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  1. #251
    Tempesta violenta L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: Cambiamenti climatici e ambiente: punto centrale o "paravento" per l'establishment?

    Citazione Originariamente Scritto da MarcoSarto Visualizza Messaggio
    Innanzitutto grazie mille, è sempre bello trovare ambientalisti che hanno realmente a cuore il problema. Per le scorie, dato che è una questione che viene sollevata sempre, ti giro qualche link di siti/studi (ce ne sono moltissimi) per approfondire e il mio piccolo intervento di alcune settimane fa.

    Deposito Nazionale: Scriviamo insieme un futuro piu sicuro per Italia
    Patent clustering and network analyses to explore nuclear waste management technologies - ScienceDirect
    International nuclear waste management framework - ScienceDirect
    Nuclear Waste Can Be Reduced by Recycling and Transmutation - ScienceDirect
    The effectiveness of full actinide recycle as a nuclear waste management strategy when implemented over a limited timeframe – Part I: Uranium fuel cycle - ScienceDirect
    https://www.sciencedirect.com/scienc...jS0Gc-zIHuY3G8

    In breve i consigli sono: sottolinea il fatto che di scorie radioattive se ne producono letteralmente pochissime. Con 1 kg di combustibile si può arrivare ad ottenere la stessa energia di 3000 tonnellate di carbone (o 1200 tonnellate di gas). Ogni anno nel mondo vengono utilizzate 70000 tonnellate di Uranio, e per fare un paragone, immettiamo in atmosfera 35-40 miliardi di tonnellate di gas dovuti alla combustione degli idrocarburi (CO2 e non solo). Le 70000 tonnellate potrebbero sembrare una grande quantità, ma l'Uranio è un elemento estremamente denso, e quindi in termini di volume si tratta in realtà di quantità minime; tutte le scorie radioattive prodotte fino ad ora nel mondo potrebbero stare in un campo da football americano riempito ad un'altezza di tre metri.
    Si tratta quindi di rifiuti che, oltre ad essere riciclabili, sono solidi, compatti e facili da stoccare.
    In Francia ogni cittadino produce 1200 kg di rifiuti, di cui 100 kg di rifiuti speciali (rifiuti tossici o che comunque richiedono di essere smaltiti in maniera particolare e non possono essere gettati in discarica). Di questi 100 kg di rifiuti speciali soltanto 1 kg sono i rifiuti radioattivi dovuti alla produzione di energia elettrica da nucleare. Dato che però i rifiuti radioattivi di basso e medio livello richiedono solo di essere stoccati temporaneamente, perchè perdono la loro radioattività nel giro di qualche anno/decennio, le "vere" scorie radioattive che durano migliaia di anni sono quelle di alto livello. Queste ultime ammontano ad appena 11 grammi pro-capite, poco più di una parte su diecimila rispetto al totale dei rifiuti tossici prodotti annualmente da un cittadino francese. Per visualizzare meglio questo dato, se utilizzassimo energia nucleare per ogni singola esigenza della nostra vita (dall'elettricità domestica alla ricarica di un'auto elettrica o all'alimentazione dei trasporti pubblici), il volume di scorie radioattive prodotte nel corso di tutta la nostra vita sarebbe pari a quello di una lattina di Coca-Cola.
    Nell'immagine 1 ecco tutti i rifiuti radioattivi di medio e alto livello prodotti dalla Svizzera in 45 anni. La stanza è grande più o meno come una palestra da basket, c'è ancora parecchio spazio vuoto e le persone possono sostare in presenza dei contenitori senza doversi dotare di dispositivi di protezione.
    Altro elemento su cui "puntare" è il fatto che la vera pericolosità dei rifiuti nucleari è dovuta all'effetto sull'uomo, e non sull'ambiente, ma in questo non sono diversi da moltissimi altri rifiuti tossici che l'umanità produce a livello industriale: dagli scarti della raffinazione degli idrocarburi ai rifiuti speciali prodotti dalle industrie farmaceutiche, dai pesticidi ai liquami tossici prodotti dalla lavorazione delle terre rare (con le quali si fanno i circuiti dei cellulari, le batterie e i pannelli solari). La differenza è che la quantità di scorie radioattive che si producono è notevolmente inferiore a quella dei rifiuti tossici dovuti a qualsiasi altro tipo di industria.
    Un altro punto è che la componente più pericolosa tra i prodotti di fissione è lo Iodio 131, che ha un tempo di dimezzamento di appena 8 giorni. L'Uranio esausto, che resta invece radioattivo per tempi molto lunghi, è molto meno tossico: innanzitutto perchè i tempi di decadimento così lunghi sono proprio dovuti ad un'emissività radioattiva bassa, e in secondo luogo perchè il principale modo di decadimento dell'Uranio è l'emissione di particelle alfa, che sono estremamente facili da schermare (la nostra pelle è più che sufficiente allo scopo). Per avere effetti sulla salute da emissioni alfa occorre avere irradiazione interna, cosa che si potrebbe verificare solo se l'uranio venisse ingerito o inalato, il che implica che l'unica cosa a cui bisogna fare realmente attenzione nello stoccaggio delle scorie radioattive è la possibile contaminazione di falde acquifere. Ma anche in quel caso i rischi sarebbero ridotti; c'è uno studio finlandese molto interessante sul "worst case scenario" del 2009 che faceva la seguente stima:
    -Supponiamo che un sito di stoccaggio di scorie nucleari progettato per durare decine di migliaia di anni sia costruito male e dopo appena mille anni inizi a disperdere materiale radioattivo nell'ambiente
    -Supponiamo che la radioattività non venga assorbita da rocce circostanti, ma contamini una falda acquifera.
    -Supponiamo sopra quella falda acquifera venga ad un certo punto costruita una città nell'anno 12.000 DC (ovvero quando la falda ha raggiunto il massimo della contaminazione possibile)
    -Supponiamo che gli abitanti di quella città consumino solo cibo e acqua provenienti da quella zona e spendano tutto il loro tempo nel singolo metro quadro dove la radioattività ambientale è più alta.
    Se anche tutto questo si verificasse la dose equivalente di radiazioni assorbita da un abitante della città del futuro sarebbe di appena 0,0002 mSv all'anno (l'equivalente di due banane).

