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  1. #271
    Vento fresco L'avatar di Tarcii
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    Predefinito Re: La lunga strada verso le emissioni zero

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano Riccio Visualizza Messaggio
    In Italia si sta spingendo fortemente su solare ed eolico con massicci incentivi (e non da poco ma da qualche lustro) tanto che ogni anno aprono decine di parchi eolici e fotovoltaici, ci sono migliaia di richieste in attesa e c'è la fila per cercare terreni, eppure la percentuale di fabbisogno energetico coperto da fonti rinnovabili non arriva al 20% quindi eolico e solare avranno una fetta ancor minore, magari ho esagerato l'iperbole (e pure quella del piano energetico che punta ad avere qualche pannello e pala qua e là nel mare di gas) ma avoglia a metterne e resta una quota bassa, anzi ad oggi oserei dire ancora marginale, e non è manco che siamo noi quelli messi peggio degli altri come solitamente accade. Pensare seriamente di reggere tutto il fabbisogno solo con quelli è follia, salvo forse nazioni che hanno spazi immensi (mi viene in mente l'Algeria dove stanno tappezzando di pannelli pezzi di deserto) e se si vuol fare una transizione seria il fabbisogno non può che crescere perché, oltre alle sempre citate macchine, c'è tanto da riconvertire ad elettrico e consuma. Giusto per fare un esempio nel mio piccolo, quando ho levato la cucina a gas e messo quella a induzione ho dovuto chiedere il raddoppio della potenza impiegata da contratto perché ogni volta che dovevo cucinare qualcosa mi toccava spegnere tutto il resto sennò sforava e il contatore tagliava automaticamente la corrente. Se ci aggiungi pure la caldaia elettrica sarà anche peggio, immaginatevi se un giorno finalmente sarà obbligatorio con milioni e milioni di riconversioni quanto consumo elettrico in più ci sarà. E ricordiamoci che solare ed eolico non sono stabili come produzioni quindi per non dover tenere la fonte fossile pronta come tappabuco serve una disponibilità di produzione ancora più elevata del fabbisogno massimo.
    Vedrete che ad un certo punto, se davvero si punterà ad una vera transizione (io però continuerò a non crederci finché non lo vedo, e non solo per il già citato gas, guardate anche con la proposta di efficientamento energetico delle case che cosa non sta succedendo...) e si vorrà reggerla solo su solare ed eolico, si arriverà a non saper più dove metterli i pannelli solari e le pale eoliche e ci saranno problemi, in Italia poi già adesso ci sono i NIMBY che strepitano, figuriamoci se si dovesse pensare di raddoppiare, triplicare, quadruplicare, quintuplicare le installazioni presenti.
    Motivo per cui si dovrebbe arrivare alla decarbonizzazione della produzione energetica con la fissione nucleare. Ma la cosa assurda è che agli italiani non passa nemmeno per la testa la possibilità di avere centrali nucleari nel paese, pur vedendo che solo con le fonti energetiche rinnovabili sarebbe impossibile soddisfare tutta la richiesta di energia elettrica.

    Poi già i NIMBY strepitano per le pale eoliche, figurarsi per una centrale nucleare. Inoltre, vorrei capire perché non si parla mai del consumo di suolo dei parchi fotovoltaici.
    Tu mi dici, "Ti guardi? Sbagli a paragonarti"

  2. #272
    Vento moderato L'avatar di Kojakteam
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    Predefinito Re: La lunga strada verso le emissioni zero

    Per chi sia convinto che la soluzione sia una, sola e univoca, vorrei riportare all'attenzione anche il concetto di efficienza di una tecnologia misurato in il valore EROEI.

    Mi autoquoto da questo topic.

    Citazione Originariamente Scritto da Kojakteam Visualizza Messaggio
    Infatti la produzione di energia da pannelli solari non è tra le più produttive e convenienti e vista anche la sua variabilità non si può pensare di fare affidamento in modo significativo.

    L'energia che serve per la produzione dei pannelli e il successivo smaltimento, e l'energia prodotta durante la loro vita (valore EROEI) è abbastanza basso per questa tecnologia, si parla di valori fra 10 e 15.

    Per fare altro esempio, l'idroelettrico ha un valore EROEI dal 40 a 100
    Questo divario credo dipenda dalla data alla quale risale la tecnologia (in quanto alcune installazioni hanno ormai 60/70 anni) e dalla difficoltà "dell'installazione".

    Il gas varia da 20 a 40.
    Questo dipende da quanto è facile reperire la materia prima, come per esempio la differenza fra un pozzo offshore e un pozzo sulla terra ferma.

