Sì, utopia anche se sarebbe la cosa migliore.Originariamente Scritto da Adriano 60
Per il resto. Sui centri di accoglienza sarei cauto. Ti ricordi quest'estate, quando ci fu il caso di quel giornalista che si finse extracomunitario e raccontò cosa succede nei campi di raccolta? Una settimana di can can, poi tutto si spense.
E per il lavoro. Credo che anche qui ci siano più Italie. LÃ* dove il tessuto è fatto di impresa e industrie credo io che un immigrato se la passi, se non di lusso, quanto meno decorosamente. Ma penso che queste siano minoranze. L'edilizia, per esempio. Se il PIL italiano è solo a zero (pare che sarÃ* +0,1 nel 2005) e non parecchio sottozero dobbiamo ringraziare l'edilizia e il boom immobiliare. Nei cantieri, realtÃ* che conosco tramite mia moglie, siccedono cose che non credevo di poter veder di persona. Pensavo che sarebbero rimaste pagine di storia, dell'epoca del bracciantato o della schiavitù. Operai pagati a giornata (paghe da fame, e spesso paghe non date). Se si infortunano, il caporale (che poi sono signore imprese) non li chiama per cui capita di vedere omoni grandi e grossi presentarsi al lavoro zoppicanti, imbracciare un piccone e cominciare a lavorare piangendo dal dolore (capitato a mia moglie). Capita che uno si infortuni, che venga mandato al Pronto Soccorso e capita che la ditta si infuri (capitato). Succede che le ditte ricercano lavoratori clandestini, nel mettano 5 per cantiere di cui 4 clandestini e uno con permesso di soggiorno (capitato). Capita che quell'uno con permesso di soggiorno non sia regolare, ma sia il cugino quasi omonimo di uno regolare che sta chissÃ* dove (capitato). Capita che i controlli di polizia e ispettorato vengano preannunciati, non si sa come, dalla mattina presto: alle 11 arriva un'ispezione. Via tutti i clandestini (capitato, sempre). Potrei continuare sino a domani. Ovviamente questi non hanno case, ma vengono salassati per poter trovare un buco in cui dormire. Spesso italiani affittano squallidi appartamenti a carissimo prezzo a regolari i quali, negrieri, subaffittano lo stesso appartamento a clandestini. A prezzi lievitati.
E non parliamo delle campagne con le raccolte stagionali.
E non parliamo dei marciapiedi dove ragazzine da ogni parte del mondo attaccano alle 18 e staccano alle 8.
Adriano, diciamocelo una buona volta: stiamo reintroducendo la schiavitù in Occidente. La qual cosa fa comodo a una marea di gente. Perché fa comodo al ricco proprietario di cantieri e fa comodo al molto meno ricco con madre anziana a carico che può così permettersi una badante. Interi settori della nostra economia esistono solo per la presenza di immigrati: dall'edilizia, al 90% delle cure personali (colf e badanti), alla ristorazione (camerieri), all'agricoltura stagionale... Poi, certo, c'è anche il fonditore nella fabbrichétta delle parti tue. Ripeto: fosse quello il problema...
Ultima modifica di Jadan; 22/02/2006 alle 11:57
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
Diciamo anche che noi italiani certi lavori non li consideriamo più perchè questa nuova forza lavorativa mediamente è incredibilmente sottopagata, per non parlare delle numerose occasioni in cui il lavoratore è assunto irregolarmente.Originariamente Scritto da Adriano 60
Facciamo un paio di conti.
Fino al mese scorso nell'appartamento accanto al mio vivevano mediamente 10 pakistani, a rotazione: ogni tanto erano persino in numero superiore, il tutto in meno di 100mq.
Sono entrato una volta perchè avevano bisogno per l'impianto di riscaldamento: avevano brande ovunque.
Chiaramente per loro il termine casa coincide con il termine dormitorio e le spese che noi italiani dobbiamo affrontare mediamente in 2 persone (marito/moglie) più qualche collaborazione da parte di figli in etÃ* lavorativa loro le affrontano in 10.
Con l'aggravante (per noi) che gli italiani di certo non si accontentano del tenore di vita mantenuto mediamente dagli immigrati, quindi mentre loro si accontentano di pagare enel, affitto, ricariche cellulari e poco altro, noi abbiamo tutta una serie di costi (spesso ridondanti e superflui) che dobbiamo in qualche modo affrontare.
Esempio: TV al plasma verso televisore 15'' che vedo sul loro mobile dal balcone.
Che differenza c'è? Le videocassette/DVD si vedono ugualmente, i TG pure, le partite anche.
Ma noi abbiamo bisogno del plasma 4x2 metri, Dolby5.1 e tutto il resto per sentire la Clerici che prepara la pasta al tonno.
Ora, rinunciare a certi beni e al tenore di vita che ci siamo (noi o chi per noi) guadagnati lavorando negli ultimi 50 anni è una cosa impossibile da chiedere alla popolazione: dovrebbe accadere qualcosa che ci costringa ad accorgersi di quante cose possiamo fare a meno, ma non è colpa di nessuno.
Di conseguenza, perchè io italiano, mediamente colto dovrei andare a fare un lavoro dove se va bene mi pagano malissimo, mi trattano peggio e mi minacciano con frasi del tipo "fallo altrimenti chiamo uno dei 15000 disposti a prendere il tuo posto"?
Stefano Giorgetti
always looking at the sky
Beh, insomma Maurizio... d'accordo che non è tutto rose e fiori come ho prospettato io ma nemmeno ridurmi la questione all'operaio extracomunitario della fabbrichetta delle mie parti. Eh!Originariamente Scritto da Jadan
Mi permetti un 50 e 50 tra quel che ho detto io e quel che dici tu?
Bene, ammesso che c'è una parte di immigrazione che si è integrata in modo direi dignitoso e tutt'altra parte che invece è a livelli di quasi schiavitù, come vogliamo risolverlo questo problema?
La cosa più bella della neve? Il silenzio che l'accompagna nella caduta. Un silenzio non imposto, che dovrebbe essere la norma e invece è l'eccezione, tanto da gridare alla "calamità naturale". Forse non è la neve, ma il silenzio ad essere visto con sospetto. Nel silenzio si ascolta, nel silenzio si ragiona. Il silenzio, come la neve, non è noia, è gioia. Dovrebbe nevicare più spesso.
Non è colpa di nessuno o è colpa di tutti?Originariamente Scritto da djordj
SarÃ* pur vero che stiamo andando dove il mondo ci porta ma...
Il giorno che ci risveglieremo da questo sogno sarÃ* un bruttissimo giorno, ahimè!
BisognerÃ* pur trovare un equilibrio che ci consenta di uscirne dignitosamente.
La cosa più bella della neve? Il silenzio che l'accompagna nella caduta. Un silenzio non imposto, che dovrebbe essere la norma e invece è l'eccezione, tanto da gridare alla "calamità naturale". Forse non è la neve, ma il silenzio ad essere visto con sospetto. Nel silenzio si ascolta, nel silenzio si ragiona. Il silenzio, come la neve, non è noia, è gioia. Dovrebbe nevicare più spesso.
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