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  1. #61
    Burrasca L'avatar di steph
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Citazione Originariamente Scritto da mat69 Visualizza Messaggio
    Viene spontanea una domanda: come facciamo ad affermare che il cambiamento climatico in atto sia da ascrivere all'incremento in surplus (chiamiamolo pure AGW) rispetto alla variabilità naturale se il trend in quota rispecchia un andamento ascrivibile alla stessa?
    Stiamo parlando di una regione (l'Artico) e di una sezione verticale (sopra gli 850 hPa), in un contesto nel quale l'atmosfera è fortemente stratificata.

    Su scala regionale, l'attribuzione di fattori che contribuiscono ai trend nelle temperature al suolo è riassunto in questa slide (viene da una mia presentazione recente, ho sintetizzato alcuni lavori specifici in una tabella 4x4):

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-schermata-2015-04-30-16.13.46.jpg

    Se già risulta difficile separare la componente di variabilità interna da quella forzata nell'ambito della tipologia di risposta (3 risp. 1) e tenendo conto delle risposte derivate (per es. quanto dipende dalla 1 la 2?; quanto dipende dalla 3 la 4?; la 2 può influenzare la 3? etc etc) nell'ambito dell'attribuzione dei trend, figuriamoci per l'alta troposfera extra-tropicale come quella delle regioni artiche.
    In generale, molti lavori convergono verso una attribuzione di feedback dell'albedo (1) nella bassa troposfera, e invece variabilità interna prevalente (influenza data da circolazione atmosferica (3) e soprattutto risposta remota data da SST (4)) nella troposfera sopra gli 850 hPa.

    Infine: un lavoro recente che propone un metodo per valutare dove emerge prima il segnale forzante (antropico, in questo caso) è quello applicato qui sul calcolo del rapporto segnale/rumore (S/N) perché è necessario quantificare la variabilità interna.
    Le regioni in cui, nei modelli, emerge prima il segnale forzante sono quelle tropicali e subtropicali (in particolare le zone oceaniche, specie indiana e westpacifica, ad eccezione della regione ENSO), nell'artico il forcing radiativo è piccolo ma i feedback rendono la risposta climatica molto forte (in bassa troposfera) specie durante la stagione fredda.
    ~~~ Always looking at the sky~~~








  2. #62
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Su MTG ho messo il confronto con RSS sulle zone Globale, Tropicale e Artico. Benissimo nel globale e tropicale, i due sistemi ora sono quasi perfettamente allineati, piuttosto male in artico dove UAH mostra un trend eccessivamente (a mio avviso) diverso (inferiore) rispetto a RSS nonostante le differenze non siano molto ampie (pero' non so di preciso se le due aree sono identiche tra i due sistemi).
    Ho normalizzato i dati sull'intera serie: Mtg Forum Meteo Giornale Leggi argomento - nuovo td Global Warming e dintorni: dati e analisi

  3. #63
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Citazione Originariamente Scritto da steph Visualizza Messaggio
    Stiamo parlando di una regione (l'Artico) e di una sezione verticale (sopra gli 850 hPa), in un contesto nel quale l'atmosfera è fortemente stratificata.

    Su scala regionale, l'attribuzione di fattori che contribuiscono ai trend nelle temperature al suolo è riassunto in questa slide (viene da una mia presentazione recente, ho sintetizzato alcuni lavori specifici in una tabella 4x4):

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-schermata-2015-04-30-16.13.46.jpg

    Se già risulta difficile separare la componente di variabilità interna da quella forzata nell'ambito della tipologia di risposta (3 risp. 1) e tenendo conto delle risposte derivate (per es. quanto dipende dalla 1 la 2?; quanto dipende dalla 3 la 4?; la 2 può influenzare la 3? etc etc) nell'ambito dell'attribuzione dei trend, figuriamoci per l'alta troposfera extra-tropicale come quella delle regioni artiche.
    In generale, molti lavori convergono verso una attribuzione di feedback dell'albedo (1) nella bassa troposfera, e invece variabilità interna prevalente (influenza data da circolazione atmosferica (3) e soprattutto risposta remota data da SST (4)) nella troposfera sopra gli 850 hPa.