    Il nucleare invece viaggia con valori sopra al 100 e oltre, pare anche considerando lo smaltimento delle scorie radioattive (basse, media e alta intensità) quantificabili in modeste quantità rispetto all'energia prodotta.

    Questo valore EROEI non tiene conto di tanti altri fattori "locali", è solo un modo per stimare la "convenienza" energetica nell' adottare una tecnologia o l'altra.

    Credo la miglior soluzione sia un mix di tutte le tecnologie possibili cercando di arrivare alla famigerata autonomia energetica.

    E visto che siamo un paese manifatturiero o ci mettiamo in testa che occorre una strategia energetica "radicale" il prima possibile, come per esempio il nucleare, installare solare "a tappeto", idroelettrico e geotermico, o bisogna rivedere davvero tante cose, soprattutto a livello industriale.
    Chi è convinto che i pannelli solari siano la panacea di tutti i mali, ad oggi (e dico "oggi" in quanto le tecnologie, soprattutto in questo settore, sono in continua innovazione) non è assolutamente così.

  3. #273
    Vento moderato L'avatar di Stefano Riccio
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    Predefinito Re: La lunga strada verso le emissioni zero

    Citazione Originariamente Scritto da Tarcii Visualizza Messaggio
    Motivo per cui si dovrebbe arrivare alla decarbonizzazione della produzione energetica con la fissione nucleare. Ma la cosa assurda è che agli italiani non passa nemmeno per la testa la possibilità di avere centrali nucleari nel paese, pur vedendo che solo con le fonti energetiche rinnovabili sarebbe impossibile soddisfare tutta la richiesta di energia elettrica.

    Poi già i NIMBY strepitano per le pale eoliche, figurarsi per una centrale nucleare. Inoltre, vorrei capire perché non si parla mai del consumo di suolo dei parchi fotovoltaici.
    Ma infatti il nucleare è praticamente una scelta obbligata se davvero si vuole arrivare alle emissioni zero entro qualche decennio, poi magari in un futuro più o meno remoto si potrà accantonare anche quello ma pensare adesso di raggiungere le emissioni zero nel 2050 o giù di li tappezzando tutto di pannelli solari e pale eoliche è folle.
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  4. #274
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    Predefinito Re: La lunga strada verso le emissioni zero

    Intanto nei giorni scorsi è uscito uno studio che conferma che la spinta verso il gas ha un costo altissimo, anche per la nostra salute, quindi è inutile dire robe tipo "è meno peggio" o "è un passo avanti rispetto al carbone" e tutte quelle dichiarazioni buone solo pulirsi la coscienza mentre si tiene la testa sotto la sabbia.

    L'impatto sulla salute delle centrali a gas: "In un anno 2.864 morti premature in Europa". E l'Italia e il Paese con i costi sanitari piu alti - Il Fatto Quotidiano
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  5. #275
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    Predefinito Re: La lunga strada verso le emissioni zero

    Citazione Originariamente Scritto da Kojakteam Visualizza Messaggio
    Per chi sia convinto che la soluzione sia una, sola e univoca, vorrei riportare all'attenzione anche il concetto di efficienza di una tecnologia misurato in il valore EROEI.

    Mi autoquoto da questo topic.



    Chi è convinto che i pannelli solari siano la panacea di tutti i mali, ad oggi (e dico "oggi" in quanto le tecnologie, soprattutto in questo settore, sono in continua innovazione) non è assolutamente così.
    Ma infatti é assolutamente così. Io sono favorevolissimo al fotovoltaico, ce l'ho pure e lo ringrazio per farmi risparmiare, ma é una fonte molto variabile. In inverno per esempio fa pochissimo, per via del sole basso e delle tante giornate nuvolose e nebbiose. Poi ovviamente di notte non produce nulla. Buona fonte complementare ma non può di certo essere la base della produzione di energia di un paese

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  6. #276
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    Predefinito Re: La lunga strada verso le emissioni zero

    Citazione Originariamente Scritto da Danirimini Visualizza Messaggio
    Ma infatti é assolutamente così. Io sono favorevolissimo al fotovoltaico, ce l'ho pure e lo ringrazio per farmi risparmiare, ma é una fonte molto variabile. In inverno per esempio fa pochissimo, per via del sole basso e delle tante giornate nuvolose e nebbiose. Poi ovviamente di notte non produce nulla. Buona fonte complementare ma non può di certo essere la base della produzione di energia di un paese

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    Si ok, il problema della discontinuità è uno degli altri problemi dei pannelli o dell'energia solare in generale.

