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  1. #61
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: ENSO 2019/2020: Nada o El nino?

    Citazione Originariamente Scritto da Friedrich 91 Visualizza Messaggio
    Più in generale la Nina tende ad influenzare soprattutto l'Autunno e la primissima parte dell'inverno in Italia, fasi che negli ultimi 2 anni hanno presentato anomalie ciclopiche...oltre all'Estate certo, ma sull'influenza della Nina in Estate non sarei così certo...ci sono state in passato stagioni in cui la Nina era già insorta in Estate e che hanno visto un trimestre molto caldo (1998 ad esempio), altre in cui il trimestre estivo è stato mediamente caldo ma moderato (2007, 2010) altre invece con Estate relativamente fresca (1996 se non erro).

    L'Autunno (con dentro pure Dicembre) invece, per quanto ho notato negli anni è molto influenzato dalla Nina: 1988, 1996, 1998, 2007, 2010 e lo stesso 2017 (Autunno+Dicembre chiuso in media 1971/00 in Italia nonostante una Nina non così intensa) sono tutti esempi di un ultimo quadrimestre dell'anno termicamente sotto media o alla peggio in media.

    Io personalmente tifo per la Nina con tutto il cuore, è l'unica cosa che può calmierare temporaneamente le anomalie termiche disumane degli ultimi 20 mesi circa.
    Certo in estate le fasi ENSO contano relativamente poco e non intervengono in modo lineare, anche se il calore liberato da un super Niño non è mai un buon viatico per l'estate successiva (anche l'estate 1998 era ancora molto condizionata dal super Niño appena terminato).
    Lo stato dell'oceano Indiano è certamente più importante ed è quello che mi rende ottimista.

    Dall'autunno l'influsso della Niña dovrebbe farsi sentire maggiormente e su questo sono pienamente d'accordo con te, finalmente potremmo ricominciare a vedere le rodanate con aria artica che passa ad ovest delle Alpi, grandi assenti degli ultimi anni. Per il nord sarebbe particolare sarebbe una svolta.

  2. #62
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di Alessandro1985
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    Predefinito Re: ENSO 2019/2020: Nada o El nino?

    io non guarderei stagioni in cui l'enso- sta sviluppandosi in concomitanza con l'estate boreale ma piuttosto in cui si viene (difficile che ci sia dentro) da periodi di nina, altrimenti si valuta una situazione tropicale tutt'altro che correlata alla nina
    il 98 è palesemente un anno da nino, il 2010 è già più adatto essendo in un inteso ciclo di nina anche se si veniva anche in quel caso da nino
    in generale valuterei come estati da nino specialmente quelle in cui il segnale da pdo asseconda
    2003 e 2015 su tutte
    si noti che in questi due casi avevamo anche qbo negativa ai 50hpa

    ENSO 2019/2020: Nada o El nino?-schermata-2020-02-04-alle-11.22.19.png

    ENSO 2019/2020: Nada o El nino?-schermata-2020-02-04-alle-11.22.00.png

    accade anche nel 2005 ma c'è un'altra disposizione in pacifico settentrionale e le sst atlantiche

    ENSO 2019/2020: Nada o El nino?-schermata-2020-02-04-alle-11.21.34.png



    Ultima modifica di Alessandro1985; 04/02/2020 alle 11:37

  3. #63
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    Predefinito Re: ENSO 2019/2020: Nada o El nino?

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Certo in estate le fasi ENSO contano relativamente poco e non intervengono in modo lineare, anche se il calore liberato da un super Niño non è mai un buon viatico per l'estate successiva (anche l'estate 1998 era ancora molto condizionata dal super Niño appena terminato).
    Lo stato dell'oceano Indiano è certamente più importante ed è quello che mi rende ottimista.

