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  1. #21
    Burrasca L'avatar di Alpicentrali
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    Predefinito Re: La Valtellina ai tempi della massima espansione glaciale.....

    Citazione Originariamente Scritto da grigna Visualizza Messaggio
    per carità, ho fatto solo queste foto perchè eran particolari. La zona dell'Aprica è talmente orribile che quando ci passo, se non sono io a guidare, chiudo gli occhi per non vedere
    Mamma mia che orrore l'Aprica!!!
    Senza offesa per nessuno eh?!
    Dati in diretta da Tirano (so)
    Tiranonline


    Come se fosse antani

  2. #22
    Brezza tesa L'avatar di guid49
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    Predefinito Re: La Valtellina ai tempi della massima espansione glaciale.....

    Citazione Originariamente Scritto da Alpicentrali Visualizza Messaggio
    Che tu sappia, è vero che fino a qualche secolo fa il ghicciaio dei forni arrivava quasi a Santa Caterina??
    Ciao!
    Provo a risponderti io: massima espansione da quando cominciamo a contare gli anni, a metà del XIX secolo, con la fronte al parcheggio inferiore dell'Albergo dei Forni, 2160 m di quota. A Santa Caterina probabilmente nel tardiglaciale, diciamo circa (molto circa) 12.000 anni fa. Fra le due fasi probabile completa scomparsa durante l'Optimum climatico, (vado a memoria) circa 6.000 anni fa.

    Saluti, Guido

  3. #23
    Brezza leggera
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    Predefinito Re: La Valtellina ai tempi della massima espansione glaciale.....

    In estrema sintesi mi sentirei di affermare che nelle ultime pulsazioni tardoglaciali i ghiacciai della Valle dei Forni e Cedèc si univano a formare un unico grande ghiacciaio, a cui si univa a S. Caterina la grande colata valliva proveniente dalla Valle del Gavia e i ghiacciai del M. Sobretta e del M. Confinale. Successivamente, a S. Antonio si univa l'altra grande colata della Valle dello Zebrù, giungendo probabilmente fino a Bormio.
    Nel Dryas recente, la colata della Valle dei Forni e del Valle del Gavia si sono spinte nuovamente fino in corrispondenza dell'abitato di S. Caterina (le due lingua probabilmente si sono fuse nuovamente anche se per un breve tratto).
    Faccio conto in futuro di pubblicare un articolo in cui illustro la distribuzione delle masse glaciali nel territorio del Comune di Valfurva nel corso delle ultime pulsazioni tardoglaciali sulla scorta dei numerosissimi depositi e cordoni morenici tuttora presenti.

  4. #24
    Bava di vento
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    Predefinito Re: La Valtellina ai tempi della massima espansione glaciale.....

    Citazione Originariamente Scritto da Alpicentrali Visualizza Messaggio
    Mamma mia che orrore l'Aprica!!!
    Senza offesa per nessuno eh?!
    Purtroppo in numerosissima compagnia......ed anche peggio.....
    Fabri
    Ultima modifica di fabrizior; 22/11/2006 alle 22:16

  5. #25
    Brezza tesa L'avatar di Rudyak
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    Predefinito Re: La Valtellina ai tempi della massima espansione glaciale.....

    Citazione Originariamente Scritto da fabrizior Visualizza Messaggio
    In effetti avevo letto, tempo fà, (non ricordo dove) che il ghiacciaio dell'Alta Valcamonica da Edolo deviava verso l'Aprica e si univa a quello valtellinese.
    mi piacerebbe avere ulteriori notizie/conferme su questo "strano" comportamento.
    Che a sud di Edolo vi fosse uno sbarramento glaciale (versante occidentale del Gruppo del Baitone?) talmente potente da obbligare il ghiacciaio camuno a trasbordare verso l'Aprica?

    Fabri
    Il Ghiacciaio Camuno scendeva lungo tutta la valle, in particolare nell'alto sebino una diramazione andava a risalire la val Borlezza fino a Clusone, congiungendosi quasi con il ghiacciaio Seriano. Un altro ramo percorreva la val Cavallina.
    Il ramo principale copriva tutto il lago d'Iseo per fermarsi in Franciacorta.
    Qua trovi una piantina...
    http://forum.meteonetwork.it/showthread.php?t=34950

  6. #26
    Vento teso
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    Predefinito Re: La Valtellina ai tempi della massima espansione glaciale.....

