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  1. #91
    Uragano L'avatar di burian br
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    Predefinito Re: Weather Regimes in Europa

    Ottimo intervento (di cui ho capito la metà, su teleconnessioni e meccanismi circolatori generali devo studiare ancora parecchio )!

  2. #92
    Vento moderato L'avatar di Gianni78ba
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    Predefinito Re: Weather Regimes in Europa

    Citazione Originariamente Scritto da burian br Visualizza Messaggio
    Ottimo intervento (di cui ho capito la metà, su teleconnessioni e meccanismi circolatori generali devo studiare ancora parecchio )!
    ho messo mi piace sulla fiducia
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  3. #93
    Vento forte L'avatar di DuffMc92
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    Predefinito Re: Weather Regimes in Europa

    Anch'io ho messo mi piace sulla fiducia, capendo qualcosa a sputacchio qua e là

    Grazie wolf, grazie anche a simone per gli input!

    Sottintesi i miei ringraziamenti di default ad ale1985 e Diego, che comunque oramai è un mio affermato compagno di merende.

    Se non sbaglio, nel 2017 o 18 un gruppo di utenti molto preparati (di cui ricordo pubblico e marcoan) presentarono un riepilogo di loro considerazioni su un imminente crollo del tasso di riscaldamento europeo nel quale trattarono anche il discorso relativo all'AMV.
    Ai tempi non ci avevo capito una mazza e se lo ripesco magari faccio bis, ma per ovvi motivi apprezzo conferme in tal senso.
    Nel frattempo, sognare non costa niente

  4. #94
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    Predefinito Re: Weather Regimes in Europa

    Citazione Originariamente Scritto da Wolf359 Visualizza Messaggio
    Ho provato a sviscerarlo un po' a beneficio di tutti. Lo studia considera i seguenti attori:

    - l'AMO, o meglio l'AMV (Atlantic-Multidecadal-Variability), che simulazioni a lungo termine indicano essere un modo di variabilità climatica interna guidato da fluttuazioni nell'AMOC, sebbene anche forzanti esterne come l'irradianza solare e gli aerosol possano giocare un ruolo;

    - la NAO, strettamente legata alla NAM, che tutti conosciamo, che si è spostata su valori più negativi/positivi quando ci si è trovati in condizioni di AMV+/-. La transizione multidecennale verso NAO+/- è associata a una propagazione verso il basso di un segnale NAM+/- dalla stratosfera alla troposfera.

    Le SST nord atlantiche possono interagire con queste variazioni nella circolazione accoppiata strato/tropo attraverso variazioni nella baroclinicità troposferica e delle SST tropicali e le associate propagazioni verso l'alto delle onde planetarie.

    La NAO+ è anche associata a flussi di calore turbolenti verso l'alto nel Mare del Labrador e a un riscaldamento a larga scala dell'Atlantico, con un qualche ritardo. Tali variazioni delle SST nord atlantiche possono essere spiegate come una risposta ritardata dell'AMOC alla NAO e al relativo trasporto di calore verso il polo. In particolare si hanno modifiche nella densità dell'acqua nel Mare del Labrador a causa di variazioni nei flussi di calore turbolenti.

    Consistentemente col modello di Hasselmann [per il quale un sistema con memoria lunga, come l'oceano, integra forcing stocastici, trasformando un segnale di rumore bianco in rumore rosso], la risposta dell'AMV/AMOC alla NAO può essere vista come l'accumulo di un effetto integrato nel tempo della NAO, cioè la NAO agisce come un forzante che guida la derivata temporale dell'AMV/AMOC. Il lag tra NAO e AMOC è evidentemente dovuto alla grande inerzia dell'oceano. La NAO tempo-integrata può perciò essere vista come un proxy dell'AMOC.

    Il fatto che esista questo accoppiamento tra strato/troposfera e la AMV possa portare a una qualche oscillazione climatica è l'oggetto dello studio. Oscillazioni ritardate possono esistere senza la presenza di forzanti esterne, emergendo da un feedback positivo che aumenta l'ampiezza delle oscillazioni e un successivo feedback negativo ritardato che rovescia l'oscillazione verso una fase opposta. Ad esempio, si può ricostruire uno schema a oscillazione ritardata che coinvolge la NAO e il tripolo di SST atlantiche: in questo caso il feedback positivo nella fase di crescita dell'AMV è mantenuto dall'impatto del forcing della NAO tempo-integrata sull'AMV/AMOC secondo il modello di Hasselmann, e il feedback negativo deriva dalla risposta ritardata delle SST del tripolo al trasporto di calore indotto dall'AMOC. E la risposta ritardata del tripolo agisce in modo da rovesciare la NAO.