    Infine: un lavoro recente che propone un metodo per valutare dove emerge prima il segnale forzante (antropico, in questo caso) è quello applicato qui sul calcolo del rapporto segnale/rumore (S/N) perché è necessario quantificare la variabilità interna.
    Le regioni in cui, nei modelli, emerge prima il segnale forzante sono quelle tropicali e subtropicali (in particolare le zone oceaniche, specie indiana e westpacifica, ad eccezione della regione ENSO), nell'artico il forcing radiativo è piccolo ma i feedback rendono la risposta climatica molto forte (in bassa troposfera) specie durante la stagione fredda.
    Ottima sintesi che creando il distinguo tra forzanti endogene (naturale variabilità) al sistema ed esogene pone i presupposti per una complessa riflessione circa la loro interazione e instaurazione di nessi di causalità "inediti".
    Peraltro in merito a ciò:

    Citazione Originariamente Scritto da steph Visualizza Messaggio
    Le regioni in cui, nei modelli, emerge prima il segnale forzante sono quelle tropicali e subtropicali (in particolare le zone oceaniche, specie indiana e westpacifica, ad eccezione della regione ENSO), nell'artico il forcing radiativo è piccolo ma i feedback rendono la risposta climatica molto forte (in bassa troposfera) specie durante la stagione fredda
    si è notato che l'incipit in merito alla diminuzione del delta di gradiente polo/tropici è iniziato proprio dalle regioni tropicali (proprio per il maggior forcing radiativo - in questo caso negativo) che si sono progressivamente raffreddate ad iniziare dalla stratosfera prima rispetto al riscaldamento avvenuto sull' artico.

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-ncln6gwlemtxq.tmpqq.gif
    Ultima modifica di mat69; 02/05/2015 alle 10:10
    Matteo

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  4. #64
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    ....si è notato che l'incipit in merito alla diminuzione del delta di gradiente polo/tropici è iniziato proprio dalle regioni tropicali (proprio per il maggior forcing radiativo - in questo caso negativo) che si sono progressivamente raffreddate ad iniziare dalla stratosfera prima rispetto al riscaldamento avvenuto sull' artico.

    Mat, nelle nostre discussioni su MTG appare evidente che c'e' sincronia tra gli andamenti di delta tropici-polo in troposfera e in stratosfera, le evidenze non lasciano tanti dubbi circa le ingerenze tropicali nell'aumento di delta che ha portato ai massimi zonali degli anni 90 e poi l'innesco di diminuzione di delta su ritardo polare e Pinatubo. Non c'azzeccano gran che le problematiche radiative, troppo deboli per potersi vedere su dati di 50-60 anni.

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-delta-trop-artico.jpg

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-delta-strato.jpg

    Semmai e' interessante notare la ripresa di delta su questa "espansione" tropicale dopo la Nina 2011-12. Espansione che ha indotto il recente forte aumento di PDO e NPM.

  5. #65
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Citazione Originariamente Scritto da Sandro58 Visualizza Messaggio
    Mat, nelle nostre discussioni su MTG appare evidente che c'e' sincronia tra gli andamenti di delta tropici-polo in troposfera e in stratosfera, le evidenze non lasciano tanti dubbi circa le ingerenze tropicali nell'aumento di delta che ha portato ai massimi zonali degli anni 90 e poi l'innesco di diminuzione di delta su ritardo polare e Pinatubo. Non c'azzeccano gran che le problematiche radiative, troppo deboli per potersi vedere su dati di 50-60 anni.

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-delta-trop-artico.jpg

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-delta-strato.jpg

    Semmai e' interessante notare la ripresa di delta su questa "espansione" tropicale dopo la Nina 2011-12. Espansione che ha indotto il recente forte aumento di PDO e NPM.
    Il Pinatubo fu molto probabilmente l'inizio di una serie di conseguenze a catena che anticiparono un processo di graduale raffreddamento della stratosfera tropico / equatoriale che tuttavia, molto probabilmente, coincise anche con l'inizio di una fase calante da un massimo solare molto forte fino ad un minimo che si concretizzò tra il 1997 e il 1998 (anno del big Nino) prima di ripartire verso un ciclo, il 23esimo già meno forte rispetto il precedente.
    Per quanto riguarda il delta di gradiente illustrato nei grafici si nota anche che la ripresa dello stesso risulta più evidente in stratosfera nel periodo autunnale rispetto alla stagione invernale e questo potrebbe essere dovuto alla minor ingerenza da parte delle onde planetarie a causa di forti strati antizonali resilienti in alta troposfera e bassa stratosfera dalla precedente stagione che favoriscono un maggior raffreddamento delle regioni polari.

    Prendendo sempre come spunto i grafici che hai postato vorrei prendere in considerazione il periodo dal 1980 al 1997 (fase crescente e alta di delta di gradiente ) rispetto al successivo 1998/2008 (fase calante e bassa di delta di gradiente) e mutuare la nostra osservazione in antartide.

    a) 1980/1997




    b) 1998/2007



    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-1998-2007.gifOscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-1998-2007-ssta.gif

    La differenza che ne risalta riguarda sia le anomalìe di gpt in sede antartica e australe in generale praticamente opposte nei 2 periodi presi in considerazione ma anche la circolazione depressionaria posta grossomodo a sud ovest della Nuova Zelanda che, notevolmente più profonda nel corso del periodo 1998/2007 ha verosimilmente favorito l'intensificazione della confluenza della corrente fredda Circumpolare Antartica nella Corrente di Humboldt.

