Infatti il mio post voleva proprio ironizzare su un'inesattezza così macroscopica in un atto legislativo di una regione. Si può interpretare quell'articolo, anziché in senso descrittivo, in termini prescrittivi (io Regione definisco venete le lingue ladina e cimbra perché sono nel mio territorio, cioè appongo loro l'attributo della veneticità tramite la mia sovranità sul territorio che controllo), ma allora diventerebbe una manifestazione di imperialismo culturale piuttosto grave e rozza. Di ladino stretto (ma anche di quello annacquato) così come di cimbro, i veneti non capiscono quasi niente, capiscono meglio il francese o lo spagnolo. Pare che abbiano grosse difficoltà a capire anche il bellunese un po' più arcaico dei paesini isolati parlato dagli anziani.
Circa i vari ladini, chiaramente ciascuno è contaminato con le lingue dei territori con i quali comunicava meglio. In Val di Fassa si dice "ensema" (=insieme) e "demò" (=solo) come a Gardolo e a Mattarello (frazioni di Trento) per esempio. Escludendo che sia ladino il gardolòt, è plausibile che gli scambi con Trento abbiano contaminato il ladino fassano con la lingua parlata a Trento e non col veneto. Essendo invece Cortina d'Ampezzo stata legata al Cadore, controllato da Venezia, per secoli, è altrettanto plausibile che si sia contaminato col veneziano. (non sono glottologo io, riporto quel che dice Pellegrini, questo qui http://it.wikipedia.org/wiki/Giovan_Battista_Pellegrini)
Vedere http://dilf.smallcodes.org/
Ultima modifica di Borat; 08/06/2010 alle 19:57
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