Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Vento teso L'avatar di Diego 14
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    Predefinito I cicli climatici non esistono !?!?!

    Recentemente @DuffMc92 in privato mi ha segnalato degli studi di Michael Mann nei quali viene detto che i cicli climatici come l'AMO e la PDO sono in realtà artefatti antropici o causati dalla attività vulcanica.

    Multidecadal climate oscillations during the past millennium driven by volcanic forcing | Science
    Absence of internal multidecadal and interdecadal oscillations in climate model simulations | Nature Communications

    Analisi di Francesco Nucera
    Meteo. AMO e PDO, cicli artefatti secondo una ricerca climatica
    Meteo. Attivita umane la possibile causa dei cambiamenti nei cicli degli uragani in Atlantico

    La posizione di Mann sul gw è sempre stata fin troppo chiara...
    Voi cosa ne pensate?

  2. #2
    Vento fresco
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    Predefinito Re: I cicli climatici non esistono !?!?!

    ne penso che non avrebbero mai dovuto essere chiamate oscillazioni o cicli, quando in realtà sono variabilità, irregolare e probabilmente con molteplici cause che agiscono su diverse scale temporali e a volte anche diversi pattern spaziali; l'esatto ruolo della variabilità interna vs i forcing radiativi è ancora dibattuto e questi articoli non sono certo l'ultima parola ma oramai è almeno un decennio che se ne discute parecchio nella ricerca scientifica, qui ad es. ci sono due recenti articoli, uno che mostra come nelle simulazioni del cesm la variabilità nel pacifico è fortemente influenzata dagli aerosol vulcanici con un pattern del tutto simile a quello che (si suppone) essere variabilità interna e il secondo mostra come la variabilità nel nord atlantico è correlata con la nao nelle serie strumentali (è una risposta integrata e con lag al forcing atmosferico della nao) mentre nelle simulazioni segue in misura maggiore l'evoluzione storica dei forcing radiativi, a rendere le cose più complicate i forcing radiativi possono influenzare la nao rendendo difficile separare le due concause.

    A joint role for forced and internally-driven variability in the decadal modulation of global warming | Nature Communications

    Assessing External and Internal Sources of Atlantic Multidecadal Variability Using Models, Proxy Data, and Early Instrumental Indices in: Journal of Climate Volume 32 Issue 22 (2019)
    Ultima modifica di elz; 22/04/2021 alle 19:48

  3. #3
    Brezza leggera
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    Predefinito Re: I cicli climatici non esistono !?!?!

    discussione molto interessante , la mia non autorevole posizione a riguardo è quella per la quale c'è una distinzione tra statistiche di eventi e cicli di eventi.
    per quanto l'idea di una riproposizione di pattern ogni tot anni identificabile in un ciclo scientificamente giustificato da oscillazioni trovo che sia un idea non totalmente corretta , in quanto si basa appunto su indici che vengono rivalutati ( vedasi l'importanza che si dava una volta alla scand ) , e se bisogna costruire un analisi storica su cui poi si possa basare una valutazione futura i dati base devono avere un valore invariante.
    altro discorso è quello statiistico per il quale si può creare una catena probabilistica di realizzazione di eventi nel tempo , questa idea statistica secondo me nel futuro coll'avanzare della potenza di calcolo dei computer potrà ritagliarsi uno spazio interessante.

  4. #4
    Bava di vento
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    Predefinito Re: I cicli climatici non esistono !?!?!

    La superficie terrestre è ricoperta per il 71% da mari, l'acqua ben sappiamo tiene un calore specifico maggiore che le terre in quanto i legami molecolari dell'h2o son più forti.
    Le variazioni alle sst in un verso o nell'altro si riscontrano continuamente e queste sopra tutto appartenenti alla fascia equatoriali in particolare pacifica quale mare più grande al mondo " guidano " la circolazione emisferica.
    Il grande flusso occidentale troposferico ( westerlies ) facente capo in alta quota dalle veloci correnti d'aria chiamate correnti a getto in sviluppo nel forte gradiente orizzontale sud/nord riceve energia dai moti convettivi troposferici sopra tutto equatoriali, e, in seno ad ogni variazione alle sst equatoriali corrisponde una variazione della posizione media delle westerlies, emisfericamente parlando.
    In aggiunta di poi ogni piccola variazione di energia in posizione delle numerose fonti di calore nel globo nella continua redistribuzione del calore modifica a medio e piccola scala continuamente la circolazione atmosferica.
    Detto questo ogni oscillazione non presenta differenze di natura , ma, di scala, ben espressa in ogni analisi a postumi, in ogni media che si voglia stilare, termica, precipitativa o circolatoria.

  5. #5
    Vento fresco
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    Predefinito Re: I cicli climatici non esistono !?!?!

    e questo è quanto riporta l'ultimo rapporto dell'ipcc, è tempo di abbandonare (da un bel po) questa idea che le sst del nord atlantico oscillano in modo regolare, l'evoluzione temporale è più probabilmente un complesso mix di variabilità interna/forcing radiativi e risposte con lag dell'oceano all'atmosfera/aerosol, l'esatto ruolo di questi fattori non è ancora chiaro; anche nel pacifico le emissioni di aerosol vulcanici e più recentemente antropici in asia possono aver contribuito ma è nel nord atlantico che probabilmente sono più rilevanti.

    There is additional evidence since AR5 that external forcing has been playing an important role in shaping the timing and intensity of the observed AMV since pre-industrial times (Bellomo et al., 2018; Andrews et al., 2020). The time synchronisation between observed and multi-model mean AMV SST indices is significant in both CMIP5 and CMIP6 historical simulations, while the explained variance of the forced response in CMIP6 appears stronger (Figure 3.40d-f). The competition between greenhouse gas warming and anthropogenic sulphate aerosol cooling has been proposed to be particularly important over the latter half of the 20th 2 century (Booth et al., 2012; Steinman et al., 2015; Murphy et al., 2017; Undorf et al., 2018a; Haustein et al., 2019). The latest observed AMV shift from the cold to the warm phase in the mid-1990s at the surface ocean is well captured in the CMIP6 forced component and may be associated with the lagged response to increased AMOC due to strong anthropogenic aerosol forcing over 1955-1985 (Menary et al., 2020) in combination with the rapid response through surface flux processes to declining aerosol forcing and increasing greenhouse gas influence since then. However, natural forcings may have also played a significant role. For instance, volcanic forcing has been shown to contribute in part to the cold phases of the AMV related SST anomalies observed in the 20th 9 century (Terray, 2012; Bellucci et al., 2017; Swingedouw et al., 2017; Birkel et al., 2018).


    To summarize, results from CMIP5 and CMIP6 models together with new statistical techniques to evaluate the forced component of modelled and observed AMV, provide robust evidence that external forcings have modulated AMV over the historical period. In particular, anthropogenic and volcanic aerosols are thought to have played a role in the timing and intensity of the negative (cold) phase of AMV recorded from the mid 1960s to mid-1990s and subsequent warming (medium confidence). However, there is low confidence in the estimated magnitude of the human influence. The limited level of confidence is primarily explained by difficulties in accurately evaluating model performance in simulating AMV. The evaluation is severely hampered by short instrumental records but also, equally importantly, by the lack of detailed and coherent long-term process-based observations (for example of the AMOC, aerosol optical depth, surface fluxes and cloud changes), which limit our process understanding. In addition, studies often rely solely on simplistic SST indices that may be hard to interpret (Zhang et al., 2016) and may mask critical physical inconsistencies in simulations of the AMV compared to observations (Zhang, 2017).
    Ultima modifica di elz; 22/08/2021 alle 20:29

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