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  1. #61
    Vento forte
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da Albert0 Visualizza Messaggio
    Qualcosa di simile in Giappone ( mandano delegazione in tutti i principali paesi europei per poter copiare il sistema migliore), anche li in tempi brevissimi stravolgono la base economico-tencnologica ( meno quella sociale).
    Questo però avvenne per un evento eccezionale, quello che in Giappone è noto come Bakumatsu
    Bakumatsu - Wikipedia
    mentre in occidente è noto come il periodo che inizio con la spedizione del Commodoro Perry degli USA in Giappone nel 1853
    Giappone-Stati Uniti, 161 anni fa la rottura dell'isolamento. E ora gli Usa vogliono una nuova «apertura» - Il Sole 24 ORE
    Jared Diamond descrive questo episodio in un altro libro, Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere, come esempio di società che colpita da una crisi profonda si è saputa reinventare ed uscirne fuori. Nel libro sono presenti anche esempi di società che sono collassate, ad esempio quella a noi nota come Anasazi o dei Pueblo, che pare siano collassati per motivi ambientali, non avendo a tecnologia per poter affrontare il cambiamento, in parte o tutto causato anche da loro.

  2. #62
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Siamo notevolmente off topic con evidenti deviazioni anche politiche.
    Il thread viene spostato nella sezione "oltre la meteo", nel caso potrebbe essere spostato in agorà e se si continua con la politica, lo si chiude e si prenderanno provvedimenti.
    Moderatore MeteoNetwork Forum

  3. #63
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    E' il momento, state per addentrarvi finalmente nell'epistola di Cicerone che ha scatenato la mia fantasia e la mia inventiva.



    La lettera fu scritta nel Novembre dell'anno 704 dalla fondazione di Roma (50 a.C), questo secondo il calendario pregiuliano in vigore all'epoca (NON è la data già convertita, badate bene). Si tratta dell'ultima lettera di una catena di epistole scritte da Cicerone all'amico liberto (ex schiavo personale, reso libero da Cicerone nel 54 a.C.) Marco Tullio Tirone (nel link una rapida biografia), cui dobbiamo probabilmente la pubblicazione di parte dell'epistolario di Cicerone (e altre sue opere) dopo la sua morte. Se possiamo dunque ricostruire lo scenario meteorologico di quei giorni tutti i ringraziamenti vanno a Tirone, anche perchè senza di egli Cicerone non avrebbe mai scritto queste lettere.

    Piccola nota curiosa: Tirone è l'inventore della tachigrafia, cioè dell'arte di abbreviare le parole con simboli. Tirone infatti era il trascrittore di Cicerone, che dettava ciò che doveva scrivere, e per tenere il passo era solito abbreviare parole e locuzioni. In altre parole, se oggi scriviamo negli SMS "xkè", "ke", "C6", "&", ecc, lo dobbiamo a Tirone che ha dato il via a questo filone di scrittura .



    Il contesto è quello del viaggio di ritorno di Cicerone dalla Grecia, ed è dominato dalla preoccupazione di Cicerone per lo stato di salute di Tirone. Questa concitazione per la sua malattia è ben evidente leggendo le numerose lettere compilate nell'arco di poche settimane: pare che Tirone in quegli anni fosse in generale cagionevole di salute (in una fonte ho letto fosse affetto probabilmente da malaria cronica, cioè una rara forma lunga più di un mese e che può durare diversi anni) e per questo frequentemente doveva essere lontano dal patrono (ex padrone). Visse comunque a lungo, quindi si riprese, visto che morì nel 4 a.C. quando aveva 90 anni!

    Se volete leggere l'intero scambio epistolare (con traduzione italiana annessa) vi lascio questo link:

    Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 16

    Si tratta delle prime 8 lettere del libro XVI delle "Ad familiares", scritte tutte durante le tre settimane tra il 3 Novembre e il 26 Novembre 704 a.U.c; noi analizzeremo l'ultimissima, scritta a Brindisi.


    ----------------------------------------------------------------------------

    Scr. Brundisii IV. Kal. Dec. a.u.c. 704.
    TULLIUS ET CICERO TIRONI SUO SAL. PLUR. DIC.