    Dall'autunno l'influsso della Niña dovrebbe farsi sentire maggiormente e su questo sono pienamente d'accordo con te, finalmente potremmo ricominciare a vedere le rodanate con aria artica che passa ad ovest delle Alpi, grandi assenti degli ultimi anni. Per il nord sarebbe particolare sarebbe una svolta.
    Non ne sono molto convinto sinceramente. Premesso che l’ENSO impatta sulle clima europeo sempre in modo indiretto (le correlazioni con eventi di NINO o di NINA sono pressoché neutre), non possiamo però dimenticare la forte influenza che ha sulle fasce tropicali e quindi tenderei a non sottovalutare il suo peso per le estati mediterranee. Tra l’altro il pattern in zona ENSO va anche ad influenzare il dipolo dell’oceano indiano. Ovviamente, come per ogni altra forzante, preso da solo per stabilire l’andamento di una stagione, ha poco senso

  4. #64
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    Predefinito Re: ENSO 2019/2020: Nada o El nino?

    Citazione Originariamente Scritto da cavaz Visualizza Messaggio
    Non ne sono molto convinto sinceramente. Premesso che l’ENSO impatta sulle clima europeo sempre in modo indiretto (le correlazioni con eventi di NINO o di NINA sono pressoché neutre), non possiamo però dimenticare la forte influenza che ha sulle fasce tropicali e quindi tenderei a non sottovalutare il suo peso per le estati mediterranee. Tra l’altro il pattern in zona ENSO va anche ad influenzare il dipolo dell’oceano indiano. Ovviamente, come per ogni altra forzante, preso da solo per stabilire l’andamento di una stagione, ha poco senso
    Il ciclo ENSO è sempre fondamentale su scala globale, però l'estate è generalmente periodo di transizione quindi è molto più difficile individuarne gli effetti.
    Ad esempio è più importante l'eredità della stagione precedente o la direzione del cambiamento? Sulle fasce tropicali incide molto la precedente, ma IOD è un precursore del Niño ed è più collegato con la successiva.
    A livello di convezione tropicale in estate le fasi ENSO hanno generalmente un effetto limitato per gli stessi motivi. Il discorso è diverso per gli eventi pluriennali che persistono anche in estate, anni come il 2011 o il 2015 sono molto più caratterizzati dalla fase enso, ma non sono frequentissimi.

    Quindi se dice male il surplus di calore dovuto al Niño può diventare parecchio fastidioso, ma se l'andamento del getto non è favorevole al caldo nella zona mediterranea c'è poco da fare. Magari finisce in Russia come nel 2010 o ci prendiamo una estate old style come nel 2016 anche se si usciva da un Niño mostruoso e le temperature globali erano ai massimi.
    Anche la niña non garantisce niente, il 2012 sta lì a ricordarcelo ma anche il 2009 non fu fresco.

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  5. #65
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    Predefinito Re: ENSO 2019/2020: Nada o El nino?

    Citazione Originariamente Scritto da snowaholic Visualizza Messaggio
    Il ciclo ENSO è sempre fondamentale su scala globale, però l'estate è generalmente periodo di transizione quindi è molto più difficile individuarne gli effetti.
    Ad esempio è più importante l'eredità della stagione precedente o la direzione del cambiamento? Sulle fasce tropicali incide molto la precedente, ma IOD è un precursore del Niño ed è più collegato con la successiva.
    A livello di convezione tropicale in estate le fasi ENSO hanno generalmente un effetto limitato per gli stessi motivi. Il discorso è diverso per gli eventi pluriennali che persistono anche in estate, anni come il 2011 o il 2015 sono molto più caratterizzati dalla fase enso, ma non sono frequentissimi.

    Quindi se dice male il surplus di calore dovuto al Niño può diventare parecchio fastidioso, ma se l'andamento del getto non è favorevole al caldo nella zona mediterranea c'è poco da fare. Magari finisce in Russia come nel 2010 o ci prendiamo una estate old style come nel 2016 anche se si usciva da un Niño mostruoso e le temperature globali erano ai massimi.
    Anche la niña non garantisce niente, il 2012 sta lì a ricordarcelo ma anche il 2009 non fu fresco.

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    Si ovviamente per le fasce tropicali è il surplus di calore ad incidere quindi l’influenza arriva dalla fase precedente. Comunque il tuo messaggio mi trova in totale accordo

  6. #66
    Burrasca L'avatar di Gio83Gavi
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    Predefinito Re: ENSO 2019/2020: Nada o El nino?

