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  1. #11
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da mat69 Visualizza Messaggio
    Direi di si e ci dovrebbero essere studi a supporto in tal senso
    La maggiore quantità di calore latente in sede artica è verosimilmente all'origine sia di un minor raffreddamento a causa del minore irraggiamento negativo che della più elevata % di umidità intrappolata nella tropopausa e quindi di un maggior raffreddamento della bassa stratosfera.
    Per la serie non ci facciamo mancare nulla grazie matteo

  2. #12
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    eh sì
    non a caso le anomalie al livello del suolo in area artica cominciano a impennarsi proprio durante il mese di ottobre mentre scemano con l'arrivo dei mesi più caldi

  3. #13
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro1985 Visualizza Messaggio
    eh sì
    non a caso le anomalie al livello del suolo in area artica cominciano a impennarsi proprio durante il mese di ottobre mentre scemano con l'arrivo dei mesi più caldi
    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-meant_2017.png

    Eqqueqquà... difatti anche quest'anno nonostante le buone intenzioni esplicitate da Matteo, ci ritroviamo comunque in una condizione di anomalia crescente.
    La situazione non è delle più rosee se lo vediamo in questi punti di vista per due motivi:
    1- il forte raffreddamento siberiano-asiatico ritarda la maturazione del vpt/vps
    2- il forte attrito dovuto al blocco delle westerlies porta un cospicuo incremento dei flussi di calore, quindi ad un accelerazione tardiva ma importante di tutta la colonna e conseguentemente alla predisposizione di avere pattern ad una sola onda e a relativi eventuali displacement durante gli episodi di warming tropo-strato.

    Questa è l'idea che mi sono fatto durante questi anni. L'unica variabile differente è la QBO la quale in territorio negativo dovrebbe assecondare decelerazioni importanti in stratosfera, ma, i pattern che si andranno a formare come saranno viste le premesse?

  4. #14
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Comunque sia l'avere guadagnato un mese rispetto agli ultimi 3 anni rappresenta un elemento di discontinuità nel processo di sviluppo del VP

  5. #15
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    mi sembrano considerazioni pienamente condivisibili fabio
    poi fortunatamente le condizioni di reattività delle onde planetarie ai piani più bassi sono soggette a tutta una serie di altri fattori che possono, quantomeno se non per un trend di fondo nel caso dei singoli episodi, fare la differenza

  6. #16
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Attenzione che il processo anomalo di formazione del VPS - VPT non inizia 3 anni fa ma da circa una decina d'anni.
    I risultati sono opposti nell'ultimo decenni.
    Dunque ci sono elementi più "sottili" da indagare nella strutturazione del VPS - VPT legati proprio, come detto da Matteo, all'andamento del jet stream, alle onde planetarie...

  7. #17
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Aggiungo anche un'altra considerazione "empirica" fatta di qualche reanalisi disinteressata:
    nel mese di Settembre il pattern Scand++ è sempre stato abbastanza consueto come pattern di transizione tra la stagione estiva e quella autunnale.
    Ora uno scand++ per tutto Ottobre e parte di Novembre è sia un'anomalia.
    Per Settembre, a mio avviso, non è una configurazione anomala.

  8. #18
    Burrasca L'avatar di Gio83Gavi
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da mat69 Visualizza Messaggio
    Ciao Gio,

    post e riflessioni interessanti.
    Provo a partire da una considerazione di carattere generale.
    Siamo avanti di circa 1 mese ma lo scenario del mese di ottobre 2016 non era totalmente differente rispetto quello attuale:

    Allegato 467331

    Si andava denotando un forte raffreddamento asiatico e pronunciate anomalìe di geopotenziale su scandinavia, parte del nord Europa ed artico russo-siberiano.
    Anche lo scorso anno in quel periodo avevamo velocità zonali stratosferiche e flussi di calore simili anche se meno estremi rispetto quelle attuali:

    Allegato 467332

    anche in bassa stratosfera la situazione era simile:

    Allegato 467333
    Adesso passiamo alle differenze che, a mio avviso, possono essere significative.