    Nos a te, ut scis, discessimus a. d. IIII Non. Nov. Leucadem venimus a. d. VIII Id. Nov., a. d. VII Actium; ibi propter tempestatem a. d. VI Id. morati sumus. Inde a. d. V Id. Corcyram bellissime navigavimus. Corcyrae fuimus usque ad a. d. XVI K. Dec. tempestatibus retenti. A. d. XV K. in portum Corcyraeorum ad Cassiopen stadia CXX processimus; ibi retenti ventis sumus usque ad a. d. VIIII K. interea, qui cupide profecti sunt, multi naufragia fecerunt. Nos eo die coenati solvimus; inde austro lenissimo, caelo sereno nocte illa et die postero in Italiam ad Hydruntem ludibundi pervenimus, eodemque vento postridie id erat a. d. VII K. Dec. hora IIII Brundisium venimus, eodemque tempore simul nobiscum in oppidum introiit Terentia, quae te facit plurimi. A. d. V K. Dec. servus Cn. Plancii Brundisii tandem aliquando mihi a te exspectatissimas litteras reddidit datas Idibus Nov., quae me molestia valde levarunt, utinam omnino liberassent! sed tamen Asclapo medicus plane confirmat propediem te valentem fore. Nunc quid ego te horter, ut omnem diligentiam adhibeas ad convalescendum? tuam prudentiam, temperantiam, amorem erga me novi; scio te omnia facturum, ut nobiscum quam primum sis; sed tamen ita velim, ut ne quid properes. Symphoniam Lysonis vellem vitasses, ne in quartam hebdomada incideres; sed, quoniam pudori tuo maluisti obsequi quam valetudini, reliqua cura. Curio misi, ut medico honos haberetur et tibi daret, quod opus esset; me, cui iussisset, curaturum. Equum et mulum Brundisii tibi reliqui. Romae vereor ne ex K. Ian. magni tumultus sint: nos agemus omnia modice. Reliquum est, ut te hoc rogem et a te petam, ne temere naviges solent nautae festinare quaestus sui causa -, cautus sis, mi Tiro mare magnum et difficile tibi restat, si poteris, cum Mescinio caute is solet navigare, si minus, cum honesto aliquo homine, cuius auctoritate navicularius moveatur. In hoc omnem diligentiam si adhibueris teque nobis incolumem stiteris, omnia a te habebo. Etiam atque etiam, noster Tiro, vale. Medico, Curio, Lysoni de te scripsi diligentissime. Vale et salve.



    Scritta a Brindisi il 4° giorno prima delle calende di Dicembre 704 dalla fondazione di Roma.
    Cicerone e Tullio salutano il loro Tirone


    Noi ci siamo divisi da te, come sai, il 2 Novembre. Siamo arrivati a Leucade il 6 Novembre e ad Azio il 7; lì ci siamo fermati l'8 per una burrasca. Da lì il 9 abbiamo navigato meravigliosamente verso Corfù. Siamo stati a Corfù fino al 15 trattenuti dal maltempo. Il 16 percorremmo 120 stadi (22 km) fino a Cassiope, il porto degli abitanti di Corfù, e lì siamo rimasti trattenuti dai venti fino al 22. Molti che per l'impazienza sono partiti di quei giorni hanno fatto naufragio.
    Siamo salpati quel giorno dopo aver cenato; da lì, con austro dolcissimo e cielo sereno, navigammo quella notte e il giorno successivo e arrivammo pieni di gioia a Otranto, e con lo stesso vento il giorno dopo - ed era il 24 Novembre - arrivammo all'ora quarta a Brindisi
    , e nello stesso tempo con noi entrava in città Terenzia (la moglie di Cicerone) che ti stima moltissimo (qui si rivolge al destinatario della lettera, Tirone).
    Il giorno 26 a Brindisi il servo di Gneo Plancio mi ha consegnato finalmente una buona volta la tua attesisima lettera, che gli era stata data il 15 Novembre; essa mi ha liberato molto dalla pena che provavo - magari mi avesse liberato del tutto! - tuttavia il medico Asclepio conferma a pieno che tu ben presto starai bene.
    Ora, perchè dovrei esortarti a mettercela tutta per ristabilirti? Conosco la tua saggezza, moderazione e affetto nei miei riguardi; so che tu farai di tutto per essere con noi quanto prima; ma vorrei anche che non ti affrettassi per niente. Vorrei tu avessi evitato la sinfonia di Lisone, per non cadere il ventottesimo giorno, ma poichè hai preferito assecondare la tua modestia piuttosto che la tua salute, la cura era un'altra. L'ho mandata a Curio affinchè fosse dato onore al medico e lui ti desse ciò di cui avevi bisogno; io, come lui aveva prescritto, avrei fatto quel che lui voleva.
    Ti ho lasciato un mulo e un cavallo a Brindisi. Temo che a Roma siano scoppiati grandi tumulti dal 1° Gennaio: noi faremo tutto con calma.
    Per il resto, ti prego e ti chiedo di non navigare sconsideratamente, i marinai sono soliti avere fretta per il loro guadagno. Ti prego di essere cauto, Tirone, il mare resta grande e ostico; se potrai, naviga con Mescinio, lui di solito naviga con prudenza, o altrimenti con qualche altro uomo onesto, dalla cui autorità sia guidata l'imbarcazione. Se porrai tutta l'attenzione in ciò e resterai salvo e sano per noi, avrò tutto da te. Ancora e ancora, Tirone, stammi bene. Ho scritto di te a Lisone, a Curio, al medico. Addio, e stammi bene.


