Io credo comunque che tutto parta da un difetto: non credo che un componente così di serie come una biella (a meno che non fosse un prototipo da sottoporre a stress test) possa rompersi a quel modo. Fra l'altro, vedendo le sedi, azzarderei nel dire che ha lavorato poco.
Il bombo ha una superficie alare di 0,7 cm² ed un peso di 1,2 grammi. Secondo i vigenti principi dell'aerodinamica è impossibile volare con tali caratteristiche. Ma il bombo non lo sa e quindi continua semplicemente a volare!
ma vedi che entrambe le rotture, sia a fatica che di schianto possono partire da un difetto. Solo che nel caso della rottura a fatica, l'origine è senza dubbio la cricca(dovuta poi a difetti diversi), mentre la rottura a schianto può avvenire anche per elevate variazioni tp di lavoro oppure per carichi impulsivi.
P.S. proprio vedendo il tipo di rottura...e le sedi come hai fatto tu, ho affermato che quella rottura o è a fatica oligociclica(ma con bassissimi cicli)...oppure è di schianto...e anche se fosse quest'ultima, poichè è caratterizzata da una veloce propagazione della cricca...la biella non deve aver lavorato tanto
Concordo.
Aggiungo che ho il sospetto che sia una frattura di tipo fragile cioè senza deformazioni evidenti del pezzo, quindi avvenuta ancora in campo elastico.
Il bombo ha una superficie alare di 0,7 cm² ed un peso di 1,2 grammi. Secondo i vigenti principi dell'aerodinamica è impossibile volare con tali caratteristiche. Ma il bombo non lo sa e quindi continua semplicemente a volare!
ah poi aggiungiamoci anche un altro dettaglio: non mi sembra che abbia avuto un accurata lavorazione questa biella post fonderia.
In particolare stai guardando quello scalino nel disaccoppiamento della sede del seeger?
Il bombo ha una superficie alare di 0,7 cm² ed un peso di 1,2 grammi. Secondo i vigenti principi dell'aerodinamica è impossibile volare con tali caratteristiche. Ma il bombo non lo sa e quindi continua semplicemente a volare!
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