Potevamo osservare banalmente che siamo uomini proprio perchè siamo in grado anche di prescindere dal primo albero da frutto. Il che non implica nessun merito particolare, peraltro, nè alcuna necessità di farlo o non farlo.
Non solo, in effetti non avendo sistema nervoso (cit.) le piante non pensano niente, dunque non producono un bel niente per fare proprio un bel nulla."Chi mangia frutta fa strage? Questa è bella, quasi da incorniciare. In pratica le piante producono frutti proprio per far sì che questi vengano mangiati (infatti i semi contenuti vengono poi evacuati a distanza dagli animali ed addirittura concimati, permettendo - così - la nascita di altre piante)."
Quindi, tutte le volte che il nocciolo della pesca, anziché evacuato in un campo dietro un cespuglio, finisce nel cestino dell'indifferenziata, è una specie di aborto… migliori possibilità con il compostaggio…
Per tacere in generale della casualità assoluta degli equilibri naturali (insetti/fiori, preda/predatore, piante/raccoglitori di frutta appunto ecc.ecc.) che sono tutto tranne che voluti ovviamente, nonché instabili e mutabili per definizione.
Ma è vivo in Senmut il bisogno di finalismo: tutto si muove per qualcosa, e in quel qualcosa l'uomo è il centro del movimento e le sue azioni coinvolte nei fini più alti. Ma non glielo dico, va', gli farei sempre il solito appunto...
I modelli fanno e disfanno. I santoni del web cianciano.
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Always looking at the sky
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Certo che le piante hanno un "obiettivo" e lo perseguono con mezzi non paragonabili ai nostri. Ma dove sta scritto che lo fanno grazie ad un sistema nervoso simile al nostro e che provino un dolore equiparabile al nostro?
Sulle ultime righe quasi ti ringrazio; tranne che su una cosa: io credo che l'uomo sia parte del "movimento" e non il centro.
Ma di ciò - e lo sappiano entrambi - non si può parlare ... .![]()
Obsequium amicos, veritas odium parit.
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