    https://www.osti.gov/etdeweb/servlets/purl/22134703

    E tutto questo senza considerare che la componente più duratura delle scorie di alto livello è anche quella riciclabile dai moderni reattori veloci.
    Eccellente davvero, mi hai definitivamente convinto sull'uso del nucleare.
    Lo Iodio-131 è usato per curare ipertiroidismo e per individuare nonchè trattare il tumore della tiroide, si potrebbe dunque anche riutilizzarlo in ambito ospedaliero almeno in parte, con effetti paradossalmente benefici sulle persone!

  2. #252
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    Predefinito Re: Cambiamenti climatici e ambiente: punto centrale o "paravento" per l'establishment?

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Che il Giappone sia stato salvato da una serie di eventi fortunati mi sembra esagerato, le strutture di contenimento hanno resistito e la fuga di materiale radiattivo è stata limitata nonostante la totale fusione del nocciolo ( @MarcoSarto potrà essere certamente più preciso). Nonostante la centrale fosse stata costruita a fine anni 60 l'edificio si è comportato esattamente come previsto in caso di incidente.

    La centrale di Fukushima non era sicura e questo già si sapeva prima del 2011, c'erano già stati report che avevano evidenziato queste criticità e nonostante questo non venne fatto nulla per metterla in sicurezza (e ci sono stati anche processi penali per questo).

    Ad ogni modo una centrale moderna non sarebbe stata vulnerabile a quel tipo di guasto da quel che ho capito, visto che prevedono lo spegnimento automatico anche in assenza di corrente elettrica. E anche nel caso di Fukushima c'è voluto un terremoto di magnitudo 9.1 con uno tsunami colossale per produrre danni seri, niente a che vedere con il livello di sismicità italiano.


    L'onda anomala di 13 metri ha investito in pieno 3 centrali della costa orientale del Giappone (Fukushima dai-ichi, Fukushima dai-ini, Onagawa) e non si sente mai parlare delle ultime due, che oltre ad aver assorbito un terremoto di magnitudo 9 (il bilancio è stato di 18.000 vittime), non hanno ricevuto alcun danno dallo tsunami.

    In occasione del terremoto, la maggior parte delle centrali nucleari del Giappone viene spenta in via precauzionale, viene premuto il tasto di SCRAM, le reazioni si fermano immediatamente, entra in funzione il raffreddamento ausiliario alimentato da generatori diesel, e con calma si farà poi ripartire il tutto. Questa operazione va a buon fine ovunque, e al termine della scossa di terremoto nessuno dei 51 reattori divisi in 18 centrali ha registrato alcun tipo di problema.

