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  1. #91
    Uragano L'avatar di Marcoan
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi ENSO 2023... Verso un Nino Strong, oppure no?

    Citazione Originariamente Scritto da alonzo Visualizza Messaggio
    Sappiamo che la sensibilità del Vortice Polare ad anche modeste variazioni nel trasporto di calore trasmesse dalle basse latitudini è in grado di produrre grandi modifiche alla circolazione generale.
    Le reazioni del Vortice Polare consistono praticamente in variazioni della posizione del fronte polare ( in alta quota, getto polare ), il numero di onde e la capacità dello stesso di estendersi verso le medio basse latitudini.
    Ma sul serio ENSO è in grado di produrre tali variazioni ?
    Semplicemente non credo, in quanto, credo sia molto più importante la variazione in posizione del trasporto di calore.
    Se dovessimo porre attenzione, tali variazioni corrispondono ai mutamenti stagionali.
    Si ma il trasporto di calore lo creano le rossby---->le rossby principali sono quelle che nascono sul Pacifico ovvero ove agisce la convezione tropicale più importante attraverso la MJO -----> sul Pacifico agisce l'enso ----->evidente come la Nina abbia "congelato" le rossby in particolare negli ultimi due anni----->ergo l'enso è importante anche ai fini dei disturbi al VP.

  2. #92
    Uragano L'avatar di Marcoan
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi ENSO 2023... Verso un Nino Strong, oppure no?

    In ogni caso sarà un nino moderato che probabilmente porterà risvolti assai diversi dagli ultimi 3 anni sulla circolazione generale

  3. #93
    Comitato Tecnico Scientifico L'avatar di mat69
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi ENSO 2023... Verso un Nino Strong, oppure no?

    Nell'ambito di una circolazione generale ove il segnale a bassa frequenza è quello del Nino, occorre valutare le fasi in cui le componenti forzanti rappresentati da indici ad alta frequenza (Mjo, CHI, OLR, SOI) sono in fase rispetto al primo e quindi in grado di mascherare/ indebolire o, al contrario, incentivare una condotta El Nino like dovuta principalmente al coupling oceano/atmosfera.
    E' abbastanza evidente che le anomalìe oceaniche a partire dal mese di giugno ad oggi abbiano gli estremi per portarci alla fase tipicamente di monitoraggio dello status di El Nino benché siano già state evidenziate alcune atipicità nel forte riscaldamento della regione 1+2 rispetto alla regione ONI (3.4) ove appare ancora evidente un dislivello termico piuttosto marcato di circa 2°C (regione 1+2 di circa +2°C).
    Da qui si sono sviluppate fasi di disturbo al segnale enso positivo ove l'elemento di continuità è rimasto prevalentemente quello riferito alle anomalìe positive di momento angolare (GLAAM+) e con Stage del GWO prevalentemente in fase 3 (tipicamente de El nino) con corrispondenti fasi puntuali.
    Tuttavia ultimamente si è notata una progressiva traslazione dei centri convettivi verso il Pacifico centro orientale con sviluppo anche a tratti nell'Atlantico tropicale.
    Dovrebbe, conseguentemente attuarsi una condotta maggiormente riferibile alla fase attiva attuale dell'enso anche se, al momento, resta ancora piuttosto incerto l'esordio del grafico puntuale del RMM della Mjo.

    download.jpg
    ECMWF ancora mostra incertezze nell'evoluzione in quella che è la traduzione degli effetti convettivi in alta troposfera e si incentra maggiormente sul TA:

    eps_chi200_anomaly_hov_equatorial_2023080800_CONTROL.png

    La caratteristica di uno status enso + pone l'attenzione sull'incremento di gradiente sulle fasce subtropicali tra il Pacifico e l'atlantico dove già si è assistito ad un incremento degli ZW:

