths_23K.png ), la causa è legata sempre al cristianesimo e al buon papa Gregorio .

    Il Concilio di Nicea del 325 d.C. decise di stabilire la Pasqua dopo l'equinozio. All'epoca, per via dell'errore cumulato nel calendario giuliano in 350 anni, l'equinozio non cadeva più al 24 Marzo come in origine, ma al 21 Marzo.

    Quando papa Gregorio mise mano al calendario, scelse di riportare l'equinozio di primavera (che nel 1582 era il 10 Marzo!) alla data del 21 Marzo (e non del 24 Marzo) perchè fu la data del primo grande concilio della cristianità.


    Questo spiega i nodi insoluti, tra cui l'evidente dissonanza che forse alcuni di voi avranno colto leggendo la mia breve storia del calendario: avevo infatti scritto che in 16 secoli si erano cumulati 12-13 giorni di ritardo, eppure la riforma gregoriana vide recuperare solo 10 giorni (dal 4 al 15 Ottobre 1582 nell'arco di una sola notte).
    Anche il noto proverbio per cui S.Lucia è il giorno più corto che ci sia in questo modo trova un senso compiuto: la festa infatti, prima della riforma gregoriana, capitava nei pressi del solstizio astronomico invernale (che nel 1581 si verificò il 12 Dicembre), ovvero 9-10 giorni prima, non 12-13!


    In sintesi, ciò si rifletterà inevitabilmente guardando le tabelle di conversione, perchè bisognerà togliere almeno 2/3 giorni per ricavare la data corretta secondo il nostro attuale calendario.



    Dal prossimo post ci dedicheremo finalmente all'epistola di Cicerone sotto esame, iniziando appunto dalla datazione corretta secondo il calendario odierno.





    PS: Trovo molto interessante che lo scandire del tempo sia sempre stato affidato nelle civiltà umane alle autorità religiose e alla religione, credo sia un riflesso della relazione tra umano e divino (qualunque senso si voglia dare a quest'ultimo, da quello spirituale a quello di semplice archetipo psicologico), e in effetti nulla è più vicino al divino del tempo stesso.
    Dello scandire del tempo se ne occupavano le autorità religiose in quei tempi anche perché erano quasi gli unici che studiavano, ed avevano un sapere e conoscenze superiori, tutto comunque molto interessante ed affascinante

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  5. #45
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Che figata sta discussione!
    Sono completamente ignorante in materia ma è davvero molto interessante!
    Era solo un’influenza. Andava tutto bene.

  6. #46
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da Albert0 Visualizza Messaggio
    Questo non niente a che vedere con avere tanti schiavi per trasportare il materiale. Servivano come servono oggi ii camion, ma c'è anche una teoria costruttiva.
    Fino alla progressiva sostituzione con le macchine, iniziata nel XIX secolo ma non completata fino alla seconda metà del XX, sostanzialmente nella storia umana la forza motrice è sempre stata umana e animale nei cantieri, ma spesso anche in altri ambiti es. navali (la navigazione a vela alla fine ha dominato tutto sommato un secolo, tra le ultime galee a inizio XVIII e la diffusione del vapore nel XIX). L'uso degli schiavi era più un aspetto sociale ed economico, che tecnico; l'uso di salariati era ugualmente possibile e non sempre più costoso, e probabilmente le piramidi furono costruite da operai più che da schiavi, così come nell'età moderna le galee veneziane erano spesso spinte da marinai pagati mentre quelle ottomane da schiavi (prigionieri). L'ingegno umano in alcuni campi, ha garantito uno sviluppo molto più rapido che in altri; possiamo ben dire che l'ingegneria civile, edile ed idraulica abbia nettamente preceduto nel suo sviluppo quella meccanica ed energetica.

