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Meteofolli
I "meteofolli" ci sono sempre stati.
Ci sono stati tra la gente comune, ci sono stati tra gli artisti, i sovrani, i letterati, ovviamente ve ne sono stati tanti tra gli scienziati.
Virgilio, Leopardi, Voltaire e tanti altri parlarono di tempo, della sua influenza sul carattere dei popoli e sulla vita quotidiana, sui cambiamenti climatici che c'erano e ci saranno sempre.
Nel dopoguerra, grazie ai satelliti, si è potuto studiare il tempo in maniera approfondita, e tanti appassionati hanno iniziato a uscire allo scoperto. Ancora pochi.
A partire dal 2000, grazie a Internet, si sono create comunità sempre più estese di ragazzi e adulti che pensavano di essere i soli ad amare questa scienza inesatta e perciò affascinante. Quelli che fino a quel momento si erano nascosti, temendo di essere derisi dalla "gente comune" che vedeva-e vede-nella pioggia un ostacolo alle proprie faccende quotidiane, nella neve una scocciatura specie in pianura(in montagna si può sempre sciare), in ogni cambiamento repentino un segno di una catastrofe imminente(ma perchè ieri c'era caldo e oggi pioveva?-si chiede l'uomo della strada-forse perchè ieri c'era libeccio prefrontale, risponderei io, ma preferisco tacere).
Non solo si è imparato a fare "outing", dal duemila in poi, ma ci si è scambiati conoscenze preziose, si è imparato a leggere assieme le mappe, ci si è riuniti per fare gite e si è diventati amici in molti casi.
Faccio parte della prima generazione ad aver coltivato la passione della meteorologia grazie a Internet, e quasi mi sento defraudato quando vedo affacciarsi alla meteo on-line ragazzini di quindici anni che hanno lo stesso entusiasmo che avevo io alla loro età, quando mi esaltavo per ogni run modellistico(per i non capenti, i run sono le uscite dei modelli che cambiano ogni sei ore e man mano che ci si avvicina ad un evento diventano sempre più attendibili, ma sono insidiosi perchè cambiano le carte in tavola anche poco prima stravolgendo la previsione).
Ogni realtà ha il suo sito: in tutto il mondo ci sono siti nazionali e siti locali, anche se alcune realtà non hanno pregiudizi sulla meteorologia, come quella americana.
In Italia ancora sei visto come un pazzo, che emana vaticinii come un oracolo e porta sfortuna se prevede pioggia e pioggia si verifica, fortuna se prevede sole e la previsione è giusta. Per non parlare di chi ti accusa, in caso di previsione esatta, di aver visto Sky Meteo 24 e prendere le previsioni da lì, quando tu ti sei fatto due occhi così sulle mappe di Wetterzentrale a cercare di capire se il minimo di pressione fosse sullo Jonio o sul Tirreno. Se sbagli, invece, arriva la risatina generale. Noi "meteofolli"ci siamo abituati, e tiriamo avanti, mica siamo previsori che vanno in TV, siamo solamente appassionati. E' come se paragonassi un appassionato di rock a Bruce Springsteen, aspettandomi dall'appassionato-che magari canticchia e compone-la stessa qualità musicale.
Certo, saremo visti sempre un pò come persone con la "testa fra le nuvole".
Ma ci siamo fatti il callo. E poi, un porto nel vento ha sempre un suo fascino.
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