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  1. #41
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Analisi/aggiornamento NINA 2022

    Prendono decisamente di nuovo il sopravvento i clusters e quindi, in termini di percentuale, la probabilità di strutturare in ambito euroatlantico, un pattern di blocco abbastanza simile a quello precedente a questa temporanea fase connotata, da infiltrazioni umide di matrice atlantica.

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    Sarà da definire, ai fini dei concreti effetti deterministici, se possa strutturarsi qualche centinaio di Km più ad ovest oppure se la dinamica sarà in tutto e per tutto simile alla precedente.
    Ma al di là e oltre questi particolari, spicca una marcata tendenza alla riproposizione di sinottiche viste e riviste ove la connotazione principale è l'assoluta condizione di debolezza della componente zonale non solo sull'Europa ma anche in pieno atlantico almeno a partire dai meridiani centro orientali.
    Tale situazione, ormai non originale ai nostri occhi, va a scardinare il comportamento della circolazione delle masse d'aria in queste zone con una sostanziale modifica del regime di variabilità caratteristico dell'area Mediterranea e, in generale dell'Europa centrale e meridionale.
    Quello che oggi più meraviglia è l'intensità del blocco che si viene a creare ovvero la componente dinamica che viene messa in campo per portare ben oltre i 50°N geopotenziali caratteristici (un tempo) di latitudini subtropicali.
    Naturalmente contribuisce a ciò l'insieme di fattori di variabilità climatica costituita da La Nina/Id--- e Qbo ancora orientale alle medie quote stratosferiche, tuttavia è indubbio che la condotta della circolazione presenta da tempo caratteristiche simili all'interno di un regime comunque La Nina like anche in mancanza di un segnale attivo come negli ultimi 3 anni.
    I clusters NAO+ che vanno nel mixing previsionale del pattern in arrivo vanno a recedere rispetto ai soliti BLO o, nella migliore delle ipotesi ATR.
    Matteo



  2. #42
    Uragano L'avatar di Marcoan
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    Predefinito Re: Analisi/aggiornamento NINA 2022

    Quel centinaio di km più a ovest in regime NAO+/EA neutro/positiva che potrà fare la differenza lato termico per il mediterraneo, centro orientale in particolare...seppur una magra consolazione rispetto a sinottiche apportatrici di precipitazioni diffuse, almeno non finiremmo nel forno...ecmwf sia su base run che ens, da diverse corse propone un picco termico medio su una 20 a 850 hpa al nord con inizio della salita il 3 da una 18 ,picco fra il 4 e il 5 e poi discesa...in sostanza una heat wave piuttosto breve fra i 4 e i 5 giorni e non con i picchi recentemente passati anche se comunque con la complicità del fattore siccità il caldo si farà sentire eccome...ma sembrerebbe appunto limitato nel tempo.

  3. #43
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    Predefinito Re: Analisi/aggiornamento NINA 2022

    Citazione Originariamente Scritto da mat69 Visualizza Messaggio
    Prendono decisamente di nuovo il sopravvento i clusters e quindi, in termini di percentuale, la probabilità di strutturare in ambito euroatlantico, un pattern di blocco abbastanza simile a quello precedente a questa temporanea fase connotata, da infiltrazioni umide di matrice atlantica.

    ps2png-gorax-green-002-6fe5cac1a363ec1525f54343b6cc9fd8-A2OFz_.png

    Sarà da definire, ai fini dei concreti effetti deterministici, se possa strutturarsi qualche centinaio di Km più ad ovest oppure se la dinamica sarà in tutto e per tutto simile alla precedente.
    Ma al di là e oltre questi particolari, spicca una marcata tendenza alla riproposizione di sinottiche viste e riviste ove la connotazione principale è l'assoluta condizione di debolezza della componente zonale non solo sull'Europa ma anche in pieno atlantico almeno a partire dai meridiani centro orientali.
    Tale situazione, ormai non originale ai nostri occhi, va a scardinare il comportamento della circolazione delle masse d'aria in queste zone con una sostanziale modifica del regime di variabilità caratteristico dell'area Mediterranea e, in generale dell'Europa centrale e meridionale.
    Quello che oggi più meraviglia è l'intensità del blocco che si viene a creare ovvero la componente dinamica che viene messa in campo per portare ben oltre i 50°N geopotenziali caratteristici (un tempo) di latitudini subtropicali.
    Naturalmente contribuisce a ciò l'insieme di fattori di variabilità climatica costituita da La Nina/Id--- e Qbo ancora orientale alle medie quote stratosferiche, tuttavia è indubbio che la condotta della circolazione presenta da tempo caratteristiche simili all'interno di un regime comunque La Nina like anche in mancanza di un segnale attivo come negli ultimi 3 anni.
    I clusters NAO+ che vanno nel mixing previsionale del pattern in arrivo vanno a recedere rispetto ai soliti BLO o, nella migliore delle ipotesi ATR.
    Ne approfitto per una domanda, la variazione delle SST che si osserva negli ultimi giorni sulla parte centro/ settentrionale dell’Atl orientale, con indebolimento delle pregresse anomalie negative, potrebbe permettere un blocco più occidentale con minore tendenza alla formazione di cut off verso quelle zone? (Come visto tra giugno e luglio).
    Grazie mille

  4. #44
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Analisi/aggiornamento NINA 2022

