In questo forum per il momento riservato a pochi ''irriducibili'' per questioni tecniche, ed allietato dai nostri festosi incontri domenicali, mi sembrava giusto ricordare anche chi per la nostra sicurezza ogni giorno rischia ed a volte perde la propria vita. Al di la' di ogni credo politico... grazie.
Nassiriya, folla a camera ardente
Chiusa Piazza Repubblica per i funerali
Grande folla all'opedale militare del Celio, a fianco dei familiari, alla camera ardente per i tre caduti nell'attentato di giovedì a Nassiriya, i maggiori dell'esercito Nicola Ciardelli, e dei carabinieri, Carlo De Trizio e Franco Lattanzio. Tra le personalitÃ* l'ex Presidente della Repubblica Cossiga e il rabbino capo di Roma Di Segni. Per i funerali, a S. Maria degli Angeli, chiusa al traffico p.zza Repubblica.
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I feretri sono stati vegliati dai parenti e da un picchetto di carabinieri e parÃ*: la bara dell'ufficiale dell'esercito era posizionata al centro mentre quelle dei due marescialli erano poste ai lati. La camera ardente è rimasta aperta domenica sera fino alle 19 e riaprirÃ* lunedì mattina alle 9 per chiudersi definitivamente alle 19.
Le prime autoritÃ* ad entrare dalla porta carraia di largo della SanitÃ* militare sono state: il capo di Stato maggiore dell'Esercito, Filiberto Cecchi, il comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Luciano Gottardo, ed il capo dei Stato maggiore del ministero della Difesa, Gianpaolo di Paola. Il primo esponente politico ad entrare è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Dopo pochi minuti è stato raggiunto dal presidente della Margherita, Francesco Rutelli, il quale ha detto di attendere Romano Prodi. Un silenzio rotto solo a tratti dal pianto composto dai familiari dei caduti.
Nella parrocchia militare del Celio dove è stata allestita la camera ardente per le salme delle tre vittime italiane dell'attentato di giovedì scorso a Nassiriya si respirava un silenzio denso di rispetto e commozione. Il tempo incerto e piovoso non ha spaventato le centinaia di persone in fila per rendere omaggio ai tre militari. La gente è entrata a scaglioni e si è fermata un attimo prima di entrare nella cappella proprio di fronte alle corone di fiori delle più alte cariche dello Stato. A queste corone si sono aggiunti i fiori delle tante persone comuni che hanno così voluto testimoniare la loro vicinanza ai tre caduti.
All'interno, davanti ai tre feretri, la tensione dei presenti si è sciolta in commozione: papÃ* con bambini, suore, persone anziane sostano di fronte ai feretri avvolti nel tricolore dove poggiano spada e berretto dei militari. Ai lati delle bare due file di sedie per ospitare i familiari ai quali ogni tanto qualcuno ha voluto tributare la propria riconoscenza.
Sullo sfondo, la corona di fiori del Presidente della Repubblica, e due corazzieri. Molti militari in congedo si sono fermati per fare il saluto o mettersi sull'attenti: per l'occasione hanno reindossato la divisa e il berretto di un tempo. Una signora ha tirato per la giacca un militare per chiedergli se più tardi ci sarebbe stata una messa. Nessuno avrebbe vorrebbe andare via ma il servizio d'ordine invitava con discrezione a far posto a chi doveva ancora entrare.
All'uscita della chiesa un'altra fila di fronte al libro delle registrazioni, sotto un busto di Papa Paolo VI: erano molti quelli che hanno voluto lasciare un segno della propria presenza. Tra loro anche un gruppo di turisti francesi che hanno lasciato fuori le biciclette e interrotto la loro gita romana per rendere omaggio ai militari italiani caduti in Iraq.
Ed ancora:
Cc travolto e ucciso a posto blocco
L'incidente è avvenuto nel Veronese
Un carabiniere è morto nelle prime ore della giornata nel Veronese travolto da un'auto che lo ha investito a un posto di blocco. L'episodio è avvenuto alle 3.30 nei pressi di Villafranca, localitÃ* presso il cui comando lavorava il militare deceduto, Ciro De Vita, 48 anni, sposato e padre di due figli. L'investitore, un giovane di Verona alla guida di un fuoristrada, è stato trovato ubriaco.
Era ubriaco l'uomo che ha travolto Ciro De Vita, 48 anni, originario di Napoli ma residente a Verona, era appuntato scelto in servizio alla stazione Carabinieri di Sommacampagna, che dipende dalla Compagnia di Villafanca. De Vita era sposato, con due figli di 11 e 17 anni.
L'appuntato stava effettuando alcuni controlli a un posto di blocco installato lungo la strada che dal capoluogo scaligero porta a Lugugnano di Sona. Insieme a lui si trovava il vice brigadiere Luca Bonora. Mentre De Vita stava controllando i documenti di un ragazzo, la cui auto era stata appena fermata, è sopraggiunto a fortissima velocitÃ* un fuoristrada che ha travolto la macchina ferma, il suo conducente e l'appuntato. Il militare è stato scaraventato a 20 metri di distanza ed è morto prima dell'arrivo dei soccorsi. Mentre il conducente dell'auto travolta è stato trasportato all'ospedale di Verona per ferite giudicate non gravi.
Dopo l'incidente, il proprietario del fuoristrada ha bloccato il mezzo a circa 30 metri dal luogo dove era avvenuto l'impatto ed è stato fermato dal collega del militare morto. Il conducente è Alessandro Malerba, 24 anni, di Verona. Secondo quanto riferito dai militari del Comando provinciale, al giovane è stato riscontrato un tasso alcolico nel sangue molto superiore al valore massimo consentito. Sul posto si è recata la Polizia stradale che ha compiuto i rilievi e preso in custodia l'investitore.
Come se fosse antani...
always looking at the sky
''E' nei ritagli ormai del tempo che penso a quando tu eri qui''
Vasco.
come se uno facesse il Pesto con l'Edera...
(Claudioricci, lunedi' 8 gennaio 2007)
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