    Non citerò il fatto, comunque da considerare, che non dovremmo essere lontani dalla completa inversione dei venti facenti riferimento alla Qbo e quindi non solo a 30 hpa (già avvenuta) ma anche a 50 hpa.
    Mi limiterò invece a considerare la meno tardiva maturazione del vortice polare a ragione dei più bassi geopotenziali presenti in sede artica nella scorsa estate a causa dell'incremento di venti zonali e del rinforzo della corrente a getto polare dovuti ad un aumento di gradiente tropici/polo.
    In soldoni un artico meno devastato da scambi meridiani durante la stagione estiva
    Allegato 467334

    e che giustifica una pronta ripartenza autunnale all'insegna di una maggior variabilità circolatoria.
    La quantità di calore presente nell'artico, dopo estati contraddistinte da AO - prevalente è verosimilmente all'origine del ritardo di sviluppo del vortice polare che già nel mese di ottobre subiva incursioni di aria calda attraverso onde di Rossby generate da ondulazioni all'interno del getto polare.
    I flussi verticali di calore visibili nelle carte sopra postate degli eddy heat fluxes rappresentano tale condizione in grado di inficiare la stabilità del vortice polare.
    Tuttavia, durante la stagione autunnale e nella prima parte dell'inverno la pervietà dei flussi verticali di calore dalla tropo alla stratosfera è garantita solo in presenza del vortice in sede polare ovvero dall'esistenza di una circolazione zonale.
    Vero il fatto che in mancanza di esso o nel momento in cui negli strati alti della troposfera o della bassa stratosfera si frapponesse uno strato antizonale (hp), gli strati superiori subiscono un repentino raffreddamento radiativo a causa del crollo dei flussi stessi e conseguentemente un'impennata delle velocità zonali.
    Del resto, se confrontate i grafici sopra riportati, bene si può notare come il rinforzo zonale sia di poco traslato temporalmente rispetto la cessazione dei flussi di calore.
    Molti degli ultimi casi di stratcooling che hanno determinato un ESE cold hanno percorso questo schema.

    Occorrerà in sostanza verificare se le diverse condizioni attuali di partenza del vortice polare e, verosimilmente, il minor calore accumulato in sede artica, siano in grado di mantenerlo in sede (benché debole) o comunque di ripristinarlo con tempistiche tali da non inibire la trasmissione verticale delle onde di Rossby.
    Che bella spiegazione Matteo, grazie mille!
    In sostanza, c'e' da essere moderatamente ottimisti circa una ripresa e uno sviluppo a 'sto giro piu' "normale" del VP.
    Tuttavia (QBO a parte), qualche insidia mi pare di capire che comunque permanga, vuoi appunto per il forte raffreddamento stratosferico e vuoi appunto (questa forse e' piu' un'idea mia, anche se non so se giusta o sbagliata) di un'atmosfera che comunque continua a mantenere gia' da diverso tempo uno stato di Nina-like (con AAM negative) che freni un po' il progresso delle westerly verso est:

    Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18-gfs1.jpg


    Stazione ERO105 su Meteonetwork, IEMILIAR66 su Weather Underground.
    Nell'avatar: le due torri della mia città...

  9. #19
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    Citazione Originariamente Scritto da Porano444 Visualizza Messaggio
    Aggiungo anche un'altra considerazione "empirica" fatta di qualche reanalisi disinteressata:
    nel mese di Settembre il pattern Scand++ è sempre stato abbastanza consueto come pattern di transizione tra la stagione estiva e quella autunnale.
    Ora uno scand++ per tutto Ottobre e parte di Novembre è sia un'anomalia.
    Per Settembre, a mio avviso, non è una configurazione anomala.
    sì verissimo
    del resto sempre emipiricamente mi verrebbe da aggiungere che quella è una configurazione che più di altre può rappresentare una fase di passaggio stagionale proprio in ragione del fatto che il suo sviluppo deriva da divergenze della corrente che dividono la fascia temperata da quella polare
    Ultima modifica di Alessandro1985; 25/09/2017 alle 15:44

  10. #20
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: Monitoraggio Vortice Polare semestre invernale 2017/18

    vediamo come si presentavano le linee del getto polare l'anno scorso all'esordio del mese e nell'attuale previsione gfs





    e situazione barica relativa




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