...a differenza di quelli in superficie
T.jpgfig-nearterm_all_UPDATE_2015f.jpg
E qui una disamina molto tranchant del grafico che dovrebbe mostrare, nelle intenzioni dell'autore, "i fallimenti dei modelli previsionali in media troposfera"
Comparing models to the satellite datasets « RealClimate
Ultima modifica di steph; 16/06/2016 alle 20:56
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Non capisco la fascia grigia. Le due linee grigie continue sono min e max. L'area grigio chiara è il range CMIP ma poi, a partire da metà anni '10, c'è una fascia grigio scuro che non ho capito cosa sia.
In ogni caso, sono ormai alcuni anni che sui dati IPCC c'è mugugno. All'ultimo rapporto (il quinto, del 2013) furono molti gli scienziati che si lamentarono coi politici perché questi, alla fine, riuscirono ad edulcorare la pillola e a far passare le previsioni più prudenti e conservatrici. I risultati si vedono: le temperature vere, passati appena 3 anni, sono già al limite massimo delle previsioni IPCC, ed è possibile che le sforino presto.
Questo in risposta a chi, per anni e lustri, è andato sostenendo che l'IPCC, essendo organo anche in parte politico, tendesse al catastrofismo per chissà quali reconditi motivi. E' vero che è organo politico, in parte, ma questa componente ha sempre frenato, e frena tuttora.
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
Sono due diversi periodi di riferimento, comparare le osservazioni ai modelli è meno ovvio di quanto possa sembrare e lo stesso autore di quel grafico ha diversi post sull'argomento incluso questo:
Connecting climate model projections with the real world | Climate Lab Book
ed altri:
Comparing CMIP5 & observations | Climate Lab Book
An apples to apples comparison of global temperatures | Climate Lab Book
Argomentazioni che sono valide anche per le temperature troposferiche i cui trend sono comunque al limite inferiore dei modelli, c'è anche da considerare che i trend satellitari iniziano poco dopo lo shift nel pacifico ad IPO+ e terminano (almeno fino all'ultimo nino) con una anomala fase di IPO-, poichè l'anomalia troposferica si amplifica rispetto alla superficie anche l'impatto di questo trend nell'IPO è maggiore in troposfera:
Recent slowdown of tropical upper tropospheric warming associated with Pacific climate variability - Kamae - 2015 - Geophysical Research Letters - Wiley Online Library
Comparing models to the satellite datasets « RealClimate
Uscite anche le marine dell'Hadley, le HadSST relatice a maggio. Con +0,595 il mese diventa, per un soffio, il più caldo della serie (il secondo, il maggio 2015, aveva segnato un praticamente identico +0,593).
Al di là dei millesimi, che lasciano il tempo che trovano, il quadro è chiaro: l'effetto ENSO è finito e le temperature cominciano ad essere pari a quelle dell'anno precedente. Il tutto si vede bene dal grafico: in arancione il 2015, in rosso il 2016.
HadSST.jpg
Fu a partire da aprile/maggio che, nel 2015, partì la corsa verso l'alto, corsa che ora perde di intensità. I primi mesi del 2016 sono stati molto più caldi dei corrispettivi dell'anno passato ma, in seconda parte d'anno, il meccanismo dovrebbe invertirsi. E, come detto, sapremo solo alla fine quale sarà stato l'anno più caldo.
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
Sì, non era chiaro, ti ha risposto elz in tal senso.
Intanto:
nasa_ytd.jpegnasa_2000.jpeg1050.png
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A differenza dei giapponesi, per la NASA, maggio 2016 è stato il più caldo della serie, in ogni componente: Nord e Sud. +0,93 l'anomalia globale di maggio che, seppur lontana dal record assoluto (+1,33 di febbraio) è comunque un bel po' sopra lo 0,78 di maggio 2015.
Qui le anomalie:
amaps.png
Una parola, infine, sulla questione "quale sarà l'anno più caldo? il 2015 o il 2016?" . Come si vedrà meglio nel riepilogo a fine mese, il 2016, per NASA, viaggia ad una media di 1,15 sui 5 mesi, contro lo 0,81 dei primi 5 mesi del 2015. La differenza cumulata implica che per far sì che il 2016 NON sia l'anno più caldo, nei rimanenti 7 mesi la media dev'essere inferiore ai +0,65 mensili. Deve, cioè, presentare grosso modo le medie del 2013.
Vedremo.
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
Ulteriori conferme circa l'andamento un po' più riflessivo delle temperature globali viene da NOAA, che ha rilasciato le sue stime per maggio. Per quanto risulti il più caldo di sempre, l'anomalia registrata di +0,87 è uguale, in termini di secondo decimale, a quella di un anno fa. Siamo quindi agli stessi livelli del 2015, con una dinamica terrestre e settentrionale piuttosto contentute (terzo in classifica per la componente terra, secondo per la settentrionale) rispetto a quella marina e meridionale (che dal mare è quasi per intero condizionata).
Come si vede dall'immagine riferita ai percentili, è l'area intorno all'Australia, sia da parte Indiano che Pacifico, quella che ha fatto registrare i più estesi record di temperatura:
201605.gif
Si cominciano anche a vedere, dopo un anno e rotti di record continui, una mappa degli scostamenti che, come quella qua sotto, fa vedere qualche traccia di azzurro. Segnale per ulteriore abbassamento delle anomalie nei prossimi mesi.
201605.gif
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
Chiudiamo le rilevazioni relative a maggio con HadCrut. Secondo gli inglesi, maggio 2016 è stato il secondo più caldo di sempre, con +0,680 di anomalia (primo fu il 2015, con +0,696).
Continua ad essere, al contrario, molto elevata, l'anomalia progressiva Gen-Mag rispetto a quella dell'anno scorso, anno che, come sappiamo benissimo, risultò di gran lunga il più caldo della storia misurabile. Ormai sono 5 i mesi rilevati, e ne mancano 7. L'anomalia continua a viaggiare su livelli prossimi al quarto di grado. L'anno scorso, come si vede dalla tabellina riepilogativa, alla vigilia della grande scaldata ENSO di fine anno, il differenziale tra quello che era il primo gen-mag (cioè il 2015) e il secondo (il 2010) era nell'ordine dei 0,07 (per Hadcrut: per Nasa erano addirittura uguali). Questo per dire che si tratta di un'anomalia enorme, e i dubbi che si possa colmare nella seconda metà dell'anno sono sempre maggiori. Vedremo.
Intanto ecco qui la tabellina riepilogativa relativa a maggio.
sintesi 1605.jpg
Maurizio
Rome, Italy
41:53:22N, 12:29:53E
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