  7. #47
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da FilTur Visualizza Messaggio
    Fino alla progressiva sostituzione con le macchine, iniziata nel XIX secolo ma non completata fino alla seconda metà del XX, sostanzialmente nella storia umana la forza motrice è sempre stata umana e animale nei cantieri, ma spesso anche in altri ambiti es. navali (la navigazione a vela alla fine ha dominato tutto sommato un secolo, tra le ultime galee a inizio XVIII e la diffusione del vapore nel XIX). L'uso degli schiavi era più un aspetto sociale ed economico, che tecnico; l'uso di salariati era ugualmente possibile e non sempre più costoso, e probabilmente le piramidi furono costruite da operai più che da schiavi, così come nell'età moderna le galee veneziane erano spesso spinte da marinai pagati mentre quelle ottomane da schiavi (prigionieri). L'ingegno umano in alcuni campi, ha garantito uno sviluppo molto più rapido che in altri; possiamo ben dire che l'ingegneria civile, edile ed idraulica abbia nettamente preceduto nel suo sviluppo quella meccanica ed energetica.
    Sicuramente, inoltre tutte le pere di ingegneria ed idrauliche fatte all'epoca Romana erano fatte per durare in eterno, ed anche la mano d'opera non era fatta da schiavi, ma da persone oltre che preparate anche nutrite bene

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  8. #48
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da AcquaSacra Visualizza Messaggio
    Sicuramente, inoltre tutte le pere di ingegneria ed idrauliche fatte all'epoca Romana erano fatte per durare in eterno, ed anche la mano d'opera non era fatta da schiavi, ma da persone oltre che preparate anche nutrite bene

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  9. #49
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da zoomx Visualizza Messaggio
    Giusto!
    Annone allora deve essere andato un bel po' a sud per rendersi conto dell'effetto, già intorno all'equatore il sole ti oscilla tra nord e sud, credo, e l'effetto ad occhio nudo non so se sia molto visibile.
    Immagino abbia navigato vicino all'Equatore tra il 21 Marzo e il 22 Settembre del nostro calendario, perchè solo in quei momenti il sole si può trovare a nord allo zenit nella zona tropicale dell'emisfero settentrionale
    Si fosse recato nel nostro autunno o inverno astronomico il sole sarebbe stato sempre a sud, perchè si trova allo zenit tra l'Equatore e il Tropico del Capricorno durante quei 6 mesi.

  10. #50
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Trovo molto interessante che lo scandire del tempo sia sempre stato affidato nelle civiltà umane alle autorità religiose e alla religione, credo sia un riflesso della relazione tra umano e divino (qualunque senso si voglia dare a quest'ultimo, da quello spirituale a quello di semplice archetipo psicologico), e in effetti nulla è più vicino al divino del tempo stesso.
    In questo i campioni sono i cinesi, ove la stesura del calendario è compito dell'Imperatore, tramite tra cielo e terra. Da cui il dramma per la sbagliata previsione di una eclisse, segnale di un cattivo contatto con il Cielo che dà il suo mandato all'Imperatore. Nell'ideologia cinese il Cielo poteva ritirare il suo mandato a un cattivo imperatore, nel qual caso la ribellione era legittima, per cui fare errori in astronomia era una delicata questione politica.
    Dopo l'invasione mongola, che provocò un regresso mai completamente recuperato ( Matteo Ricci trova strumenti di 3 secoli primi di cui i cinesi non capivano più l'uso), la gestione del calendario fù affidata prima a astronomi musulmani e poi ai gesuiti ( che presentano Galileo come un grande dell'Occidente, ma per motivi politici devono continuare a usare il sistema tolemaico. Visti gli errori di misura, la bontà dei risultati all'epoca era equivalente).
    Dopotuttto anche noi oggi diciamo ( e pensiamo) che Dio è in Cielo, qualsiasi cosa voglia dire di preciso.

    Per il resto, buona fortuna con il calendario pregiuliano, che era un guazzabuglio. Inizialmente saltava a piè pari due mesi invernali, privi di atttività agricole, lasciandoli nel limbo ( per questo l'ultimo mese è Dicembre, 10, mancano 2 mesi. Gli ultimi 4 mesi mantengono ancora oggi questa linea nei nomi). Ci furono riforme pregiuliane ( che arriva a 700 anni dalla fondazione di Roma), ma non conosco l'argomento.
    Ultima modifica di Albert0; 01/05/2021 alle 19:16

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