Originariamente Scritto da NoSync
Concordo. A me fa paura quel luogo in cui si vive di memoria e non si adotta alcun senso critico del presente.
Inoltre, tra un padre e un figlio esiste un rapporto individuale diretto e molto forte. Quando si parla di stati l'individualitÃ* non esiste e il rapporto non può essere così forte. C'è un sistema, che ha agito in passato, e c'è un sistema, costituito da altre persone, che agisce oggi.
Volendo anche accettare il paragone di Beppe, poi, un figlio è sempre portatore dell' "insegnamento" del padre, volente o nolente. L'insegnamento americano è fatto di libertÃ* e civiltÃ*. Io, sulla base di quell'insegnamento, critico gli Usa, laddove difettano di quegli stessi valori. Così come criticherei mio padre se, dopo avermi insegnato per anni ad essere onesto, lo scoprissi a rubare qualcosa. Se non lo facessi vivrei solo di memoria e di affetto incondizionato, senza alcun senso critico e senza alcuna dignitÃ* personale.
Dovrei difendere mio padre, Beppe, se lo scoprissi a rubare?
Ciao
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