    compday.aN1aNnqYo9.gif

    In questo contesto resta visibile un rinforzo zonale e quindi una maggior componente occidentale che caratterizza la circolazione nel nord atlantico rispetto le estati passate con oscillazioni del getto prevalentemente ascrivibili ai cali temporanei di tensione nel Pacifico settentrionale visibili nel andamento marcatamente oscillatorio del PNA.
    La componente di pattern nao negativa è moderata e pertanto in grado di enfatizzare onde di calore verso l'Europa meridionale a pochi giorni dalla discesa del PNA ma con incerto posizionamento del cavo d'onda ( e della conseguente cresta dell'espansione di hp).
    Parliamo comunque di onde mobili e quindi non di fasi particolarmente perduranti delle heat waves a parte l'espansione della linea media delle fasce tropicali riferibili all'azione del monsone meridionale africano.
    In quest'ultimo caso di nota un probabile risalita della fascia tropicale durante la seconda decade di agosto per una maggior penetrazione del WAM dal Golfo di Guinea.
    Questo indicatore diventa importante e misurabile soprattutto quando c'è una componente zonale di fondo in quanto va a modulare verso nord lo scorrimento delle correnti occidentali piuttosto che nel momento in cui la circolazione abbia sostanziale componente meridiana. In tal caso diviene più importante la componente extratropicale segnata dalla condotta di un getto debole e frammentato.
    E' quindi possibile che, a parte brevi e veloci ondulazioni, la caratteristica della circolazione nella seconda decade di agosto, presenti una componente di scorrimento di aria di matrice oceanica oltre i 45/50°N mentre la presenza di una componente subtropicale continentale resista maggiormente a latitudini più basse.
    Matteo



  4. #94
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi ENSO 2023... Verso un Nino Strong, oppure no?

    Citazione Originariamente Scritto da Marcoan Visualizza Messaggio
    Si ma il trasporto di calore lo creano le rossby---->le rossby principali sono quelle che nascono sul Pacifico ovvero ove agisce la convezione tropicale più importante attraverso la MJO -----> sul Pacifico agisce l'enso ----->evidente come la Nina abbia "congelato" le rossby in particolare negli ultimi due anni----->ergo l'enso è importante anche ai fini dei disturbi al VP.

    Ciao !

    Si ma il mio discorso è molto meno complicato e semplice dal punto di vista della correlazione.
    Con questo intendo dire che le contrazioni ed espansioni del fronte polare che notiamo nelle variazioni inter annuali e che compongono la variabilità atmosferica sono le medesime che notiamo ogni anno col trascorrere delle stagioni.

    - L'estate è contraddistinta da una convezione più alta di latitudine mentre L'inverno è contraddistinto da una convezione più bassa di latitudine.



    - L'estate è contraddistinta da una contrazione del fronte polare verso nord e viceversa in Inverno quando questo si espande verso sud.
    Perciò la stagione estiva è contraddistinta da una fascia anticiclonica subtropicale in risalita verso nord, da una contrazione verso nord dei cicloni subpolari e una contrazione della cella polare.
    Più specificatamente le medie latitudini vengono a trovarsi sotto circolazione anticiclonica subtropicale, il getto polare ( fronte polare ) viene a trovarsi alle alte latitudini con le stesse che si trovano sotto circolazione ciclonica con aria meridionale entrante e gli anticicloni termici polari vengono rappresentati dall'alta termica groenlandese e da qualche coriaceo anticiclone termico in formazione sul polo nord geografico.
    - L'inverno è contraddistinto da una espansione del fronte polare verso sud.
    Perciò la stagione invernale è contraddistinta da una fascia anticiclonica subtropicale in ritiro verso sud e da un espansione verso sud dei cicloni subpolari in associazione ad un espansione della cella polare.
    Più specificatamente il getto polare ( fronte polare ) viene a trovarsi alle medie latitudini con le stesse che vengono a trovarsi sotto circolazione ciclonica con aria meridionale entrante, mentre le alte latitudini vengono a trovarsi sotto circolazione anticiclonica termica con aria uscente dalla cappa artica.



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    Riassumendo, indipendentemente da ENSO e dalle zone convettive, come ci viene insegnato ogni anno col corso delle stagioni, non è più importante la media latitudinale della convezione equatoriale a determinare la capacità del VP di penetrare verso le medio basse latitudini ?

  5. #95
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi ENSO 2023... Verso un Nino Strong, oppure no?

