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Beccati! Prelievi ILLEGALI per lo sci estivo
Presena, sequestrate le pompe dei laghetti
Acqua per la neve artificiale «Prelievi non autorizzati»
Troppo scarsa la portata del rio Pisso: dunque, l'acqua per produrre neve artificiale per le piste veniva pompata dai laghetti sul ghiacciaio della Presena. È grazie ad una segnalazione arrivata in Procura nelle scorse settimane che i carabinieri del Nucleo operativo ecologico provinciale si sono spinti fino 2600 metri di quota per scoprire un abuso in una zona sottoposta a tutela. Il legale rappresentante della Carosello Tonale spa è stato denunciato e la stazione di pompaggio posta sotto sequestro. La società aveva sì l'autorizzazione per prelevare acqua destinata alla produzione di neve da sparare sulle piste da sci estivo. Ma non dai laghetti: l'impianto avrebbe dovuto essere tarato sulla portata di un emissario, il rio Pisso. Da quanto hanno accertato i carabinieri del Noe, coordinati dal maresciallo Carlo Bellini, risalirebbe ad inizio anni Novanta un veto esplicito da parte della Tutela paesaggistica della Provincia per il prelievo diretto dai laghetti. Il vincolo non sarebbe dunque stato rispettato e venerdì sono scattati i sigilli alla stazione di pompaggio che si trova nei pressi dell'imbarco della seggiovia Paradiso. L'indagine era partita da una segnalazione arrivata in Procura ad inizio estate e rilanciata in un'interrogazione alla giunta provinciale da parte del consigliere dei Verdi Roberto Bombarda: ci sarebbero state alcune pompe ancorate al fondo dei laghetti del ghiacciaio Presena, probabilmente per prelevare l'acqua per la neve artificiale. Un abuso, dunque a quasi 2600 metri, ad una quota in cui i controlli diventano sporadici; una situazione da controllare con una certa urgenza attraverso verifiche dall'alto innanzitutto, seguite da verifiche a terra. L'occasione c'è stata nel mese di luglio, con il sorvolo dell'elicottero dei carabinieri in val Genova per l'indagine sulle cave di tonalite. I militari del Noe, si sono spinti fin sul ghiacciaio Presena per verificare la segnalazione. Alcune anomalie erano ben visibili dall'alto, a partire dalla presenza di pompe e tubi all'interno del laghetto Monticelli e una sorta di «bypass» nello specchio d'acqua poco più in alto, il Monticelli due, in modo da compensare il livello fra i due bacini. Sul terzo laghetto, che si trova più a valle, non è stata riscontrata alcuna irregolarità. Le verifiche sono proseguite nei giorni successivi «da terra»: è stata scoperta attrezzatura ben mimetizzata che riusciva a pompare decine di metri cubi d'acqua all'ora. Un rischio per la sopravvivenza dei laghetti stessi. Il legale rappresentante della società, Giacinto Delpero, è stato segnalato alla Procura. A fine giugno il consigliere Bombarda aveva chiesto nell'interrogazione se i prelievi fossero autorizzati e soprattutto compatibili con un ambiente così delicato; trenta giorni c'era stata la presa di posizione dell'Associazione albergatori di Passo Tonale. In una lettera inviata al presidente Lorenzo Dellai ed all'assessore provinciale Tiziano Mellarini gli albergatori evidenziavano la necessità di allungare la stagione sciistica.« Questo sarà possibile - era stato scritto nel documento - solo se sarà permesso di operare e di utilizzare le fonti d'acqua già presenti in quota e se la Provincia si farà a sua volta carico della salvaguardia dell'unico ghiacciaio sciabile in tutto il Trentino».
Da l'Adige del 07/08/07
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