    Ciao a tutti.
    Io ragazzi stavo dando un'occhiata al piu' e piu' volte citato PMM (considerato se non erro un precursore dell'ENSO), che al momento e' ancora ampiamente positivo... Notare comunque come lo sia da diversi mesi a questa parte:

    ENSO 2019/2020: Nada o El nino?-pmm_current.jpg

    Se non erro, tuttavia, tale indice e' composto dalla parte "nord" (NPMM) e quella "sud" (SPMM), ma la prima ha pero' un picco tra marzo e maggio per cui forse al momento e' presto per trarre conclusioni.
    Tuttavia il trend mi pare che viri verso il negativo, considerata anche l'anomalia dei venti in prossimita' della superficie nei forecast modellistici che spirano da NE e che quindi dovrebbero invertire progressivamente il trend :

    ENSO 2019/2020: Nada o El nino?-gfs_mslp_wind_cpac_32.jpg


  7. #67
    Vento moderato L'avatar di damiano23
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    Predefinito Re: ENSO 2019/2020: Nada o El nino?

    Citazione Originariamente Scritto da cavaz Visualizza Messaggio
    Non ne sono molto convinto sinceramente. Premesso che l’ENSO impatta sulle clima europeo sempre in modo indiretto (le correlazioni con eventi di NINO o di NINA sono pressoché neutre), non possiamo però dimenticare la forte influenza che ha sulle fasce tropicali e quindi tenderei a non sottovalutare il suo peso per le estati mediterranee. Tra l’altro il pattern in zona ENSO va anche ad influenzare il dipolo dell’oceano indiano. Ovviamente, come per ogni altra forzante, preso da solo per stabilire l’andamento di una stagione, ha poco senso
    Certamente, basti pensare alla variazione della stagione delle piogge tropicali nel Pacifico e nell'Oceano Indiano. Con ENSO+ vi è un maggiore innalzamento delle acque sul Pacifico orientale in Sud America con forti anomalie in genere dell'ordine di pochi gradi rispetto alla norma al largo delle coste di Perù, Cile, Ecuador e Colombia, con accentuazione della costante circolazione tropicale zonale (circolazione di Walker), tra l'altro la costa occidentale dell'America meridionale è lambita dalla corrente di Humboldt, un scorrimento d'acqua marina che mantiene fredde appunto le acque tropicali/equatoriali e anomale per la latitudine e le sst sono inferiori di almeno 10°C rispetto alle ssta brasiliane, ma in questi casi la corrente fredda viene sostituita dalle acque (più calde) del Pacifico occidentale, con cambiamenti dell'ecosistema marino poiché la corrente di Humboldt trasporta il plancton che risalendo per upwelling è fonte di nutrimento per i pesci di quelle latitudini (l'ecosistema è inalterato fino a quando regna la Niña). Con un mare molto più caldo in Sud America l'attività convettiva è di tipo ascensionale, dunque si favorisce la convezione in cui il mare tende a evaporare con temperature più alte e le piogge sono frequenti, caso opposto nel Sud-Est asiatico, in questo caso può avvenire una correlazione El Niño+/IOD+ secondo cui le anomalie delle temperature dell'Oceano Indiano orientale/Oceano Pacifico occidentale (Indonesia, Brunei, Papua Nuova Guinea, Nord Australia) sono negative e quindi si instaura una circolazione convettiva di tipo discendente con scarsità di piogge nelle zone citate. Invece, nell'Oceano Indiano occidentale le acque calde si muovono con direzione E-W impattando sulle coste orientali degli stati africani (Somalia, Tanzania, Mozambico, Kenya) e di conseguenza con un mare più caldo vi è una maggiore evaporazione, senza considerare la salinità, che si traduce in piogge tropicali. Essendo il bilancio pluviometrico positivo nell'Antica orientale, di conseguenza sarà più a Nord di latitudine rispetto all'Equatore anche L'ITCZ, zona convergenza tropicale, ove convergono gli Alisei, venti da Nord-Est (Emisfero boreale) e da Sud-Ovest (Emisfero Australe) per lo più secchi. L'ITCZ dell'Africa orientale è la variabile dipendente e può esserci un enorma differenza fra il monsone dell'est dell'Africa ed il monsone di Guinea (Ovest), la cui fluttuazione dipende dalla potenza dei venti sud-occidentali che spirando dal caldo golfo di Guinea per poi divergere con l'harmattan (vento secco da Nord-Est) generano un'attività convettiva che permetterà la formazione di fenomeni temporaleschi e piogge equatoriali. All'Equatore questo processo si mantiene costante, per questo regna una ricca vegetazione e lussureggiante nell'Africa centrale, Sud-Est asiatico e regione amazzonica sudamericana. Uno sbilanciamento troppo a nord dell'intera ITCZ africana comporta uno slittamento dell'hp sub-tropicale verso il Mediterraneo e il Sud Europa, più vicini al forno sahariano. Un altro fattore che influenza le piogge monsoniche è la QBO, una teleconnessione la cui periodicità della direzione dei venti varia ogni 28-29 mesi circa mentre per quanto riguarda il cambiamento e inversione delle correnti nella stratosfera equatoriale, ci sono molti studi al riguardo che considerano le principali responsabili le onde atmosferiche che ascendono dalla troposfera e si disperdono nella stratosfera. È un'oscillazione quasi periodica, quasi periodica in quanto non precisissima, i cambiamenti circolatori non avvengono quasi mai puntualmente e sempre con la stessa periodicità, che