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  1. #81
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di 4ecast
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Volevo solo dire che gli studi sull'AA sono sicuramente più solidi e che l'incoerenza dell'AD si manifesta attraverso: 1) mancanza di stabilità intrastagionale, 2) forte rumore di terze armoniche che portano alla mancanza di predicibilità dell'anomalia termico-precipitativa in Europa.
    In sostanza era un discorso legato al fattore AD se utlilizzato come predictor (driver) estivo. Tutto lì: in particolare non ho detto che "le anomalìe artiche sono ben descritte dalla problematica dell'Amplificazione Artica"
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  2. #82
    Vento teso
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Il gradiente tropici-polo mentre si è ridotto al suolo potrebbe in effetti essere aumentato in modo significativo in alta atmosfera, almeno secondo questa nuova versione di un dataset basato sui dati da radiosonda nel periodo 1960-2012 da cui si nota (come atteso) per un gradiente adiabatico saturo il massimo riscaldamento nell'alta troposfera tropicale:

    Atmospheric changes through 2012 as shown by iteratively homogenized radiosonde temperature and wind data (IUKv2) - IOPscience

  3. #83
    Vento teso L'avatar di Sandro58
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Sono piuttosto perplesso da quello studio. E' vero che in periodi di afflussi caldi dalla superficie (enso+, aumento generale tropicale) le alte quote tendono a riscaldarsi relativamente di piu' ... pero' la cosa, con la visione dei dati NOAA, appare diversa:

    Queste le anmalie di temperatura a varie quote, epoca dei satelliti:
    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-tropici-quote.jpg

    Si nota bene che durante le fasi di Nino a 300hpa si hanno maggiori anomalie e con Nina invece a 300hpa si hanno le anomalie + basse o quasi. Dividendo il periodo in 3 sotto periodi, 79-89, 90-99 e 2000-2015 possiamo vedere la distribuzione:

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-tropici-quote-vert.jpg

    Innanzi tutto oviamente le medie degli ultimi 15 anni appaiono mediamente + alte (ma gia si vedeva nel grafico generale), ma quello che notiamo e' una maggiore estensione sui 700hpa, anche a 300hpa si e' avuto un aumento maggiore che a 500 o 925hpa, ma certamente ben meno che a 700hpa. Le anomalie appiano opposte a quelle dei due sotto-periodi precedenti.

    Quindi non saprei come collocare eventuali idee di diversi comportamenti a diverse quote tra tropici e polo, le situazioni appaiono molto mixate con 500hpa meno snsibile, 300 + sensibile, 700 di piu' e 925 meno ..... mha.

    Aggiungo l'andamento nei tre periodi alle varie quote e si notano i lievi cali negli anni 90 e i forti aumenti anni 2000 con massimi a 700hpa, seguito da 300hpa e poi a 925hpa:

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-tropici-quote-quote.jpg
    Ultima modifica di Sandro58; 21/05/2015 alle 22:16

  4. #84
    Vento teso
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Le reanalisi(e le vecchie analisi da radiosonda) nella troposfera tropicale non sono credibili; ho postato i dati qualche pagina indietro, le varie reanalisi sono una diversa dall'altra e non possono essere corretti allo stesso tempo dati che vedono un aumento di quasi 0.5°C/decennio ed altri che hanno un terzo del riscaldamento; secondo le era-interim non c'è stato nessun aumento a 700hpa e la differenza 300hpa-700hpa è positiva in tutte le reanalisi tranne ncep-ncar, positiva per tutti tra le temperature a 2m e 300hpa.

    Tra 20N e 20S 1979-2010

    300hpa:
    cfsr :0.49
    ncep-ncar:0.14
    merra:0.33
    era:0.24
    jra:0.15

    700hpa:
    cfsr :0.33
    ncep-ncar:0.16
    merra:0.26
    era:0.00
    jra:0.13

    differenza 300hpa - 700hpa:
    cfsr :0.16
    ncep-ncar:-0.02
    merra:0.07
    era:0.24
    jra:0.02

    differenza 300hpa - t2m:
    cfsr :0.31
    ncep-ncar:0.06
    merra:0.23
    era:0.16
    jra:0.10

    per non parlare dell'umità specifica che è ovviamente correlata all'aumento termico in alta atmosfera, in leggero declino secondo le reanalisi ncep-ncar mentre gli ocean tropicali si riscaldavano...:

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-nclizyyuy3bcc.tmpqq.gif

    Ma in forte aumento secondo cfsr:

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-nclcspbdb5qzy.tmpqq.gif

    Non saranno di sicuro le reanalisi a fornire dettagli sulla struttura verticale del riscaldamento, per questo servono più analisi fatte apposta come quella postata sopra.
    Ultima modifica di elz; 22/05/2015 alle 07:08

