6-0, 7-6, 6-7, 6-3 contro un ottimo Nadal...
Bella partita...!!!
Leon
Visita il mio blog: http://mymessyblog.typepad.com/
evviva evviva!
il re è tornato!
wimbledon giÃ* previsto perfettamente dal sottoscritto quando molti davano
per impossibile una finale Federer-Nadal.
previsto tutto,anche il vincitore!
strabella lì,grande Roger!![]()
Ci vuole l'Atlantico!
"Per quanto io sia paziente di perturbata con clacson a prescindere, tu mi hai veramente ovombolato il cipollotto aspergicato." Ciao Tub!
Penso proprio che Federer alla fine dell'anno sarÃ* meritatamente il miglior sportivo dell'annoOriginariamente Scritto da leon
Nadal mi ricorda tanto Lendl...
E Lendl non era il mio idolo..
Io tenevo per "il pazzo"..
E Roger è l'unico che oggi me lo ricordi...
![]()
![]()
http://www.predazzo-meteo.it/index.php
Predazzo Wunderground
always looking at the sky
Nivofilo-Precipitofilo-Perturbazionofilo-Depressionofilo-Ostrosciroccofilo-Anticaldofilo-Antianticiclonicofilo
John McEnroeOriginariamente Scritto da Gravin
Genio e sregolatezza
John McEnroe nelle opere letterarie
Libri in lingua inglese su John McEnroe
Visita i film di John McEnroe
Se si può parlare di genialitÃ* applicata allo sport allora John McEnroe si può considerare uno dei massimi esempi di questo felice connubio di elementi. Non a caso ai tempi in cui era una stella nel firmamento del tennis mondiale, McEnroe era meglio conosciuto come "The genius".
Nato il 16 febbraio 1959 a Wiesbaden, Germania da madre casalinga e da padre ufficiale della Air Force statunitense, si è indirizzato al tennis perché da piccolo il fisico esile non gli consentiva di prendere parte ad altri sport più "rudi" e aggressivi.
Giocando a calcio il mingherlino John rischiava di prenderle, così come avrebbe sicuramente avuto seri problemi nel basket, per non parlare delle arti marziali. Forse, a portarlo sui campi di terra battuta è stato semplicemente un forte richiamo interiore, quello che tutti i grandi talenti sentono irresistibilmente dentro di sé. Per citare un parallelismo in un altro campo "artistico", Salvatore Accardo obbligò suo padre ad acquistargli un violino giocattolo a soli tre anni; per John McEnroe l'attrazione fatale fu la racchetta.
Ed è probabile che i genitori non abbiano storto granché il naso ad osservare gli allenamenti del figlio, neanche tanto massacranti e oggi retroattivamente a forte sospetto di doping.
A diciotto anni John è giÃ* nelle semifinali di Wimbledon, che significa anche una pioggia di miliardi che cadono nelle tasche: in quattro set batte Jimmy Connors.
John è molto ambizioso. Se Connors, uno dei suoi avversari più tosti, si prenderÃ* la sua rivincita l'anno successivo eliminandolo sempre in semifinale agli US Open, nel 1979 McEnroe vince il primo torneo dello Slam dominando in semifinale proprio Connors.
L'anno dopo gioca quella che diventerÃ* una finale storica di Wimbledon, di quelle che si usa definire 'al cardiopalma', contro Bjorn Borg, famosa per un tie-break conclusosi 18-16 a suo favore. Purtroppo però McEnroe alla fine perderÃ*.
VincerÃ* nel 1981, battendo il sempreverde Borg dopo lunga tenzone. E' del 1981 anche il nuovo nomignolo che gli affibbia la stampa, "SuperBrat" ("Brat" significa "moccioso"). Il motivo? Intemperanze costanti, nervi quasi mai a posto e una tendenza ossessiva a contestare le decisioni arbitrali direttamente sul campo, con sceneggiate e sfuriate entrate ormai nelle cineteche sportive.
Oltre agli insulti di prammatica ai giudici di linea, per due volte si arrampica sul seggiolone dell'arbitro con il solo scopo di offenderlo. Il tutto ben documentato dalle impietose telecamere, che ci tramandano la versione più irruenta e antipatica di lui.
Dal 1981 al 1984 SuperBrat è ininterrottamente numero 1: 82 vittorie, 3 sconfitte, 13 tornei vinti.
La soddisfazione - dichiarò "il giorno più bello della mia vita" - di umiliare Connors in finale a Wimbledon (6-1, 6-1, 6-2) in un'ora.
La lezione ancora in tre set a Ivan Lendl, un altro inquilino dell'Olimpo del tennis mondiale di quegli anni, agli US Open.
Eppure proprio quell'anno, proprio con Lendl (col quale finirÃ* in difetto negli scontri diretti, 15 a 21), ebbe la colpa di perdere l'unica possibilitÃ* di vincere sulla terra rossa.
Vince tutto, anche la Coppa Davis. Epico nel 1982 lo scontro ai quarti di finale con la Svezia, dove sconfigge Mats Wilander dopo una maratona di 6 ore e 22 minuti.
Nel gennaio 2004 John McEnroe è tornato sulle prime pagine di tutti i quotidiani mondiali con una dichiarazione-choc: ha confessato di aver assunto per almeno sei anni, a sua insaputa, steroidi del tipo che si somministravano ai cavalli.
Stazione Meteo Vantage Pro 2
Meteo Besozzo
Segnalibri