    Ci sono poi evidenze osservazionali e modellistiche di fluttuazioni multidecennali anche nei ghiacci marini artici: fluttuazioni nella NAO e nell'AMOC possono spiegare una cospicua frazione della variabilità totale dei ghiacci artici.

    Infine ci sono prove che le anomalie indotte dall'AMV possono propagarsi attraverso l'intero emisfero nord attraverso una sequenza di teleconessioni atmosferiche e oceaniche (quest'ultime con lag). Tale propagazione è la cosiddetta "ola" o "stadium wave" già introdotta quasi dieci anni fa da un controverso paper [Wyatt e Curry 2014] di cui vale la pena fare una piccola digressione.

    I protagonisti della stadium wave sono l'AMO e l'estensione dei ghiacci marini nell'Artico europeo, con la prima che determina il ritmo del segnale e la seconda che fa da ponte per le comunicazioni tra oceano e atmosfera. Attraverso l'interazione con feedback positivi e negativi ne risulta una ripetizione non periodica ma abbastanza regolare di intervalli di raffreddamento e riscaldamento.

    All'epoca, nel 2013, questo avrebbe giustificato l'allora "piccola pausa" del riscaldamento globale che si sarebbe anzi estesa fino ai prossimi anni '30, in netto contrasto con il report IPCC AR5 rilasciato nello stesso periodo che invece prevedeva un ripristino della salita delle temperature, cosa che in effetti è successa:

    Allegato 595696

    Gli autori avrebbero anche previsto un aumento dell'estensione dei ghiacci artici dopo il minimo del 2012, ma nemmeno questo è avvenuto: il minimo non è stato battuto ma non si può certo parlare di recupero per ora.

    Ad ogni modo in estrema sintesi proponevano questo schema-ruota:

    Allegato 595697

    Allegato 595698

    Per tutti i dettagli rimando a "Role for Eurasian Arctic shelf sea ice in a secularly varying hemispheric climate signal during the 20th century". L'idea insomma forse era buona ma è possibile che si sia sottostimata la forza del riscaldamento glovale antropico.

    Tornando al main topic, gli autori del nuovo studio di quest'anno hanno isolato delle oscillazioni di 50 anni caratterizzate da 16 fasi della durata di 3 anni circa ciascuna. La sequenza è grossomodo questa: durante le fasi 1-2 si ha NAO+ associata a una propagazione verso il basso delle anomalie legate al NAM+. Con un po' di ritardo viene indotto un rinforzo dell'AMOC a causa di aumento di densità per motivi sia termici che salini nella parte superiore dell'oceano per via delle variazioni nei flussi di calore e di acqua dolce indotti dalla NAO, in particolare dal rinforzo dei venti zonali e il traporto di aria fredda dal Canada verso il Mare del Labrador, facendo scendere di profondità lo strato di mescolamento oceanico. L'Aumento di salinità nel nord Atlantico può derivare anche da un'intensificazione dei gyre atlantici per effetto sempre dei venti indotti dal rinforzo della NAO e dalla maggior evaporazione in loco.

    L'AMOC raggiunge il massimo tra le fasi 4 e 6, trasportando maggior calore verso nord e portando a un picco di riscaldamento del nord Atlantico tra la fase 6 e 7. Ora, di conseguenza, l'atmosfera reagisce alla nuova situazione delle SST atlantiche volgendo in negativo la NAO e propagando verso il basso un segnale di NAM-. La NAO- è associata a un indebolimento degli alisei e dei flussi di calore turbolenti. Ciò dà inizio a un feedback vento-evaporazione-SST che scalda ancora di più le SST tropicali che è stato dimostrato avere un ruolo cruciale nell'intensificare ulteriormente la NAO-. Questa NAO- durante le fasi 7-10 indebolisce i flussi di calore turbolenti e la salinità nel mare del Labrador che innalza lo strato di mescolamento e con un certo lag porta a un indebolimento dell'AMOC. Questo feedback negativo rovescia l'oscillazione verso la fase di raffreddamento (fasi 13-15) e perciò in ultima analisi verso una NAO+.