  5. #85
    Vento teso L'avatar di Sandro58
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Mha, certo e' assurdo che nell'epoca dei satelliti non possiamo sapere un cactus di quello che accade in atmosfera, nella zona tropicale sono scarsissimi i punti di radiosondaggi ... effettivamente dai dati che mostri c'e' uno spread esagerato tra le varie reanalisi, assolutamente inaffidabili.
    Pero' a me pare che stanno diventando inaffidabili anche i radiosondaggi, mi sono andato a guardare la nuova versione RATPAC e ho scoperto che stanno mettendo dei "delta" nei dati dal 98 a oggi, specie al suolo con valori anche forti (anche fino a +0,2° medi, aggiustamenti meno evidenti in quota) ... ho riportato qui una piccola analisi comparata: Mtg Forum Meteo Giornale Leggi argomento - nuovo td Global Warming e dintorni: dati e analisi

    ... il NOAA mi ha detto che ci guarderanno dentro Mtg Forum Meteo Giornale Leggi argomento - nuovo td Global Warming e dintorni: dati e analisi ... ho visto a campione che questo delta e' variabile e mediamente positivo, ma ho trovato anche un paio di situazioni leggermente negative. Mi faranno sapere.

    A me pero' cascano le braccia, non possiamo avere nessuna certezza sui dati, specie quelli al suolo, ma purtroppo anche quelli in quota.

  6. #86
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Bhe, pero' insomma, togliendo CFSR che e' fuori dal coro a tutte le quote NCEP, ERA e MERRA non sono poi cosi' distanti ...

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-tropici-vari.jpg

    Uno spread esagerato si nota solo nei primi anni (la stessa cosa avviene a 500hpa), dopo il 90 diciamo che lo spread e' accettabile e compreso in 0,2°.
    Mediando i tre sistemi alle 3 quote e plottando dal 1990 si vede che a 700 e 300hpa si ha un trend notevolmente superiore ai 500hpa e a 300hpa e' leggermnte + alto dei 700hpa (il 2015 ha solo NCEP e MERRA e solo 3 mesi):

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-tropici-vari-quote.jpg

    Insomma + o - ci siamo.

  7. #87
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Inserendo i dati RSS (che mediano su varie quote ma dovrebbero avere massimi tra 850 e 500, quindi vicino ai 700hpa) questo appare come il trend inferiore tra tutti anche se con andamento ben congruente.

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-tropici-vari-quote.jpg

    Mha !

  8. #88
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Inserendo anche i dati RATPAC (anche se hanno zona tra 30°S e N, invece dei 20 degli altri), si nota che quest'ultimo si colloca con un trend inferiore rispetto la reanalisi sia a 700hpa che parecchio inferiore a 300hpa.

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-tropici-vari-quote.jpg

    La distribuzione in altezza vedeva massimi ben definiti a 300hpa negli anni 90, negli anni 2000 e' aumentata relativamente l'anomalia a quota 700 e meno a 300, diminuita s si guarda gli ultimi anni.

    Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico-tropici-ratpac.jpg

  9. #89
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Citazione Originariamente Scritto da Shift climatico. Focus invernale

    Figura 1. La progressiva anomalia dell’oscillazione artica tra il 1998 e il 2014

    Negli ultimi 2 decenni, ed in particolare dall'inverno 2003-2004 in poi, abbiamo una ripartenza troppo forte del vortice polare in settembre che si ripercuote con un break clamoroso in ottobre quando invece dovrebbe avere il secondo massimo relativo annuale (il maggiore è in aprile) per poi intensificarsi di nuovo in novembre quando il vortice polare invece dovrebbe già iniziare ad indebolirsi, vuoi perché incomincia a manifestarsi l’attività d’onda in troposfera, vuoi perché iniziano i primi warming stratosferici. La sostituzione del vortice polare con un anticiclone nella parte centrale dell’autunno porta ad un intensificarsi delle precipitazioni nelle regioni subpolari con un forte incremento di snowcover. Questo effetto, osservabile dal 2007 (figura 2), è dovuto al fatto che due aree depressionarie si collocano sulla parte settentrionale e orientale dei due oceani coinvolgendo la parte nord-ovest dei due continenti boreali.


    Figura 2. Le conseguenze sulla pressione al livello del mare nel mese di ottobre tra il 2007 e il 2014 (ESRL : PSD : Error - Access Denied.

