Non sono costrutti teorici della fisica lo spazio e il tempo?

Quando ho frequentato filosofia della scienza un sacco di anni fa (e il professore era un capoccia dell'ermeneutica) la vedevo un tantino da veteropositivista e non mi rendevo tanto conto di come il trilemma di Munchhausen sia spaventosamente pertinente ai problemi più elementari del pensiero (che cos'è un numero? che cosa vuol dire "vero"? il razionale è reale?). Allora mi sembravano pippe mentali. Poi leggiucchiando qualcosa sull'assiomatica si capisce che la condizione di incertezza logica e concettuale del pensiero umano è a dir poco terribile. E che più si immettono termini in una argomentazione per farla sembrare blindata, più si mette il culo nelle pedate espondendola al rischio di sbriciolarsi contro una confutazione empirica o una contraddizione logica.