
Originariamente Scritto da
Diamandis
Lo sviluppo delle civiltà e lo sviluppo economico vanno di pari passo. L'incremento di reddito pro capite e l'incremento delle scoperte scientifiche e miglioramenti tecnologici e tecnici e il connesso aumento del benessere sociale si è avuto dalla rivoluzione industriale ottocentesca grazie allo sfruttamento di miniere superficiali di carbone presenti massicciamente(allora)in molte nazioni occidentali dai climi freddo-temperati e il concomitante sfruttamento delle colonie africane,indiane,e australiane. Le quali per molte nazioni europee hanno preso il posto dopo l'altro storico enorme ( e deprecabile) sfruttamento, quello delle colonie americane che nel frattempo andavano acquisendo giusta indipendenza politica, dopo tante traversie. E' stata l'apertura verso il resto del mondo, spinta anche dall'intento evangelizzatrice cristiano, unito all'avidità di commercianti, impresari e governanti a far accumulare capitali di conoscenze e capitale industriale, che ha permesso, insieme alle nuove disponibilità energetiche e la disponibilità conseguente, tra l'altro, di costruire armi da guerra a potenziale maggiore, e quindi di sottomettere altri popoli e sfruttarli. Le nuove disponibilità energetiche ha fatto quindi utilizzare meglio nei Paesi occidentali, prima che altrove, le sue potenzialità industriali e belliche, e ha dato inoltre la possibilità di riscaldare meglio le case per viverci, facendo popolare sempre più zone fino ad allora molto meno urbanizzate che attualmente e persino zone dai climi freddi e sub-artiche dove spesso si viveva di allevamento, pesca, caccia, agricoltura di frontiera,piccolo commercio. Per cui l'utilizzo del vapore e l'elettricità prima e del petrolio poi hanno fatto sviluppare zone poco abitate e data la possibilità di condurre una maggiore vita sociale, in ambienti pubblici e privati più confortevoli. Se quindi il tenore di vita oggigiorno e da qualche decina di anni o addirittura un secolo è esploso in nord America, Europa centrale e settentrionale, e seppur in modo molto disomogeneo in Russia e Cina dipende da queste fonti di energia (gas,petrolio e carbone) che sono indispensabili per vivere a latitudini medio-alte più che a medio-basse latitudini dai climi temperati o caldi. Il problema però per le nazioni a clima freddo è che gradualmente l'intensità energetica delle nuove fonti va scemando inesorabilmente, per cui potrebbero inaspettatamente per molti ritornare indietro, sia relativamente alle nazioni dal clima più mite, che in termini assoluti
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