    Matteo

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  6. #66
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Si, e' interessantissimo .... chiaro il fatto che la 80-98 siamo in PDO+ (Humboldt positiva in superficie), poi abbiamo media opposta di PDO e di Humboldt ovviamente.
    Va analizzata nelle sotto-fasi xche' dopo la prima impennata tropicale 76-82 c'e' stato El Chichon e troviamo 84-87 come anni molto particolari, antizonali e + freddi in definitiva, poi nuova impennata tropicale mentre artico ancora freddo e massimi zonali tra 88 e 92 ... poi Pinatubo e saltano gli equilibri strato e tropo, artico impenna dal 94-5 e diminuisce delta e quindi aumenta antizonalità ..... Nino 98, AMO massima, artico ancora + su mentre invece subito dopo diminuisce la media ENSO.
    Ultimi 2-3 anni con nuova impennata tropicale e artico che invece e' stabile se non in lieve calo ... torna ad aumentare il delta e la zonalità. Una storia da sviscerare bene e capire ance il lato del SH.

  7. #67
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Citazione Originariamente Scritto da Sandro58 Visualizza Messaggio
    Si, e' interessantissimo .... chiaro il fatto che la 80-98 siamo in PDO+ (Humboldt positiva in superficie), poi abbiamo media opposta di PDO e di Humboldt ovviamente.
    Va analizzata nelle sotto-fasi xche' dopo la prima impennata tropicale 76-82 c'e' stato El Chichon e troviamo 84-87 come anni molto particolari, antizonali e + freddi in definitiva, poi nuova impennata tropicale mentre artico ancora freddo e massimi zonali tra 88 e 92 ... poi Pinatubo e saltano gli equilibri strato e tropo, artico impenna dal 94-5 e diminuisce delta e quindi aumenta antizonalità ..... Nino 98, AMO massima, artico ancora + su mentre invece subito dopo diminuisce la media ENSO.
    Ultimi 2-3 anni con nuova impennata tropicale e artico che invece e' stabile se non in lieve calo ... torna ad aumentare il delta e la zonalità. Una storia da sviscerare bene e capire ance il lato del SH.

    Forse Sandro abbiamo commesso un errore nel voler per forza partire da.... casa nostra.
    Laggiù dove le dinamiche sono indubbiamente semplificate sarà più facile capire davvero i segnali forzanti distinguendoli da i vari "rumors" che compongono la naturale variabilità e di cui è affastellato il nostro complesso NH.
    Matteo

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  8. #68
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Ho messo qualche dato di delta suolo-quota (850hpa) per due stazioni artiche opposte, Ammassalik (Groenlandia) e Barrow (nord Alaska) su MTG: Mtg Forum Meteo Giornale Leggi argomento - nuovo td Global Warming e dintorni: dati e analisi

    Se a qualcuno serve (chi non ha utenza li) posso postare le illustrazioni anche qui.

    Direi che c'e' una notevole differnza tra le due stazioni, Barrow ha visto crescere il delta fin dal 76 (climate change PDO e AMO) da valori negativi a circa 1°, poi placata dopo il Nino 98 salvo un paio di estensioni nel 2010 e 2012-3 circa.
    Invece ad Ammassalik il delta e' rimasto stabile (anche lieve calo) in pratica fino al 2007-8 (il forte ammanco estivo) e poi salito fortemente fino a oltre 1°.

    Barrow e' certamente + sensibile alle dinamiche PDO e PNA, Ammassalik a quelle AMO e NAO.

  9. #69
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Ho messo su MTG due post sugli andamenti di geopotenziali a varie quote e i delta tra bassa quota e quote + alte per la zona artica (sett-ottobre) e la zona antartica costiera (febb-marzo):

    Mtg Forum Meteo Giornale Leggi argomento - nuovo td Global Warming e dintorni: dati e analisi

    Mtg Forum Meteo Giornale Leggi argomento - nuovo td Global Warming e dintorni: dati e analisi

    Se serve posto i grafici qui.

  10. #70
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Citazione Originariamente Scritto da Sandro58 Visualizza Messaggio
    Ho messo su MTG due post sugli andamenti di geopotenziali a varie quote e i delta tra bassa quota e quote + alte per la zona artica (sett-ottobre) e la zona antartica costiera (febb-marzo):

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    Se serve posto i grafici qui.

    Sandro, se non ti dispiace è meglio che posti interamente la discussione con i grafici anche qui, giusto per arricchire il confronto con gli amici del CS o altri che volessero intervenire portando i loro contributi e che non risulti così attività di spam (dal momento che non si tratta di riferimenti occasionali).
    Matteo

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