In sé è un episodio che non mi meraviglia più di tanto, in un paese in cui l'accesso alle armi è molto più libero che da noi, e possedere e circolare con armi è una cosa normale.
Chiaro che se lo vivi come un oggetto di uso corrente, che può essere utile ed è meglio avere con sé, la prima conseguenza logica è che man mano si abbassi la soglia di età per poter provare a usarlo. Poi, ci si è messa pure la coglionaggine e dei genitori e dell'istruttore, perché un conto è sparare al poligono con una pistola "da borsetta" e un altro con un'arma da guerra.
Il caso è venuto fuori perché ci è scappato il morto, ma secondo me non è un'eccezione, chissà quanti altri minori accompagnati entrano nei poligoni "per gioco".
Quanto alla bambina, ho il larvato sospetto che non sia nemmeno rimasta traumatizzata più di tanto, se era già cresciuta immersa in quella realtà (dai fatti di cronaca ai film, sempre più accessibili ai bambini).

E' tutta una questione di "cultura", per noi aberrante e a ragione. Ma questa è l'America, la stessa del West, dopo solo150 anni.

Tanto per dire, io sono di origini bresciane di valle, e da ragazzina ricordo nell'orto dietro la casa del nonno che lui metteva dei bersagli di carta e poi con mio padre e i cugini si sparava - sotto stretta sorveglianza - col fucile da caccia. L'ho visto fare anche in tempi recenti, sei in uno spazio privato, di fatto con un'arma, e inizi a insegnare a cacciare - lo sport locale... e mi astengo dai commenti - anche ai ragazzini di famiglia.

Quello che mi ha fatto più impressione sono i commenti sul web, del tipo: "una bambina dovrebbe giocare con le bambole", il che significa che per molti italiani medi, se si fosse trattato di un maschietto non sarebbe stato altrettanto grave...