    -----------------------------------------------------------------------------

    La parte di nostro interesse è soltanto quella evidenziata, e la dissezioneremo fino al midollo nel corso delle prossime settimane. Ci vorrà del tempo anche perchè devo sistemare quanto ho già preparato integrandolo e aggiungendovi nuove nozioni, perchè il lavoro non è ancora concluso.
    Ultima modifica di burian br; 04/05/2021 alle 15:12

  4. #64
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da Moderatore Visualizza Messaggio
    Siamo notevolmente off topic con evidenti deviazioni anche politiche.
    Il thread viene spostato nella sezione "oltre la meteo", nel caso potrebbe essere spostato in agorà e se si continua con la politica, lo si chiude e si prenderanno provvedimenti.
    E' ridicolo, citare capitalismo e comunismo a fini di analisi storica non è fare politica signor Moderatore, e le dichiarazioni di un singolo utente andrebbero contestate al singolo utente che le ha pronunciate, non intervenendo sul thread intero. Addirittura per questo si minaccia di chiudere un bellissimo thread, lo trovo inconcepibile.
    Vada per l'OT (verissimo, siamo super-mega-OT) ma il resto è assurdo, incluso minacciare di metterlo in Agorà, sto parlando infatti di meteo, e ricostruirò come fossero delle reanalisi il tempo meteorologico di quei giorni del passato. Se non è meteo questo.
    Ultima modifica di burian br; 03/05/2021 alle 08:55

  5. #65
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Ed infatti al momento il thread è stato solamente spostato. Gli OT sono palesi e nememno tu ne sei stato esente. Inconcepibile è il fatto di come vi siete lasciati andare sugli OT; ho lasciato perdere per qualche giorno per vedere se la situazione poteva rientrare ma i fatti purtroppo dimostrano il contrario.
    Moderatore MeteoNetwork Forum

  6. #66
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da Moderatore Visualizza Messaggio
    Ed infatti al momento il thread è stato solamente spostato. Gli OT sono palesi e nememno tu ne sei stato esente. Inconcepibile è il fatto di come vi siete lasciati andare sugli OT; ho lasciato perdere per qualche giorno per vedere se la situazione poteva rientrare ma i fatti purtroppo dimostrano il contrario.
    Non vedo comunque il senso di spostare il thread, bastava riprenderci per gli OT. Si sta parlando di meteo, non c'è nulla che sia oltre la meteo, non più di quando si commentano carte di reanalisi di 70 o 100 anni fa corredate con articoli di giornale sui danni per l'agricoltura/frane/alluvioni/ecc. Effettivamente quella è climatologia, non meteorologia, ma non vedo molti thread aperti in questa sezione per quegli eventi.

