Un amico di mia figlia si è ucciso un anno e mezzo fa.
Persona eccezionale, per le doti intellettuali e via dicendo.
Pilota d'aereo, poi studi di fisica, statistica, per anni aveva portato in centro Atlantico barche a vela cone Skipper, poi si era dedicato ad un cantiere navale. Giocava benissimo a ping pong
Lo avevo conosciuto molto bene, e mi è rimasta l'idea che non facciamo mai tutto quello che dovremmo per le persone con cui condividiamo un pezzo di vita. Ed al tempo stesso che difficilmente potremmo, data la profondità dei problemi che portano qualcuno al suicidio.
Come dice Marco, può essere un gesto "imposto" a qualcuno.
Che magari non s'accorge nemmeno di essere il vero bersaglio.
Così mi era parso al funerale di questo amico.
Si rimane fra un senso di colpa ed un senso di impotenza.