    A Fukushima dai-ichi il muro di contenimento, costruito proprio per resistere ad eventuali maremoti, è alto nove metri: l'acqua tracima e allaga la centrale, i generatori diesel che alimentano il sistema di raffreddamento secondario vengono messi fuori uso. C'è però un terzo sistema di raffreddamento di backup, alimentato con delle batterie di autonomia pari a sei ore. La TEPCO aveva dunque sei ore di tempo per sostituire le batterie o ripristinare i generatori diesel, ma c'è appena stato un terremoto di magnitudo 9 e tutti i collegamenti autostradali e ferroviari del paese sono interrotti. Esaurite le batterie, le barre di combustibile cominciano a scaldarsi, ma i reattori sono spenti e non vi sono reazioni di fissione nucleare. Il calore generato dal decadimento degli isotopi di transizione, nonostante sia il 6% del calore che si genera con la fissione, può causare danni; si registrano così esplosioni nei reattori 1, 2 e 3 a causa dell'idrogeno gassoso che esplode al minimo contatto con l'aria (idrogeno derivante dall'elettrolisi dell'acqua a causa dello zirconio di cui sono rivestite le canaline), e viene confermata una parziale fusione delle barre di combustibile.

    Non essendo qui a Chernobyl, gli edifici di contenimento ci sono e fanno il loro lavoro. Occorre però raffreddare il reattore in qualche modo, e data l'altissima pressione di vapore, si decide di operare un rilascio controllato di vapore per diminuire la pressione, con dei filtri che trattengano la maggior parte delle radiazioni all'interno, e poi di pompare acqua dal mare dentro la struttura. Fino a questo momento l'incidente è ancora al livello INES-5.

    Il reattore 4, nei giorni subito prima del terremoto, era stato spento per il refueling, la sostituzione delle barre di combustibile vecchie con quelle nuove. Le barre esauste vengono tenute in una piscina per alcuni giorni, finchè non sono abbastanza fredde e stabili da poter essere portate allo stoccaggio o al riprocessamento. La piscina in questione, tuttavia, si trova all'esterno della struttura di contenimento primaria. Quando i sistemi di raffreddamento saltano, le barre iniziano a scaldarsi e fanno evaporare l'acqua; la mattina del 15 marzo una sacca di idrogeno proveniente dal reattore 3 esplode, e fa saltare il tetto dell'edificio del reattore 4, permettendo al vapore radioattivo di finire in atmosfera. Visto che c'erano già uomini al lavoro sui reattori 1,2 e 3, l'incendio viene domato rapidamente (meno di 3 ore) e le barre surriscaldate vengono subito raffreddate. Dopo questa ulteriore dispersione radioattiva, che sarebbe un livello INES-6, il complesso degli eventi di Fukushima dai-ichi viene classificato come incidente di livello INES-7, ovvero ''catastrofe''.


    -Delle 170.000 persone evacuate, il numero di contaminati con potenziali conseguenze cliniche è stato di nove. Nessuno di essi ha comunque manifestato problemi di salute.


    -L'utilizzo di acqua di mare per raffreddare i reattori ha causato un iniziale aumento della radioattività marina nella zona, ma già da giugno 2012 il pesce pescato a Fukushima risulta indistinguibile da quello pescato da qualunque altra parte.

    -L'incidente ha causato la morte di due operai, uno per il crollo di un controsoffitto causato dal terremoto e uno per annegamento causato dallo tsunami, nessuno per le radiazioni.

    -Dei 172 operai che hanno lavorato sull'impianto, 160 hanno assorbito dosi inferiori a 100 mSv (soglia sotto la quale non sono misurabili effetti sul corpo umano), i rimanenti 12 hanno assorbito una dose tale da causare un lieve aumento della probabilità di contrarre un tumore (alla tiroide, quindi trattabile nel 99% dei casi), ma ad oggi si trovano ancora in perfetta salute.

    -Nelle due settimane immediatamente successive all'incidente, gli abitanti della città di Fukushima hanno assorbito una quantità extra di radiazioni pari a metà di una mammografia.

    -Uno studio sui bambini della zona un anno dopo gli eventi aveva inizialmente evidenziato una percentuale molto elevata di noduli nella ghiandola tiroide; un successivo studio fatto in doppio cieco aveva poi smentito la possibilità che questi potessero essere stati causati dalle radiazioni.