    Allegato 595699

    Allegato 595700

    La NAO ovviamente impatta sul ghiaccio marino artico attraverso il trasporto di calore atmosferico verso nord, lo stress del vento e indirettamente attraverso variazioni nella circolazione oceanica. In particolare in condizioni di NAO+ si forma una struttura a dipolo con anomalie di concentrazione di ghiaccio negative/positive su Groenlandia & Mar di Barents/Mare del Labrador. Ad ogni modo la fusione più forte si ha tra le fasi 3 e 4 in concomitanza col massimo trasporto di calore verso nord da parte dell'oceano. La fusione persistente coincide con la transizione della NAO verso il territorio negativo, e in effetti i modelli suggeriscono che questa negativizzazione sia facilitata dalla fusione dei ghiacci artici. Il riscaldamento delle alte latitudini ha il suo picco tra le fasi 4 e 6 e la massima amplificazione si ha sulle terre emerse per via del meccanismo di feedback temperatura-albedo legato alla copertura nevosa. Viceversa un raffreddamento analogo si ha nelle fasi 12-13 con il massimo dell'espansione dei ghiacci e il raffreddamento dell'Atlantico.

    Allegato 595701

    Allegato 595702

    Mettendo insieme tutti questi risultati è stato possibile stilare una proiezione per i prossimi decenni: l'AMV ha recentemente raggiunto un massimo relativo come negli anni '40-'50; a questo è seguita una NAO-, raffreddamento dell'Eurasia e estensione dei ghiacci marini, portando ad una pausa nel riscaldamento globale invernale tra gli anni '50 e gli anni '70. In effetti la componente multidecennale della NAO sembra volgere verso territorio negativo, con l'AMOC che allo stesso tempo si sta indebolendo sempre più. Questo porterebbe a un'altra possibile pausa nel riscaldamento globale e una perlomeno momentanea frenata all'ulteriore riduzione dei ghiacci artici.

    Allegato 595703

    IMHO l'andamento medio della proiezione dei ghiacci artici è anche troppo ottimistico, guardarei soltanto alle linea grigie che sfruttando un fit quadratico, più adatto a rapprensentare l'andamento dei dati fin qui osservati, insomma una pausa dal tracollo che è avvenuto negli ultimi anni, ma difficilmente un deciso recupero. Gli altri grafici sembrano sensati e si inseriscono coerentemente in un contesto di trend di temperatura globale crescente. Insomma, in breve, al trend di fondo causato dall'uomo si sovrimpone un'oscillazione di lungo periodo che magari non rovescerà la situazione attuale riportandoci ad antichi fasti, ma potrebbe darci un po' di respiro dandoci un pochino più di tempo per attuare politiche climatiche serie.
    Sintesi davvero perfetta ed esaustiva
    Riguardo al lavoro in oggetto però mi viene qualche dubbio, secondo gli autori dovremmo essere prossimi al cambio di segno di lungo periodo della NAO (intorno alle fasi 6/7) eppure i ghiacci negli ultimi anni sono in controtendenza (mentre nelle fasi attuali dovremmo essere nel minimo). Anche le ssta atlantiche negli ultimi anni non mostrano segnali di riscaldamento, se non nella sua porzione più occidentale, a ridosso del Nord America

  5. #95
    Uragano L'avatar di Marcoan
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    Predefinito Re: Weather Regimes in Europa

    Citazione Originariamente Scritto da cavaz Visualizza Messaggio
    Sintesi davvero perfetta ed esaustiva
    Riguardo al lavoro in oggetto però mi viene qualche dubbio, secondo gli autori dovremmo essere prossimi al cambio di segno di lungo periodo della NAO (intorno alle fasi 6/7) eppure i ghiacci negli ultimi anni sono in controtendenza (mentre nelle fasi attuali dovremmo essere nel minimo). Anche le ssta atlantiche negli ultimi anni non mostrano segnali di riscaldamento, se non nella sua porzione più occidentale, a ridosso del Nord America

    Mah, chiamare controtendenza una minore ablazione avvenuta lo scorso anno e forse quest'anno, mi sembra un pò azzardato...peraltro nel paper si parla anche di lag temporale per quanto riguarda gli oceani che, ovviamente, tendono a cambiare "segno" delle anomalie in un tempo più lungo.

  6. #96
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    Predefinito Re: Weather Regimes in Europa

    Citazione Originariamente Scritto da Marcoan Visualizza Messaggio
    Mah, chiamare controtendenza una minore ablazione avvenuta lo scorso anno e forse quest'anno, mi sembra un pò azzardato...peraltro nel paper si parla anche di lag temporale per quanto riguarda gli oceani che, ovviamente, tendono a cambiare "segno" delle anomalie in un tempo più lungo.
    Resta il fatto che la minima estensione è stata raggiunta anni fa è da allora si è assistito ad un lieve incremento per quanto riguarda i ghiacci artici nella stagione estiva. Non mi pare si possa dire che attualmente siamo nel minimo.
    Vero che le ssta agiscono con un certo lag ma l’aumento si sarebbe già dovuto vedere, invece non abbiamo avuto nulla

