Mi fa ridere chi si scandalizza e dice: gli abbiamo dato una casa, un lavoro, ospitalità... e ci ripagano così!

Ne stipiamo una trentina in una camera fatiscente, facendogli pagare un affitto stellare... e lo definiamo "dargli una casa".

Li sfruttiamo, sottopagati, per lavori faticosi con orari massacranti o circondati di veleni, roba che gli italiani non vogliono fare... e lo definiamo "dargli un lavoro".

Li insultiamo con frasi razziste dalla strada alla televisione, sparandogli addosso quando vengono coi loro barconi e li lasciamo affogare... e lo definiamo "ospitalità".


La loro prigione non è più fatta di mura, ma è determinata dal “libero mercato”, che sfrutta la loro manodopera mandandoli a raccogliere arance e mandarini per le tavole dei benestanti. Pagati poche lire, controllati dall’andrangheta, gli immigrati di Rosarno sono costretti a vivere in gelidi capannoni fatiscenti, senz’acqua e senza servizi igienici, alla mercè di malattie e intemperie.E presi a pallottolate,così come se fossero sagome inanimate...