    D’altronde, la mancata corrispondenza alle varie quote tra suolo e alta troposfera impedisce di caratterizzare la forma stessa del vortice polare. In altre parole, l’incremento di snowcover in ottobre avviene senza la presenza di un vortice polare e dunque indipendentemente dalla sua forma (ellittica o meno). Questa considerazione è suffragata, come è mostrato in figura 3, dall’incremento costante di copertura nevosa che avviene nel mese di ottobre dagli anni 2000, a prescindere dai principali indici teleconnettivi.
    Figura 3. Le conseguenze sull’estensione della copertura nevosa nel mese di ottobre (Rutgers University Climate Lab :: Global Snow Lab)

    La seconda cresta autunnale dell’AO index ci indica che, in questo nuovo periodo climatico, la sincronizzazione tra vortice polare stratosferico e troposferico avviene in novembre. Si tratta di circa 2 mesi dopo del periodo climatico antecedente lo scioglimento estivo dell’artico. In pratica con questo shift di 2 mesi, l’unico mese invernale rimarrebbe febbraio con una fase immediatamente precedente nella seconda parte di gennaio perchè quest'ultimo risente della notte artica in maniera maggiore rispetto a novembre.
    L'essenza della parola shift è riportata in questa ultima parte in grassetto ed è suffragata dalle osservazioni del profilo verticale del vortice polare a far data dall'inverno 2002-03 (con alcune eccezioni). Nel periodo precedente vi era maggiore uniformità tra vari piani isometrici per cui ciò avveniva raramente (generalmente solo in corrispondenza del manifestarsi di El Nino).
    Vi sono varie ipotesi, scioglimento dei ghiacci artici o rientra semplicemente nella variabilità interna del sistema, ma la sostanza non cambia: il momento in cui il VP in troposfera si gonfia di energia in seguito alla ripartenza stagionale del VP stratosferico è rimandata in avanti, shiftata, a novembre se non a dicembre. Cioè in sostanza il NAM si trova ad essere positivo in pieno inverno (dicembre e gennaio).

    Per inciso, questo fatto tocca anche indirettamente gli indici a carico della snowcover eurasiatica (SAI e OPI). Citando l'articolo, la mancata corrispondenza alle varie quote impedisce di caratterizzare la forma stessa del vortice polare. In altre parole, l’incremento di snowcover in ottobre avviene senza la presenza di un vortice polare e dunque indipendentemente dalla sua forma ellittica o meno; questa considerazione è suffragata, come è mostrato in figura 3, dall’incremento costante di copertura nevosa che avviene nel mese di ottobre dagli anni 2000, a prescindere dai principali indici teleconnettivi.

    Sebbene quest'anno sia mancata una ripartenza troppo forte del VP in settembre, ci ritroviamo lo stesso con uno split del VP nella prima decade di ottobre. Se il vortice polare rimanesse dissociato troppo a lungo in una miriade di nuclei, l'AO risulterebbe negativa anche in ottobre 2015 e il momento in cui si sincronizzano i due piani troposferico e basso-stratosferico sarebbe rimandato in avanti in accordo al trend in atto.
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  10. #90
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    Predefinito Re: Oscillazione Artica (AO): indicazioni per lo shift climatico

    Citazione Originariamente Scritto da 4ecast Visualizza Messaggio
    L'essenza della parola shift è riportata in questa ultima parte in grassetto ed è suffragata dalle osservazioni del profilo verticale del vortice polare a far data dall'inverno 2002-03 (con alcune eccezioni). Nel periodo precedente vi era maggiore uniformità tra vari piani isometrici per cui ciò avveniva raramente (generalmente solo in corrispondenza del manifestarsi di El Nino).
    Vi sono varie ipotesi, scioglimento dei ghiacci artici o rientra semplicemente nella variabilità interna del sistema, ma la sostanza non cambia: il momento in cui il VP in troposfera si gonfia di energia in seguito alla ripartenza stagionale del VP stratosferico è rimandata in avanti, shiftata, a novembre se non a dicembre. Cioè in sostanza il NAM si trova ad essere positivo in pieno inverno (dicembre e gennaio).

    Per inciso, questo fatto tocca anche indirettamente gli indici a carico della snowcover eurasiatica (SAI e OPI). Citando l'articolo, la mancata corrispondenza alle varie quote impedisce di caratterizzare la forma stessa del vortice polare. In altre parole, l’incremento di snowcover in ottobre avviene senza la presenza di un vortice polare e dunque indipendentemente dalla sua forma ellittica o meno; questa considerazione è suffragata, come è mostrato in figura 3, dall’incremento costante di copertura nevosa che avviene nel mese di ottobre dagli anni 2000, a prescindere dai principali indici teleconnettivi.

    Sebbene quest'anno sia mancata una ripartenza troppo forte del VP in settembre, ci ritroviamo lo stesso con uno split del VP nella prima decade di ottobre. Se il vortice polare rimanesse dissociato troppo a lungo in una miriade di nuclei, l'AO risulterebbe negativa anche in ottobre 2015 e il momento in cui si sincronizzano i due piani troposferico e basso-stratosferico sarebbe rimandato in avanti in accordo al trend in atto.
    E quindi positiva da novembre in poi, giusto?

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