Situazione davvero seria, al di là di quello che i valori numerici possano esprimere.
Gli accumuli pluviometrici ad oggi rilevati dalle stazioni mantovane si collocano in una forbice che va dai 160 ai 190 mm, caduti in 2 periodi, uno concentrato ai primi di febbraio e uno più esteso e diluito in maggio, cratterizzato nella prima fase da piogerelle di tipo autunnale e nella seconda da intensi ma brevi rovesci. Inesatto chiamarlo semplicemente accumulo annuo in quanto parte da fine novembre 2016, guaio è che la situazione si sta rimettendo sui consueti binari estivi, con la dissipazione imminenente della sacca artico-siberiana, molto viva fino ad adesso, la riproposizione della depressione centropolare, il ripristino della falla centro atlantica con l'omega sostanziale sul mediterraneo, che al massimo sarà tosato in alto, con immediata ripresa pressoria a seguire e scivolamento adriatico-balcanico. Un quadro prospettico non buono dal punto di vista precipitativo, quello termico mi preoccupa un po meno, e dipenderà dall'asse della cupola
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