Mirto, un tuffo negli anni Sessanta
Mostra nell´unico museo del Sud dedicato alla moda
DI LAURA NOBILE
Sui Nebrodi orientali, a poca distanza da San Marco D´Alunzio, c´è l'unico avamposto del Sud d´Italia per gli appassionati di moda e costume. Si trova infatti a Mirto, a 100 chilometri da Messina l´unico Museo del costume e della moda da Roma in giù. L´occasione per conoscere questa piccola istituzione sorta 16 anni fa nel cuore della Sicilia e dedicata alla storia della moda nell´Isola, è la mostra dedicata a "Quei favolosi anni Sessanta, moda, costume, società" recentemente inaugurata nella sede del settecentesco Palazzo Cupane. Curata dal direttore del museo, lo scenografo Pippo Miraudo, l´esposizione è un´antologia del fenomeno «anni Sessanta», dal trionfo degli stampati optical alla minigonna lanciata da Mary Quant, dai pantaloni a vita bassa portati con le bluse e i sandali ai colori sempre più accesi fino all´indimenticabile stile Capri.
«Sui Nebrodi c´era un´antica tradizione dell´artigianato - racconta Miraudo - e se le grandi firme erano concentrate in città come Palermo, Catania e Messina, nei centri montani e collinari le piccole sartorie cominciarono ad adeguarsi copiando i modelli dei loro idoli visti in televisione e al cinema, ma anche gli stili lanciati dalle band inglesi e americane». In mostra ci sono abiti a fiori e ogni tipo di accessori, lampade di design e prototipi, anche i primi articoli di moda del giornale "L´Ora" e una storica Vespa, pantaloni a zampa di elefante, giacche di renna e bigiotteria coloratissima, tutti provenienti dalle collezioni private siciliane. Le piccole sartorie di Mirto infatti copiavano con cura e riproducevano con tessuti simili gli abiti di Jacqueline Kennedy o l´abito in organza bianca a pois disegnata da Capucci per Maria Callas, ma anche le scarpe di Ferragamo che si vendevano a Palermo e la pelletteria che sempre nel capoluogo si poteva trovare da Gulì e da Borsalino. La mostra resterà allestita fino al 24 settembre e si visita tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20; il biglietto costa 2,50 euro.
Mirto, col suo territorio di 900 ettari nel Messinese, in passato era famoso soprattutto per le sue chiese. Ancora oggi si visita la Matrice, del XV secolo col portale trecentesco e la chiesa di Santa Maria del Gesù, che custodisce una Madonna di Giuseppe Gagini, datata al 1578, ma si può anche andare a vedere la chiesa con l´annesso convento dei padri Cappuccini, risalente all´Ottocento, la chiesa di Sant´Alfio, con l´orologio sulla cupola maiolicata,e il Palazzo Costanzo di San Leone del XVIII secolo. A due chilometri, nel Comune di Frazzanò, c´è anche il monastero arabo-normanno dei monaci basiliani di San Filippo di Fragalà, fondato nell´XI secolo da Ruggero I. Poco distante c´è uno dei siti più belli dei Nebrodi, le Rocche del Crasto, formazioni rocciose di natura calcarea attraversate da profonde fessure a oltre mille metri d´altezza: ricadono tra i territori di Alcara Li Fusi, Longi e San Marco D´Alunzio e ospitano i nidi di varie specie di rapaci e predatori. Se salite fin qui dalla vetta si gode un panorama mozzafiato sulla costa tirrenica e sulle Eolie.
un articolo molto "acuto"...
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