    -Lo studio sugli effetti dell'incidente, effettuato da OMS e UNSCEAR nel 2013 (che sono sempre organi dell'ONU...), circa i morti da radiazioni e i possibili danni alle generazioni future afferma quanto segue:



    "Non sono stati osservati casi di morti o di malattie indotte dalle radiazioni, né tra i lavoratori della centrale né tra i cittadini esposti alle conseguenze dell'incidente. Le dosi assorbite dalla popolazione nell'anno successivo all'incidente sono generalmente basse o molto basse, e ci si aspetta che rimangano tali per il resto della loro vita. Non ci si aspetta nessun tipo di aumento dell'incidenza di effetti sulla salute dovuti alle radiazioni sui cittadini esposti alla contaminazione o sui loro discendenti. Le conseguenze maggiori si sono avute dal punto di vista psicologico e sociale".



    Questi sono i numeri ufficiali a Fukushima.

    http://www.unscear.org/.../13-85418_Report_2013_Annex_A.pdf

    Tutto il resto non sono altro che un'infinità di balle, del tipo il daily mail che intitola '' L'incubo ritorna '', allegando immagini delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki (e i giapponesi non presero molto bene quel titolo...); o ancora Heise Telepolis che scrive "l'intero Giappone verrà reso inabitabile per migliaia di anni ... la quantità di plutonio espulsa potrebbe essere letale per l'intero pianeta".
    Ad un certo punto alcune persone residenti in Giappone (cittadini giapponesi o expat) decidono di raccogliere il bestiario del giornalismo internazionale su un sito, jpquake.info, classificando il livello di scorrettezza giornalistica con un punteggio da 1 (errore in buona fede, basato su informazioni false, ma plausibili) a 10 (fearmongering isterico corredato da stereotipi razzisti), più il livello 11 (Satana).
    Pensate che l'unica testata al mondo che è riuscita a piazzare ben sei articoli in classifica, di cui uno nella categoria 11 e due nella 10, è stata La Repubblica.

    E questo la dice lunga, sulla paura del nucleare maturata nel mondo e soprattutto in Italia.



  3. #253
    Tempesta violenta L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: Cambiamenti climatici e ambiente: punto centrale o "paravento" per l'establishment?

    Citazione Originariamente Scritto da MarcoSarto Visualizza Messaggio
    Pensate che l'unica testata al mondo che è riuscita a piazzare ben sei articoli in classifica, di cui uno nella categoria 11 e due nella 10, è stata La Repubblica.


    Chissà perchè non mi stupisce

  4. #254
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    Predefinito Re: Cambiamenti climatici e ambiente: punto centrale o "paravento" per l'establishment?

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Eccellente davvero, mi hai definitivamente convinto sull'uso del nucleare.
    Lo Iodio-131 è usato per curare ipertiroidismo e per individuare nonchè trattare il tumore della tiroide, si potrebbe dunque anche riutilizzarlo in ambito ospedaliero almeno in parte, con effetti paradossalmente benefici sulle persone!
    Infatti nel caso di rilascio di Iodio-131, le pastiglie allo Iodio sono un ottimo rimedio per prevenire la possibile insorgenza di tumori alla tiroide in futuro. Se la tiroide è già sviluppata (come negli adulti) il rischio è prossimo allo zero, quindi la massima priorità nell'assunzione di tali pastiglie è sempre dei bambini.

  5. #255
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    Predefinito Re: Cambiamenti climatici e ambiente: punto centrale o "paravento" per l'establishment?

    Segnalo un interessante articolo su "le scienze" riguardo il confinamento della CO2 nelle rocce.
    Sembra una tecnologia molto promettente e la si sta studiando in Oman dove c'è un affioramento di rocce del mantello.

    Si può leggere anche online ma solo se abbonati:
    Le rocce dell'Oman e la cattura del carbonio - Le Scienze

  6. #256
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    Predefinito Re: Cambiamenti climatici e ambiente: punto centrale o "paravento" per l'establishment?

    A proposito di energia, ecco la follia a cui ci stanno condannando le folli politiche ambientaliste dell'unione europea:
    I costi della transizione energetica | Climatemonitor
    tanto perchè si può utilizzare energia rinnovabile a bassi costi secondo qualcuno......

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