Il 22 aprile scorso mi sono sono imbarcato su un piccolo peschereccio di un mio mezzo parente tra l'altro vicino di casa. Era un'esperienza che volevo fare già da diversi anni ed ho approfittato del fatto che ci sarebbe stato un solo giorno di pesca ed una bella giornata primaverile. Fortunatamente non soffro di mal di mare per cui ho accettato al volo l'invito offertomi due prima della partenza.
Trovo che per uno che come me vive in una zona che ha visto l'industria della pesca divenire una delle attività trainanti dell'economia locale sia un'esperienza da fare anche perchè mio padre, a detta di molti del settore, è stato forse il miglior commerciante ittico della città.
Posterò molte foto e commenti relativi a più tornate perchè vorrò farvi partecipi della mia uscia in mare. Non credo inoltre che qui molti abbiano avuto modo di vivere un'esperienza simile. Attendete quindi che finisca di postare prima di commentare. Posso inserire solo 30 foto ad intervento.![]()
Abbiamo preso il mare dal porto di San Benedetto del Tronto (AP) verso le 21.30 del 22 aprile per fare ritorno intorno alle 23 del giorno successivo. La rotta è stata verso ENE rimanendo per tutto il tempo intorno al 43 parallelo arrivando fino a circa 50 miglia dalla costa sud marchigiana per poi proseguire verso SE e poi rifare più o meno il percorso inverso. Quando la pesca dura più giorni questi pescatori si avvicinano maggiormente verso le coste slave sempre spazzolando da nord a sud.
L'imbarcazione è un classico peschereccio con scafo in legno con motore diesel di circa 400 CV. Ce ne sono di più grandi e moderni con scafo in ferro ma da quello che mi hanno detto non c'è mare che non riescano a solcare. E c'è da credergli dato che prendono il mare con ogni tipo di tempo.
In primo piano i "divergenti" che servono a tenere aperta la rete quando è in pesca sul fondo.
Tutt'intorno altri pescherecci pronti a partire. Sullo sfondo il mercato ittico ristrutturato da pochi anni .
Il Capitano (Alessandro G.), mollatte le cime di ormeggio, si prepara a salpare. Di spalle il fratello mentre dietro sta salendo a bordo uno dei due Tunisini che fanno parte dell'equipaggio.
Alessandro, dopo aver tirato su l'ancora con il verricello, richiama l'attenzione (un pò alterato) del peschereccio che davanti stava tagliando la "strada".
Usciti da poco dal porto ecco pararsi davanti tutta la costa illuminata mentre l'imbarcazione navigava verso il buio illuminato solo dalle luce delle stelle. Non l'avevo mai vista da questo punto di vista ed è stata veramente una visione suggestiva. Purtroppo fare foto decenti senza obiettivo stabilizzato da un giroscopio era quasi impossibile. Accontentatevi di questa.![]()
In cabina di pilotaggio viene impostata la rotta di navigazione.
Abbiamo navigato per circà 4 ore a 9,4 nodi prima di scendere la rete.
Il radar di bordo, strumento utilissimo ai fini della sicurezza. E' possibile settarlo allargando a piacere, entro certi limiti, il raggio di segnalazione sullo schermo, inserendo all'interno anche un altro cerchio che viene scelto come campo di primario interesse. Normalmente tengono il cerchio esterno settato sulle 6 miglia. A volte appaiono bersagli fantasma se si restinge molto il campo di visualizzazione ma non so a cosa siano attribuiti. Forse sono generati da alcune creste del mare, forse da oggetti galleggianti.
Ecco il pannello GPS su cui si osservano la posizione dell'imbarcazione e le aree marine con tanto di vari punti d'interesse. Il software permette anche di impostare la rotta e comandare il pilota auotmatico aiutando inoltre nella scelta del programma di pesca visto che sono riportate le linee batimetriche. Come nel caso dei navigatori satellitari utilizzati in campo automobilistico sono mappe aggiornabili.
Viene bagnata la rete di pesca per appesantirla e renderla quindi più facilmente affondabile.
Dopo un pò di chiacchiere in cabina di pilotaggio tutti, tranne il fratello del capitano, vanno nelle cuccette a riposare un 3 ore prima di gettare la rete in mare per la prima pescata. Ecco la mia. Viste le dimensioni del peschereccio è tutto mini. Si dorme con le porte aperte e col motore che continuamente ti martella con i suoi pistoni per cui in pratica non si dorme o quasi se non sei abituato. Per non parlare delle oscillazioni causate dal mare che se deboli al limite cullano ma se il mare è grosso.....
All'1.30 circa ci si alza per la prima messa in mare della rete. I due tunisini accompagnano la rete sulla poppa mentre nella zona dell'argano stanno i due fratelli sanbenedettesi.
Il Brad Pitt dei mari:
Dopo aver calato la rete e dopo una piacevole chiacchierata al chiaro di luna sopra un mare calmo ed oscuro si riotorna in cuccetta per riposare. Verso le 4.00 di nuovo in piedi per iniziare il salpaggio della prima retata.
La prima "calata" non porta mai grandi quantitatvi. La seconda in cui c'è il passaggio tra la notte ed il giorno frutta sempre di più.
In mare si raccoglie di tutto tranne la f...a come mi ha detto uno dei tunisiniPurtroppo anche gli stessi pescatori non sono educati al rispetto di certe semplici regole a favore dell'ambiente.
A parte le immondizie si possono riconoscere triglie, merluzzi, totanetti, granchi, gamberetti, zanchette, rane pescatrici, polpi, sugarelli, piccoli gronchi e lumache di mare.
Inizia la prima selezione del pescato rigettando in mare le speci che non hanno valore commerciale (sic!) e l'immondizia. La precedenza viene data ai merluzzi (Merluccius merluccius) per il loro pregio e per la delicatezza delle loro carni.
Il pesce viene portato poi sul bancone di lavoro per la selezione definitiva.
(Segue)
Ultima modifica di Conte; 05/05/2007 alle 00:18
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