Se non sbaglio è un ghiacciaio che porta energia a Milano..
CLIMA:SOS ALPI; NEVE IN RITARDO, GHIACCIAIO FORNI -40% /ANSA (ANSA) - ROMA, 23 gen - Dopo una lunga assenza ricompare la neve ma i danni di queste temperature anomale sono ormai compiuti. Sulle vette italiane e' ben visibile la lunga ferita inferta dai guasti del clima malato. Intanto la neve: scarsa e in ritardo. Quindi le temperature: 6 gradi in piu' a 2.700 mt in un anno. Poi i ghiacci: la piu' ampia distesa valliva delle Alpi italiane, il Ghiacciaio dei Forni, in alta Valtellina, ha subito una perdita del 40% della sua lunghezza nel giro di un secolo: 3,5 chilometri attuali contro i 6 dell'inizio del 20/o secolo. Ed e' allarme energia e acqua nelle regioni del nord. A scattare la fotografia della minaccia da clima sulle nostre montagne e' Claudio Smiraglia, Presidente del Comitato Glaciologico Italiano e coordinatore per il Comitato Ev-K'-Cnr dell'area di ricerca glaciologica ampia delle Alpi italiane. Sul fronte neve, le differenze sono significative. Nel 2005 la prima nevicata, riferisce l'esperto, e' stata registrata a ottobre ed e' andata a sovrapporsi ad un accumulo preesistente di 40 cm, mentre nel 2006 la prima nevicata significativa e' avvenuta solo il 20 Novembre ed e' stata poco piu' di 10 cm. In piena crisi il settore ghiacci. I dati raccolti dalla stazione meteorologica automatica AWS1 Forni, la prima stazione fissa su un ghiacciaio italiano installata sui Forni nel 2005 dal Comitato Ev-K'-Cnr, nell'ambito del progetto SHARE (Station of High Altitude for Research on the Environment), in cui rientrano altre 10 stazioni meteo a quote comprese fra 2.600 e 5.050 metri sul livello del mare, e dal Dipartimento Ardito Desio dell'Universita' di Milano, gestita in collaborazione con il e l'AEM (Azienda Energetica di Milano), confermano come la prima parte dell'inverno 2006-2007 sia stata anormalmente calda e secca, favorendo il prolungamento del periodo di fusione del ghiacciaio. ''I dati mostrano un inverno con condizioni, almeno finora, del tutto anormali sul ghiacciaio - spiega Smiraglia - se confrontiamo i dati rilevati fra il 10 novembre e il 4 gennaio con quelli dello stesso periodo dell'anno precedente, diventa evidente come la situazione del ghiacciaio stia divenendo preoccupante e di come si stia verificando un'accelerazione dei ritmi di regresso''. Alla quota della stazione (circa 2700 mt.) fra il 10 novembre e il 4 gennaio scorsi si e' registrata una temperatura media giornaliera dell'aria di -4,23 gradi ben superiore ai -10,9 gradi dello stesso periodo dell'inverno 2005-2006. Da osservare anche che, mentre lo scorso anno i giorni con almeno un'ora superiore allo zero erano stati 4, quest'anno si e' arrivati addirittura a 17. ''Il ritardo delle nevicate nel 2006-2007, unito alle temperature piu' elevate - spiega Smiraglia - ha avuto effetti negativi sul ghiacciaio, comportando un prolungamento del periodo di fusione. Fra l'inizio di ottobre e la meta' di novembre, infatti, nei pressi della stazione si e' avuta la fusione di circa 1 m di spessore di ghiaccio, che si e' sommato ai 4 m del periodo inizio giugno-inizio ottobre''. Secondo l'esperto ''la situazione si e' aggravata nell'ultimo decennio quando l'arretramento del fronte glaciale e' stato di decine di metri all'anno''. Il fenomeno, che investe la quasi totalita' dei ghiacciai alpini, potrebbe avere conseguenze pratiche a livello di risorse idriche e idroelettriche di vaste aree. Basti pensare che solo in Lombardia i ghiacciai racchiudono una risorsa idrica di oltre 4 km3, pari a una quarantina di grandi bacini artificiali. (ANSA). GU
23/01/2007 15:14
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