varia. Anche una tesi sullo studio delle onde di gravità dimostrerebbe che la QBO ne potrebbe essere influenzata. Tornando all'indice la QBO influenza l'attività tropicale in Atlantico, ed è largamente utilizzata nell'emissione delle previsioni riguardanti la stagione degli uragani. Alla fase occidentale (positiva) della QBO+ è associato un aumento del numero delle tempeste tropicali. L'indice è uno dei pochi ad essere correlato e proporzionale all'intensità/numero di macchie solari a cui possiamo associare una fase positiva nel caso di attività solare intensa, mentre per la fase negativa prevalentemente è favorita da una Low Solar Activity. La QBO unitamente alle anomalie delle temperature dell'oceano Indiano e delle regioni ENSO, influenza la stagione dei monsoni. La frequenza dei cicloni tropicali nel Pacifico nord-occidentale aumenta durante la fase occidentale della QBO, mentre al contrario l'attività tropicale si intensifica nell'Oceano Indiano sudoccidentale durante la fase orientale. Un Oceano Indiano più freddo del normale, specialmente nella parte orientale, non aiuta affatto a mantenere più basse le temperature delle zone circostanti, ma garantisce la siccità (parlo di India), ma fortunatamente nel periodo estivo è totalmente impossibile non avere piogge nel subcontinente indiano per via della forte evaporazione dovuta alla radiazione solare, accecante alle latitudini a S del tropico, anche perché vi è una forte predominanza di venti sud-occidentali tesi che spirano dall'Oceano Indiano/Golfo del Bengala verso la terraferma apportando aria umida e precipitazioni, talvolta pericolose a Sud della catena montuosa dell'Himalaya, lo stau dovuto allo sbarramento orografico accentua tutto poi. Le stagioni intermedie, autunno e primavera sono quei periodi ove la variazione delle piogge si nota di più poiché vi sono stagioni in cui i monsoni in India sono precoci e il mare caldissimo tipo ad aprile (IOD-) mentre nel caso il monsone indiano sia in ritardo tipo a giugno ed il mare non sarà abbastanza caldo aumenterà la siccità (IOD sicuramente positivo). Il motivo per cui normalmente vi siano regolari piogge in India in estate, è dovuto al fatto che oltre all'evaporazione, il mare si mantiene più freddo della terraferma, che va oltre i 40°C, andandosi a formare una zona di alta pressione dovuta alle temperature più basse, mentre nell'entroterra si origina una zona di bassa pressione per via della bassa densità con aria più calda. Seguendo le regole della circolazione atmosferica un sistema di alta pressione si sposta in senso orario verso un sistema di bassa pressione, dunque i venti dell'Oceano Indiano soffieranno da Sud-Ovest verso Nord-Est. Questo è anche il principio delle brezze. marine, e il perché si attivano ad una certa ora se ti trovi sulla riva. Altra teleconnessione è la MJO, un'oscillazione con una durata di un mese-due mesi secondo cui si valuta l'intensità delle precipitazione e l'attività convettiva tropicale che ha origine nell'Oceano Indiano alla latitudine dell'Equatore proprio per il fenomeno della convergenza dei venti. È suddivisa in 8 fasi, che si sesseguono e segue un andamento longitudinale da W verso E. Con la presenza dell'oscillazione sono garantite piogge e tempeste tropicali, formazioni di Low Pressure e qualsiasi altro fenomeno distruttivo di natura tropicale. Mano a mano che segue il naturale corso, le piogge interessano dapprima l'Indonesia, poi l'Australia, e poi fino al Pacifico. Nelle zone dove avviene la convezione per convergenza di venti nei bassi strati, l'aria viene sollevata verso l'alto e raffreddandosi si carica di umidità e inizia a condenzarsi con lo scontro di una massa d'aria più fredda ove si riscontrerà una circolazione in quota uguale a quella dei bassi strati. Nelle zone in cui non è presente la convezione, l'aria calda sale e arrivando in quota incontra una circolazione opposta ai bassi strati scendendo verso il basso nuovamente, nascendo così una subsidenza atmosferica (no rain). Il fatto che essa influisca o meno sui parametri atmosferici è strettamente legato alla sua presenza o meno, si considera che con la Niña l'attività MJO sia frequente e influente, mentre totalmente assente nel caso di ENSO+ proprio perché con un El Niño le anomalie pluvimetriche sono positive nel Pacifico orientale, mentre le sst sono più fredde nella sponda opposta oceanica con maggior siccità.
    Come noti, non solo l'ENSO modifica la stagione degli uragani, piogge e anomalie globali, ma ci sono molti fattori concatenati, per questo sono dette teleconnessioni, ovvero fattori fisici che si connettono fra loro, che regolano il clima della Terra e che talvolta sono difficili non solo da prevedere ma anche da analizzare, valutare i possibili effetti e quant'altro. Se dovessi chiedermi come sarà la prossima primavera o peggio ancora estate non saprei assolutamente risponderti nemmeno, a maggior ragione che abbiamo avuto a che fare con un inverno terribilmente e inaspettatamente caldissimo. Anche se dovessi applicare un calcolo medio statistico degli indici delle teleconnessioni non concluderei nulla proprio per la natura caotica degli indici. Spero di essere stato chiaro ed esaustivo...