    Non ho parlato ancora finora strettamente di meteo perchè queste premesse sono fondamentali per capire i motivi delle datazioni e fondare le basi per la successiva ricostruzione sinottica, farò anche un'analisi del testo approfondita, spero non sarà vista come filologia latina a questo punto.

  7. #67
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    I post che ho inserito riguardano episodi avvenuti quasi 200 anni, per il Giappone e fa prima della pubblicazione del Capitale di Marx, non intendevo affatto buttarla in politica. Per gli Anasazi parliamo di un periodo tra il VII secolo e la fine del XIV.
    Ho anche scritto chiaramente che la tesi di Jared Diamond sono state fortemente criticate. Non mi pare di averla buttata in politica.

  8. #68
    Vento forte L'avatar di Albert0
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Noi ci siamo divisi da te, come sai, il 2 Novembre. Siamo arrivati a Leucade il 6 Novembre Siamo salpati quel giorno dopo aver cenato; da lì, con austro dolcissimo e cielo sereno, navigammo quella notte e il giorno successivo e arrivammo pieni di gioia a Otranto, e con lo stesso vento il giorno dopo - ed era il 24 Novembre - arrivammo all'ora quarta a Brindisi,
    Leucade-Brindisi sono 300Km
    Ci hanno messo 22 giorni, via terra è da ritmo calmo a piedi.
    Quando Cicerone deve scappare per salvarsi la vita dalle liste di proscizione, fà tappa dopo qualche decina di Km

    Indubbiamente vivevano con un altro ritmo. Pare un mistero come abbiano potuto fare un Impero di queste dimensioni, ma ci sono tanti altri esempi nella Storia. Questo spiega la grande autonomia dei governatori provinciali e il forte appoggiarsi alle elite locali, con comunicazioni cosi lente lo Stato doveva organizzarsi in maniera piuttosto diversa da quella che segue l'invenzione del telegrafo.

  9. #69
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    Citazione Originariamente Scritto da Albert0 Visualizza Messaggio
    Leucade-Brindisi sono 300Km
    Ci hanno messo 22 giorni, via terra è da ritmo calmo a piedi.
    Quando Cicerone deve scappare per salvarsi la vita dalle liste di proscizione, fà tappa dopo qualche decina di Km

    Indubbiamente vivevano con un altro ritmo. Pare un mistero come abbiano potuto fare un Impero di queste dimensioni, ma ci sono tanti altri esempi nella Storia. Questo spiega la grande autonomia dei governatori provinciali e il forte appoggiarsi alle elite locali, con comunicazioni cosi lente lo Stato doveva organizzarsi in maniera piuttosto diversa da quella che segue l'invenzione del telegrafo.
    Come avremo modo di analizzare, i 22 giorni sono dovuti a condizioni sfavorevoli alla navigazione. In assenza di queste condizioni avrebbero potuto coprire la stessa tratta in "appena" 10 giorni, forse anche qualcosa in meno (da Corfù a Otranto ci misero un giorno, poi sostarono qui per ripartire via mare per Brindisi; senza questa tappa sarebbe stato un giorno in meno).
    Da Brindisi a Roma (700 km di via Appia classica) almeno altri 7 giorni, mentre lungo la via Traiana (ma all'epoca in cui si svolgono i fatti non esisteva ufficialmente) 5-6 giorni.

    Sì, sorprende parecchio alla luce di questo come abbiano potuto guidare un Impero simile, che si estendeva per ben 4 fusi orari (quanto gli Stati Uniti continentali senza l'Alaska). Penso sia anche questo il motivo della suddivisione tardiva dell'impero tra Oriente e Occidente.

  10. #70
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    Predefinito Re: De tempesta praeteriti

    E' mattino e ancora magari non ho carburato

    Siamo arrivati a Leucade il 6 Novembre Siamo salpati quel giorno dopo aver cenato (quindi il 6) ; da lì, con austro dolcissimo e cielo sereno, navigammo quella notte e il giorno successivo (quindi il 7) e arrivammo pieni di gioia a Otranto (sempre il 7?), e con lo stesso vento il giorno dopo - ed era il 24 Novembre (non dovrebbe essere l'8?)- arrivammo all'ora quarta a Brindisi.

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