    Più specificatamente possiamo identificare una più bassa attività convettiva equatoriale nelle fasi Mjo 6/7/8/1
    Una più bassa latitudinalmente attività convettiva equatoriale indipendentente dalle fasi ENSO, se positiva ( 3/4 di pacifico equatoriale più calda, aumento delle T globali ) o se negativa ( 3/4 di pacifico equatoriale più freddo, diminuzione delle T globali ) abbassa la tropopausa tropicale con l'effetto di rallentare il flusso zonale e di portarlo verso le medie latitudini, generando una maggior zonalità della circolazione e un minor trasporto di calore verso il polo.
    Il primo effetto è di un maggior deposito anticiclonico alle alte latitidini da raffreddamento radiativo con la formazione di coriacei anticicloni termici, oltre che da una maggior estensione del VP che a sua volta porta una maggior invasione di aria polare verso il basso.


  6. #96
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi ENSO 2023... Verso un Nino Strong, oppure no?

    Per ultimo, un attività convettiva equatoriale più alta di latitudine come accade nel mentre della stagione estiva sposta la zonalità dalle medio alle alte latitudini e viceversa lo fa una attività convettiva più bassa di latitudine nel mentre della stagione invernale, spostando la zonalità dalle alte alle medio latitudini.
    Nel primo caso si ha una contrazione del VP verso le alte latitudini e nel secondo caso si ha un espansione del VP verso le medie latitudini.
    Facendo analogie con le variazioni interannuali, decadali e multi decadali del VP visibili tramite anomalie si può stabilire che le fasi convettive della Mjo oscillanti tra la fase 6/7/8/1 rappresentando un attività convettiva eauatoriale più bassa di latidudine ( indipendentemente dalle fasi ENSO ) abbassando la tropopausa tropicale determinano una riduzione del gradiente del geo potenziale sud/nord rallentando la zonalità alle alte latitudini ed aumentandola alle medie.
    Ciò comporta un fronte polare spostato verso sud con un VP più incisivo e in grado di determinare lo spostamento di masse di aria artica e/o polare verso sud.

  7. #97
    Uragano L'avatar di Marcoan
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi ENSO 2023... Verso un Nino Strong, oppure no?

    Per me la fai troppo semplice e con troppi "indipendemente"...la circolazione subtropicale e quella polare sono influenzate da molte variabili del sistema fra cui una delle più importanti è rappresentata dall'ENSO; se esuli il tutto dalle variabili ,il tuo diventa un discorso generico sul funzionamento della circolazione che però è appunto influenzata da molteplici fattoridi cui l'enso è uno di questi ..poi ci sono tutti gli altri indici fra cui PDO, MJO, NAO, AO, etc.

  8. #98
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi ENSO 2023... Verso un Nino Strong, oppure no?

    Citazione Originariamente Scritto da Marcoan Visualizza Messaggio
    Per me la fai troppo semplice e con troppi "indipendemente"...la circolazione subtropicale e quella polare sono influenzate da molte variabili del sistema fra cui una delle più importanti è rappresentata dall'ENSO; se esuli il tutto dalle variabili ,il tuo diventa un discorso generico sul funzionamento della circolazione che però è appunto influenzata da molteplici fattoridi cui l'enso è uno di questi ..poi ci sono tutti gli altri indici fra cui PDO, MJO, NAO, AO, etc.

    L'indipendentemente ti estrapola la tendenza in cui avviene, solo per questo.
    Come le stagioni dimostrano, se la convezione avviene più meridionale il flusso zonale si abbassa facendo espandere il fronte polare verso sud e viceversa.
    Poi se questo dipende dalle fasi ENSO o da altre cose, può esserne la causa come no, ma non aiuta a comprendere ciò che realmente accade.
    Tralasciando l'AO e la NAO che descrivono uno la forza del VP e l'altro la rotta media della storm track atlantica e perciò non possono esserne una causa, ma bensì un effetto essendo indici descrittivi ( che descrivono ) , gli altri sono tutti indici oceanici.
    E in mezzo tra questi abbiamo numerosi casi di VP più forti/deboli con tutte le fasi.

  9. #99
    Uragano L'avatar di Marcoan
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi ENSO 2023... Verso un Nino Strong, oppure no?

