Emozioni
volatili, impressioni sterili
di mondi indicibili.
Mare che si incontra con altri mari,
terre emerse che svettano
su specchi d'acqua.
Suoni di navi da crociera,
odore di mare, sapore di
salsedine appiccicosa,colori
che si mischiano,
si fondono,
si avviluppano in spirali strambe e curiose.
Vento ogni mese all'anno,
venti che portano via tutto,
scirocco tramontana maestrale libeccio
che spirano indisturbati, selvaggi,
che scompigliano anime vaganti,
che danno un senso all'esistere.
Ore immobili fermi
a guardare suoni, a sentire luci,
a odorare sapori,
ad assaporare colori
ammalianti, giorni
taglienti
che passano via.
Terra che trema spesso,
mare calmo e furibondo,
storia di pittori,
di attori,
di battaglie inesistenti.
Esistere o meno
è la stessa cosa quando la rugiada mattutina bagna
strade deserte,
urli lontani,
calma furibonda,
echi d'assoluto.
Lo Stretto è largo, spesso,
quando la "lupa"non fa vedere nulla se non il biancore,
mentre le sirene delle navi bloccate in mezzo all'acqua ululano lamentose,
cigolano esaltate,
si innervosiscono nella calma più totale di una
nebbia fittizia.
Messina: una città sospesa,
un confine non varcabile,
un approdo sicuro
per cuori inermi,
città trasognata
e lunatica,
apatica e fiera,
amorfa e sfumata,
in questo cinema che è la vita.
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Nino..così mi fai commuovere !
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