    Citazione Originariamente Scritto da Repsy Visualizza Messaggio
    Ne approfitto per una domanda, la variazione delle SST che si osserva negli ultimi giorni sulla parte centro/ settentrionale dell’Atl orientale, con indebolimento delle pregresse anomalie negative, potrebbe permettere un blocco più occidentale con minore tendenza alla formazione di cut off verso quelle zone? (Come visto tra giugno e luglio).
    Grazie mille
    se tutto l'impianto in uscita dalla e.coast venisse traslato verso ovest di poche centinaia di km, anche eventuali strappi nel getto polare/mediano potrebbero risultare meno impattanti in termini di risalita di heat waves dall'Atlantico portoghese/Spagna dapprima verso UK e poi, una volta in remissione il blocco, verso l'Europa centrale.
    Probabilmente potremmo assistere ad una migrazione dello stesso in direzione dell'Islanda con impatto meno pesante verso il cuore del continente europeo.
    Lo IOD si è ulteriormente raffreddato e quindi questa tendenza comunque a strutturare anomalìe positive oltre i 50°N nel NATL rimarrebbe confermato e le SSTA si stanno adeguando a questo comportamento agevolandolo per inerzia.
    Troppo ottimistico invece pensare di poter assistere ad una divergenza del getto (ramo subtropicale) a latitudini medie o subtropicali dal medio atlantico verso l'Europa in quanto le condizioni di La Nina (ma anche la Nina like) minano da tempo l'intensità di questa corrente.
    Al più potrebbe attivarsi un collegamento per la frattura della sella anticiclonica se e soltanto se la traslazione del blocco verso ovest fosse rilevante e non quasi impercettibile (sarebbero in soldoni le correnti retrogressive a creare questo flebile collegamento)
    Matteo



  5. #45
    Uragano L'avatar di Marcoan
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    Predefinito Re: Analisi/aggiornamento NINA 2022

    Secondo me dobbiamo affidarci solo ed esclusivamente al getto polare,il subtropicale è completamente assente ....fino a quando il blocco non verrà reciso o comunque eroso da aria fresca/fredda da NNE, pensare al getto subtropicale è utopia e certamente non per agosto.

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da Marcoan Visualizza Messaggio
    Secondo me dobbiamo affidarci solo ed esclusivamente al getto polare,il subtropicale è completamente assente ....fino a quando il blocco non verrà reciso o comunque eroso da aria fresca/fredda da NNE, pensare al getto subtropicale è utopia e certamente non per agosto.
    Il getto è un fiume di correnti alta quota generato dall'amplificazione di un gradiente termico (e barico) rispetto due aree limitrofe in latitudine e longitudine.
    Una corrente fresca da est o da nord est verso l'Europa orientale o centrale può generare la creazione di una corrente a getto.
    Il punto sta nella mancanza di una componente di gradiente dall'Atlantico in direzione dell'Europa alle medie latitudini.
    Matteo



  7. #47
    Uragano L'avatar di Marcoan
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    Nuovo crollo delle t in zona 3/4
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    Ultima modifica di Marcoan; 17/08/2022 alle 10:48

  8. #48
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    Predefinito Re: Analisi/aggiornamento NINA 2022

    Si, ottima cosa...
    Però mi interessa maggiormente "sfreddare" 'sto cavolo di blob sul pacifico settentrionale. Qualcosina sembra che nell'ultima settimana abbiamo perso...

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    Comunque trovo incredibile, per la mia ignoranza in materia, che dopo 2 anni di Nina siamo ancora messi così...

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  9. #49
    Vento forte L'avatar di DuffMc92
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    Citazione Originariamente Scritto da Francesco94 Visualizza Messaggio
    Si, ottima cosa...
    Però mi interessa maggiormente "sfreddare" 'sto cavolo di blob sul pacifico settentrionale. Qualcosina sembra che nell'ultima settimana abbiamo perso...

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    Comunque trovo incredibile, per la mia ignoranza in materia, che dopo 2 anni di Nina siamo ancora messi così...

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    Quoto abbastanza, nel senso che la situazione è piuttosto deludente.

    La PDO- è in buona parte da rifare, nonostante quest'anno a maggio fosse solida come non lo era da quasi 10 anni e mostrasse abbastanza i muscoli fino a luglio inoltrato.

    L'unica nota positiva delle ssta è che quest'anno il blob del Pacifico settentrionale non sta più a ridosso di Oregon-Washington-British Columbia (come nell'estate 2021) ma pare ben defilato in centro all'Oceano, disturbando al più l'Alaska sudoccidentale.

    In profondità la PDO è migliore dell'anno scorso e spero vivamente che questa terza Nina metta definitivamente le cose a posto, mi sto seriamente stufando di sperare
    Autunno 2020 Nina buona ma tutta australe, autunno 2021 Nina discount tutta orientale e a sviluppo invernale, cioè... che p@lle! Mai una cosa dritta.

    Poi c'è anche quel cavolo di PNA che viaggia dopato da settimane, in questi giorni era tornato negativo mentre ora sta salendo di nuovo.

  10. #50
    Vento forte L'avatar di DuffMc92
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    Predefinito Re: Analisi/aggiornamento NINA 2022

    Qualche settimana fa ho trovato questo articolo sulle capacità predittive dei modelli di NMME per la zona PDO.
    Deep Cold: Alaska Weather & Climate: PDO Forecast Skill

    Senza che lo apriate, l'immagine che mi ha colpito è stata questa:




    L'articolo è vecchietto (fine 2016), infatti molti modelli sono stati sostituiti o implementati, ma salta all'occhio come CFSv2, mai dismesso né implementato, sia il più brocco di tutti.
    Peccato che sia anche il più facilmente accessibile

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