  7. #97
    Brezza tesa L'avatar di Wolf359
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    Predefinito Re: Weather Regimes in Europa

    Mi viene da pensare che benchè sia vero che il minimo assoluto sia dell'ormai lontano 2012, io non guarderei un singolo anno per decretare un possibile cambio di segno dell'andamento dei ghiacci marini, troppo determinato da condizioni contingenti. In effetti se si guarda l'anomalia integrata nel corso di un anno, tutti gli ultimissimi anni non hanno fatto altro che trovarsi nel minimo, approfondendolo. Il 2022 per ora fa eccezione, vedremo le prossime settimane. In ogni caso anche se l'anomalia integrata finale del 2022 fosse ben oltre quella degli ultimi anni non mi azzarderei a dire che il minimo, valutato come andamento multi-annuale, sia alle spalle. La variabilità intrinseca è troppo alta.

    jaxa_seaice_recordmin_v2-1.jpg
    (Latest daily Arctic sea ice extent (JAXA AMSR2) for 2022. Mean sea ice extents from the 1980s, 1990s, 2000s, and 2010s decades are also shown by the dashed lines. A thin white line is shown for 2012. Yearly minimum extents (2002-2021) are shown by the scatter points with color in reference to the total sea ice extent. Updated 8/5/2021.)
    nsidc_seaiceanomalies_integrated.png
    (Time-evolving accumulation of Arctic sea ice extent anomalies beginning each season on September 15th and ending in one year. Data are shown for seasons of 1979-1980 to 2021-2022 (satellite-era; NSIDC, DMSP SSM/I-SSMIS). Anomalies are calculated using a 5-day running mean from a climatological baseline of 1981-2010. Note that 2019-2020 is highlighted with a yellow line, 2020-2021 is highlighted with an orange line, and 2021-2022 is shown using a red line (updated 8/5/2022).)
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  8. #98
    Brezza tesa L'avatar di Wolf359
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    Predefinito Re: Weather Regimes in Europa

    Intervengo al volo solo per far notare che l'estate 2022 ha visto il nuovo record di questo pattern, con il 15.2% di presenza, con un buon distacco rispetto al (ai) record precedente(i).

    Citazione Originariamente Scritto da Wolf359 Visualizza Messaggio
    ZON-EUH/ EUH-ZON

    Zonalità alta con anticiclone invadente sull'Europa.
    Allegato 585882

    Vediamo gli andamenti stagionali:

    Inverno
    Allegato 585883

    Qualche oscillazione e ora siamo vicini a un massimo. Il record di presenza è 16.7% del 1857.

    Primavera
    Allegato 585884
    Di nuovo valori odierni vicini a un massimo. Massimo nel 1920 con 15.2%.

    Estate
    Allegato 585885
    Valori in inevitabile crescita. Record nel 1874, 1877, 1941 e 2011 con 10.9%.

    Autunno
    Allegato 585886
    Situazione abbastanza simile. Massimo nel 1978 con 14.3%.

    Nel corso dell'intero anno:
    Allegato 585887
    Oscillazioni di lungo periodo e picco attuale. Il record di presenza è del 2015 con 9.6% dei giorni.

    Il periodo più lungo con ZON-EUH / EUH-ZON è stato dal 13/12/1900 al 20/12/1900 (8 giorni). Febbraio 1926 è stato il mese con più giorni con questo pattern: il 42.9%.

    Le anomalie medie di temperatura per inverno ed estate:
    Allegato 585888Allegato 585889

    e di precipitazioni:
    Allegato 585890Allegato 585891

    Molto caldo su gran parte d'Europa. Secco d'inverno il Mediterraneo e l'Europa centrale d'estate.
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  9. #99
    Brezza tesa L'avatar di Wolf359
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    Predefinito Re: Weather Regimes in Europa

    Citazione Originariamente Scritto da Wolf359 Visualizza Messaggio
    Intervengo al volo solo per far notare che l'estate 2022 ha visto il nuovo record di questo pattern, con il 15.2% di presenza, con un buon distacco rispetto al (ai) record precedente(i).
    Incuriosito da questo fatto , ho provato a cimentarmi in una proiezione puramente statistica utilizzando una combinazione Wavelet+ARIMA (https://cran.r-project.org/web/packa...veletArima.pdf) cioè per dirla in modo super-semplificato una proiezione basata esclusivamente sull'andamento della timeseries stessa. Ho applicato l'algoritmo alle estati, con passo annuale, e poi ho raggruppato i valori per decade. Ho riportato la percentuale di accadimento stagionale (% di giorn):
    - linea nera: dati "veri", da reanalisi;
    - linea gialla: hindcast, ovvero training del modello;
    - linea rossa: proiezione delle prossime due decadi;
    - linee rosse tratteggiate: limite inferiore e superiore degli intervalli di confidenza al 95%;
    - punto grigio: valore preliminare basato su dati "veri", ovvero gli anni 2020, 2021, 2022.