    Citazione Originariamente Scritto da alonzo Visualizza Messaggio
    L'indipendentemente ti estrapola la tendenza in cui avviene, solo per questo.
    Come le stagioni dimostrano, se la convezione avviene più meridionale il flusso zonale si abbassa facendo espandere il fronte polare verso sud e viceversa.
    Poi se questo dipende dalle fasi ENSO o da altre cose, può esserne la causa come no, ma non aiuta a comprendere ciò che realmente accade.
    Tralasciando l'AO e la NAO che descrivono uno la forza del VP e l'altro la rotta media della storm track atlantica e perciò non possono esserne una causa, ma bensì un effetto essendo indici descrittivi ( che descrivono ) , gli altri sono tutti indici oceanici.
    E in mezzo tra questi abbiamo numerosi casi di VP più forti/deboli con tutte le fasi.
    Ma dire che d'estate il flusso polare si alza e d'inverno si abbassa è una ovvietà lapalissiana, non c'è bisogno di tutti sti panegirici,scusami eh...così come il flusso subtropicale...è l'andamento stagionale che ce lo dice è una descrizione generica la tua ben nota...ma poi le variazioni, i blocchi, le rossby che il getto disegna, dipendono da mille variabili...la convezione tropicale, l'enso, i flussi di calore tropo/strato e viceversa...tu descrivi qualcosa che è ben noto da sempre ma che non dice nulla su come una stagione , sia essa estiva o invernale, possa svilupparsi.

  10. #100
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    Predefinito Re: Monitoraggio e analisi ENSO 2023... Verso un Nino Strong, oppure no?

    Citazione Originariamente Scritto da Marcoan Visualizza Messaggio
    Ma dire che d'estate il flusso polare si alza e d'inverno si abbassa è una ovvietà lapalissiana, non c'è bisogno di tutti sti panegirici,scusami eh...così come il flusso subtropicale...è l'andamento stagionale che ce lo dice è una descrizione generica la tua ben nota...ma poi le variazioni, i blocchi, le rossby che il getto disegna, dipendono da mille variabili...la convezione tropicale, l'enso, i flussi di calore tropo/strato e viceversa...tu descrivi qualcosa che è ben noto da sempre ma che non dice nulla su come una stagione , sia essa estiva o invernale, possa svilupparsi.

    Tutto quello che descrivi dipende proprio dalla latitudine in cui una particella di aria dall'equatore muoverà per raggiungere il polo Nord.
    Se la convezione tropicale è più bassa di latitudine genera una circolazione emisferica con un minor numero di lobi e viceversa se la convezione è più alta di latitudine.
    Tirando in ballo le onde di Rossby, esse si generano al mantenimento della vorticità assoluta, quale somma della vorticità relativa (che si conserva al mantenimento del momento angolare) e della vorticità planetaria ( forza apparente di deviazione dovuta alla rotazione terrestre ).
    Se dopo dobbiamo integrare un pattern emisferico a maggior o minor numero di lobi alla circolazione locale bisogna ricordare che le circolazioni zonali o meridionali ( i blocchi di cui parli ) sono piccoli tratti della circolazione emisferica e i lobi delle correnti a getto che devono chiudersi in se stessi al mantenimento della vorticità assoluta, possono essere talvolta paralleli o talvolta perpendicolari alle coste continentali apportando un tipo di tempo locale diverso da zona a zona.
    Le stagioni, menzionate più volte, rappresentano ciò che voglio far intendere.
    L'estate è impressa da un sistema emisferico a più lobi, dal momento che la convezione equatoriale si trova più alta di latitudine e la zonalità è relegata alle alte latitudini.
    Il contrario in Inverno.
    Accennando al tempo di regime emisferico una convezione più bassa di latitudine genera un pattern emisferico a minor numero di lobi con un flusso zonale più basso di latitudine con una maggior invasione di aria polare verso sud.
    Una convezione più alta di latitudine genera un pattern emisferico a maggior numero di lobi con un flusso zonale più alto di latitudine con una minor invasione di aria polare verso sud e una maggior invasione di aria subtropicale verso nord.

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