    Citazione Originariamente Scritto da Alpicentrali Visualizza Messaggio
    Che tu sappia, è vero che fino a qualche secolo fa il ghicciaio dei forni arrivava quasi a Santa Caterina??
    Ciao!

    Nel X secolo a.c. arrivava al Rifugio Forni a 2150 mt circa mentre all'inizio del XX secolo appena sopra per poi calare sempre di anno in anno esclusa una breve parentesi negli anni 70.

    Non so quando arrivava fino a Santa Caterina

  7. #27
    Bava di vento
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    Predefinito Re: La Valtellina ai tempi della massima espansione glaciale.....

    Citazione Originariamente Scritto da ilbonardi Visualizza Messaggio
    Più bassa la soglia dell'Aprica e, aggiungo, più bassa anche la quota raggiunta in quel punto dal ghiacciaio della Valtellina. Lo spessore di quest'ultimo era ovviamente superiore, ma la maggior incisione della valle lungo quella linea latitudinale lo "costringeva" a quote più basse, permettendo così "l'inserimento" del ghiacciaio camuno.
    Da lì è nata la predisposizione migrante dei bresciani ... che oggi ancora (ma per poco se continua così) inviano i loro ghiacci in terra "straniera" (Mandrone).
    Diciamo che senza il contributo camuno le morene più meridionali della Brianza si troverebbero qualche decina (centinaia?) di metri più a Nord.

    Come precedentemente comunicato, l’ipotesi (e di ipotesi si tratta, anche se con alcuni dati a supporto) ipotizzava che il ghiacciaio dell’Alta Vallecamonica, giunto nei pressi di Edolo, deviava il suo corso verso l’attuale Passo dell’Aprica.

    In effetti dal punto di vista geo-morfologico, lo sperone del Monte Colmo ad Est e quello del Piz Tri ad Ovest potevano costituire un ostacolo di tutto rispetto per il ghiacciaio che, dall’alta valle, giungeva nella piana di Edolo, trovando sicuramente meno ostacoli nel fluire ad Ovest (Aprica) e congiungersi con quello valtellinese.

    Ciò è evidente se ci si immedesima (!!!) nell’ alto ghiacciaio camuno che, sfociando presso Edolo, si trova (-va?) una barriera evidente nel proseguimento verso Sud, mentre più agevole è (era?) il percorso verso la depressione dell’Aprica.

    Solo in seguito si sarebbe aperto il passaggio diretto verso Sud e quindi i due tratti della Valle non erano in comunicazione.

    Dalla pubblicazione:
    CAI – Comitato scientifico – Da Bergamo al Tonale – Itinerario geologico di Pompeo Casati e Francesco Pace. 1972

    Quote:
    Tale ipotesi è suffragata dal fatto che la formazione conglomeratica oligo-miocenica comasca, deposta allo sbocco della grande valle ora occupata nel suo tratto inferiore dal lago di Como, contiene ciottoli di Tonalite. Qualora si dimostrasse la provenienza di questi ciottoli dall’Adamello, l’ipotesi verrebbe avvalorata. A favore di questa sembra deporre anche un secondo fatto: la conformazione conglomeratica miocenica del Montorfano bresciano, deposta in ambiente analogo alla gonfolita comasca, contiene solo ciottolame di rocce prealpine, provenienti da di età mai anteriore al Retico medio (quali sono le formazioni ubicate per lo più nella parte di quello che è oggi il lago di Iseo).
    Giova tuttavia una certa cautela: si suppone infatti che lungo la linea Insubrica si siano verificati anche nel Terziario importanti movimenti orizzontali in senso orario o anti-orario.
    Unquote.

    In tempi recenti, in occasione delle prospezioni per la costruenda vasca di ri-pompaggio della nuova centrale di Edolo, sono stati trovati notevoli/potenti depositi lacustri nella piana edolese.

    L’evoluzione delle ns vallate alpine sembra essere più complessa di quanto possa apparire….

    Fabri

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