    ZON-EUH_forecast_decadi_Summer.png

    Come si vede, l'estate 2022 ha trascinato in alto la media preliminare degli anni '20 attuali (punto grigio), ma in generale pare proprio che statisticamente parlando durante questo decennio il WR ZON-EUH/EUH-ZON sarà mediamente più frequente che in passato. In calo poi nei prossimi anni '30. Chissà...

    Ve ne posto un altro a titolo di esempio: il ATH-EUH/EUH-ATH:

    ATH-EUH_forecast_decadi_Summer.png

    Nel 2022 l'estate ha visto una frequenza abbastanza forte di questo WR, con circa il 16%, non record ma non accadeva così di frequente dal 1932. E infatti pare che dal punto di vista di questo WR ci aspetto un paio di decenni simili agli anni '30 del '900.

    Ho fatto l'analisi anche per tutti gli altri WR e anche per l'inverno e l'anno nel suo complesso, ma (per adesso) non voglio annoiarvi riempiendovi di grafici Ovviamente è poco più di un giochino statistico, di deterministico qui non c'è nulla di nulla
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  10. #100
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    Predefinito Re: Weather Regimes in Europa

    Citazione Originariamente Scritto da Wolf359 Visualizza Messaggio
    Incuriosito da questo fatto , ho provato a cimentarmi in una proiezione puramente statistica utilizzando una combinazione Wavelet+ARIMA (https://cran.r-project.org/web/packa...veletArima.pdf) cioè per dirla in modo super-semplificato una proiezione basata esclusivamente sull'andamento della timeseries stessa. Ho applicato l'algoritmo alle estati, con passo annuale, e poi ho raggruppato i valori per decade. Ho riportato la percentuale di accadimento stagionale (% di giorn):
    - linea nera: dati "veri", da reanalisi;
    - linea gialla: hindcast, ovvero training del modello;
    - linea rossa: proiezione delle prossime due decadi;
    - linee rosse tratteggiate: limite inferiore e superiore degli intervalli di confidenza al 95%;
    - punto grigio: valore preliminare basato su dati "veri", ovvero gli anni 2020, 2021, 2022.

    ZON-EUH_forecast_decadi_Summer.png

    Come si vede, l'estate 2022 ha trascinato in alto la media preliminare degli anni '20 attuali (punto grigio), ma in generale pare proprio che statisticamente parlando durante questo decennio il WR ZON-EUH/EUH-ZON sarà mediamente più frequente che in passato. In calo poi nei prossimi anni '30. Chissà...

    Ve ne posto un altro a titolo di esempio: il ATH-EUH/EUH-ATH:

    ATH-EUH_forecast_decadi_Summer.png

    Nel 2022 l'estate ha visto una frequenza abbastanza forte di questo WR, con circa il 16%, non record ma non accadeva così di frequente dal 1932. E infatti pare che dal punto di vista di questo WR ci aspetto un paio di decenni simili agli anni '30 del '900.

    Ho fatto l'analisi anche per tutti gli altri WR e anche per l'inverno e l'anno nel suo complesso, ma (per adesso) non voglio annoiarvi riempiendovi di grafici Ovviamente è poco più di un giochino statistico, di deterministico qui non c'è nulla di nulla
    Complimenti per l'interessantissimo (e colossale!) lavoro che stai facendo!

    Se posso darti un piccolo consiglio, la serie così è troppo esigua per poter avere qualsiasi valore predittivo a mio avviso. Forse ti converrebbe utilizzare i dati annuali. Un altra cosa, riguarda il fatto che essendo dati stagionali, il modello ARIMA così come tutti i modelli che tengono conto dell'autocorrelazione, non so se possono utilizzare dati che per loro natura hanno dei gap temporali come quelli stagionali, nel senso che ogni stagione parte dopo un intervallo di un anno come è naturale che sia. Però, dato che si tratta di singole stagioni (e non di mesi o giorni per esempio), può essere che questo sia un problema relativo.

    Approfitto per chiederti se esistono già disponibili in rete delle serie storiche EOF per i weather regimes europei. Grazie, e ancora complimenti!

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