Questa mattina sono salito nella Valle dei Forni dopo l'abbondante nevicata che ha interessato in misura maggiore il settore settentrionale del gruppo Ortles-Cevedale, con spessori di circa 50 cm a 2800 m, mentre al disopra dei 3000 m stimo spessori attorno ai 70-80 cm, che hanno regalato un'aspetto decisamente invernale all'Alta Valle (ieri la neve aveva raggiunto i 1600 metri).
Il seracco del S. Matteo (Lamar) negli ultimi mesi non ha mostrato grosse variazioni se si esclude il ribaltamento del cornetto terminale. Il fenomeno si sta avviando alla fase terminale di completa stabilizzazione.
Ben più evolutiva l'effluenza seraccata del Palon de la Mare che dopo il grandioso crollo del 2006, si sta preparando ad un nuovo distacco di dimensioni minori.
Bellissime
Bella domanda a cui non sono in grado di rispondere!!
Che anche nel periodo piu caldo dell'optimum climatico alcuni piccoli apparati siano rimanti nelle aree più elevate mi pare probabile, anche se sono documentate nell'Olocene diverse avanzate glaciale di dimensioni simili o di poco inferiori alla PEG.
Una probabile prova del notevole riscaldamento climatico successivo al Tardiglaciale ci è testimoniato anche dai numerosi cedimenti gravitativi che hanno generato frane colossali che vedrebbero come una delle cause determinante la degradazione del permafrost, un po come sta accadendo attualmente.
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