  8. #68
    Vento fresco L'avatar di LucaTs
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    Predefinito Re: ENSO 2019/2020: Nada o El nino?

    Mi piace molto Damiano23 perché i suoi interventi sono sempre molto sintetici e brevilineii

  9. #69
    Vento moderato L'avatar di DuffMc92
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    Predefinito Re: ENSO 2019/2020: Nada o El nino?

    IRI ha aggiornato oggi gli spaghi con dentro tutti i modelli e sinceramente non mi piace per niente la proiezione, tra i modelli dinamici quasi solo NASA e CFSv2 vedono Nina tra moderata e forte per l'autunno, mentre tutto il resto schifo, la solita neutralità da plateau caldo eterno in cui siamo da anni.
    Spero siano scherzi dovuti al periodo di scarsa attendibilità per l'area ENSO, sennò si mette male.

    https://iri.columbia.edu/our-expertise/climate/forecasts/enso/current/

  10. #70
    Vento moderato L'avatar di damiano23
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    Predefinito Re: ENSO 2019/2020: Nada o El nino?

    Analizzando le condizioni meteo climatiche del Pacifico, il rapporto indica che durante il mese di Febbraio 2020 la temperatura della superficie marina era superiore alla media nel Pacifico occidentale, centrale e nei settori più distanti della fascia orientale.

    ENSO 2019/2020: Nada o El nino?-enso-.png

    La maggior parte dei modelli e il NOAA valutano la possibilità di un ENSO tra il debolmente negativo e il neutro (indice Niño-3,4 tra -0,5°C e + 0,5°C) fino al prossimo autunno (nel nostro emisfero).

    Le proiezioni per i prossimi mesi ci dicono che l’oscillazione El Niño/La Niña potrebbe attestarsi su valori neutri nei prossimi mesi.
    La condizione ENSO-neutral è data al 65% di probabilità e al 55% di probabilità che possa continuare durante l’Estate.

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