Però c'è il blocco a 26 anni, come sottolineato.Originariamente Scritto da claudioricci
Da povero cittadino (lavoratore autonomo) mi chiedo come potrebbe essere affrontato differentemente il problema del "primo impiego", visto che il mondo pare voglia dimenticarsi in fretta i contratti stabili.
La situazione italiana è VERAMENTE molto peggiore, anzi, un 40enne che cerca lavoro deve pregare seriamente di riuscire a trovarne uno.
Purtroppo in Italia siamo cresciuti con il mito delle mega-imprese "alla Fantozzi": i 50enni di oggi ci fanno studiare con la speranza di un posto fisso dai 25 ai 65 anni nella stessa azienda.
Ma sono 50enni che hanno lavorato in FIAT, in Montecatini, in SNIA: aziende che avevano una micro-societÃ* al loro interno (colonie estive/invernali per i figli dei dipendenti, medici interni, asili interni, spacci interni...).
Il mondo del lavoro è PROFONDAMENTE cambiato e in Italia secondo me stiamo patendo maggiormente questo mutamento proprio a causa di queste abitudini del passato.
Di contro, se come giovane lavoratore mi vedessi incentivato da contratti anche a termine, ma che rispettino la mia carriera scolastica e lavorativa pregressa, non avrei nulla in contrario al precariato fino ai 26 (anche 30) anni: ovviamente oltre quella soglia mi aspetto che gli stessi contratti ipotizzati dignitosi prevedano ampie possibilitÃ* di stabilitÃ*.
Stefano Giorgetti
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