    Il punto, ma credo tu lo abbia ben chiaro, è ben più profondo.

    Faccio un esempio terra-terra:
    - ammesso che riusciamo a "tappezzare il deserto di pannelli", dopo 20/25 anni circa dobbiamo sostituire di nuovo tutto il deserto di pannelli, visto che essi caleranno di efficienza o addirittura smetteranno di funzionare
    - per costruire "un deserto di pannelli" non ci vogliono un paio di mesi, forse non bastano i 20/25 anni di durata degli stessi.....
    - in Francia hanno costruito centrali nucleari negli anni 60/80 e dopo 40-60 anni sono ancora lì che funzionano......
    - così come le centrali idroelettriche, sull'Adda dalle parti di Monza abbiamo una centrale funzionante dal 1895....128 anni di servizio

    Capite, la differenza è abnorme.

    Ai voglia a pannelli solari e pale.....

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  7. #277
    Vento moderato L'avatar di Stefano Riccio
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    Predefinito Re: La lunga strada verso le emissioni zero

    Citazione Originariamente Scritto da andi Visualizza Messaggio
    Raccontalo magari al pensionato che dovrà sborsare migliaia di euro per avere un po' di risparmio dopo 20 anni (quando sarà già morto), oppure a chi deve spendere l'equivalente del valore della sua abitazione; questo diventerà una specie di esproprio del patrimonio immobiliare, cosa che ovviamente farà piacere ad un certo modo di pensiero. Sei tu obnubilato dlla'ideologia climatica!
    Poi naturalmente siamo sempre sicuri che il problema maggiore dell'umanità sia il riscaldamento globale?
    Cronaca Meteo Asia - Gelo eccezionale tra Giappone e Corea, nevicate abbondanti e temperature fino a -33degC, i video << 3B Meteo
    No, è la glaciazione
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  8. #278
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: La lunga strada verso le emissioni zero

    Citazione Originariamente Scritto da Kojakteam Visualizza Messaggio
    Per chi sia convinto che la soluzione sia una, sola e univoca, vorrei riportare all'attenzione anche il concetto di efficienza di una tecnologia misurato in il valore EROEI.

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    Chi è convinto che i pannelli solari siano la panacea di tutti i mali, ad oggi (e dico "oggi" in quanto le tecnologie, soprattutto in questo settore, sono in continua innovazione) non è assolutamente così.
    Concetto impossibile da far capire a chi ragiona senza considerare le leggo della fisica.

    Nel tuo commento hai dimenticato l’idrogeno, considerato da molti come come la fonte di energia che risolverà tutti i problemi.
    Peccato che sia un vettore energetico, non una fonte…
    Quindi al massimo si può utilizzare per trasportare l'energia (con grosse perdite, viste le sue caratteristiche), ma non esistono giacimenti e per produrlo serve molta energia.

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    Ultima modifica di MeTeo72; 27/01/2023 alle 15:14

  9. #279
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    Predefinito Re: La lunga strada verso le emissioni zero

    Citazione Originariamente Scritto da Stefano Riccio Visualizza Messaggio
    Intanto nei giorni scorsi è uscito uno studio che conferma che la spinta verso il gas ha un costo altissimo, anche per la nostra salute, quindi è inutile dire robe tipo "è meno peggio" o "è un passo avanti rispetto al carbone" e tutte quelle dichiarazioni buone solo pulirsi la coscienza mentre si tiene la testa sotto la sabbia.

    L'impatto sulla salute delle centrali a gas: "In un anno 2.864 morti premature in Europa". E l'Italia e il Paese con i costi sanitari piu alti - Il Fatto Quotidiano
    Studio senza senso in quanto in medicina non si può in nessun modo attribuire la morte alla causa inquinamento, al massimo si può parlare di generico fattore di rischio in patologie multifattoriali, quindi senza causa effetto diretta. Quindi affermare che la causa di morte è l'inquinamento da gas o fossili non è possibile

  10. #280
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    Predefinito Re: La lunga strada verso le emissioni zero

    Citazione Originariamente Scritto da andi Visualizza Messaggio
    Studio senza senso in quanto in medicina non si può in nessun modo attribuire la morte alla causa inquinamento, al massimo si può parlare di generico fattore di rischio in patologie multifattoriali, quindi senza causa effetto diretta. Quindi affermare che la causa di morte è l'inquinamento da gas o fossili non è possibile
    Non ho ancora capito se sei proprietario di una raffineria o di una centrale a gas

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