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  1. #11
    Administrator forum MNW L'avatar di Adrisessanta
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    Predefinito Re: Ieri sono stato ad Arese

    Citazione Originariamente Scritto da claudioricci
    Mo pure le macchine brutte è copa di Prodi ? Un tempo c'era "PIOVE
    GOVERNO LADRO"! Adesso qualunque cosa, è colpa di Prodi?

    vi insegnano così al direttivo di FI?

    poveri noi....

    Allora, cmq, incolpa Prodi per macchine peggiori, giÃ* che ci sei...
    tipo la DUNA , la REGATA, o anche, che ne so,macchine straniere...
    tanto è sempre colpa dei "comunisti", no ?

    ah, ieri, piantando un chiodo, mi sono acciacato lu dito : è sicuramente
    colpa di Prodi, scommetto che il Martello l'ha fatto lui (del resto, "Falce e
    Martello", no ? )



    Cl.
    Claudio, va tranquillamente a cagher, tu, Prodi, Fi FO e FU!


    Ti riporto un mio messaggio postato su di un forum dedicato alla 159 nel quale un tizio, avendo visto Prodi in una concessionaria mentre guardava la 159 se ne usciva dicendo che appunto Prodi è un alfista!

    Il famigerato IRI, Istituto per la Ricostruzione Industriale, nasce nel 1933 sull'onda della crisi finanziaria mondiale in seguito al crak finanziario del 1929.
    Ufficialmente si occupa di rilevare banche e aziende in difficoltÃ* per il salvataggio e successivo rilancio.
    Ed è così che Alfa Romeo in quegli anni cade sotto il controllo di IRI.

    Ma veniamo subito al momento topico di IRI/Alfa Romeo/Prodi.

    Nel 1986 l’Alfa Romeo appartiene allo Stato attraverso l’IRI, che a sua volta controlla Finmeccanica.

    Nei 12 anni precedenti, non un solo bilancio in attivo e migliaia di miliardi di “soldi pubblici” per permettere all’Alfa di sopravvivere, il “grosso” nel biennio ’85-86, oltre 1.000 miliardi di allora.

    Il Governo decide di vendere l’Alfa per recuperare il più possibile.

    Finmeccanica parla con Chrysler e Fiat, ottenendo due secchi rifiuti: “non conviene investire sull’Alfa, è un buco nero“.

    A questo punto si fa avanti la Ford, che offre 4.000 miliardi in contanti, 10.000 di investimenti sull’Alfa nei successivi 4 anni, e tutte le possibili ed immaginabili garanzie per i lavoratori.

    L’offerta viene messa nero su bianco il 20 maggio 1986, formalizzata il 30 settembre, validitÃ* fino al 7 novembre.

    Per la prima volta nella storia PCI e CGIL rinunciano a bruciare bandiere USA e applaudono incondizionatamente la proposta, che a tutti, per fortuna, pare giÃ* un accordo perché non esistono sul mercato altri soggetti in grado di offrire qualcosa di più del “miracolo Ford”.



    Il 24 ottobre la FIAT ufficializza una controfferta, anziché 4000 miliardi in contanti, ne offre 1205 a rate, con prima rata dopo 8 (otto) anni (quindi prezzo di acquisto “attualizzato” intorno ai 300 miliardi....... ), anziché 10.000 miliardi di investimenti nei successivi 4 anni, ne propone meno di 1.000 ( ), e, anziché garantire i posti di lavoro esistenti e crearne centinaia di nuovi, parla subito apertamente di “tagli di personale per rilanciare la competitivitÃ*” ( ).

    A tutti pare ovvio che verrÃ* accettata l’offerta Ford, più vantaggiosa da tutti i punti di vista.

    Problema: nel 1986 è presidente dell’IRI un certo Romano Prodi.

    Casualmente, Prodi accetta l’offerta FIAT...

    Ma facciamo ancora un piccolo passo indietro e cerchiamo di capire perchè Prodi è finito all'IRI.
    De Mita, divenuto segretario della DC nel maggio 1982, inaugura il suo ingresso nell’establishment laico e progressista, ai primi di luglio, nell'attico romano di Carlo De Benedetti.

    Il padrone di Repubblica e de L’Espresso, in quell'occasione, fece incontrare De Mita con Scalfari, Spadolini (allora Presidente del Consiglio), Ottone, Carli, Ossola, Ruffolo e Maccanico, segretario generale del Quirinale.

    Da quell’incontro nasce l’imposizione di Prodi alla presidenza dell’IRI. Scelta dovuta per contrastare il PSI di Craxi che, con la vittoria elettorale e l'insediamento a Palazzo Chigi, aveva fatto saltare il «patto» tra DC e PCI sulla spartizione del potere. Infatti, stante la presenza dell'Italia nella NATO e il sistema economico del Paese, il Partito comunista non poteva entrare, purtroppo, nel governo. Per sopperire a questa «incongruenza politica» le istituzioni del Paese erano state configurate in maniera tale da permettere ai comunisti di far sentire il loro peso, pur non permettendo l'alternanza tra maggioranza e opposizione alla guida dello Stato.

    Il Partito socialista di Craxi, visceralmente anticomunista, aveva spezzato questa catena ed ecco, quindi la nomina di Prodi alla presidenza dell’IRI, per riaffermare la presenza di una sinistra cattolica e socialista filo-comunista.

    Prodi per sette anni diresse l’IRI, sfruttandolo anche per far assegnare commesse da parte di aziende del gruppo a favore di Nomisma, la sua societÃ* bolognese di consulenza. Prodi uscì indenne dai processi perché le aziende erano societÃ* per azioni di diritto privato e quindi i dirigenti non erano qualificati come pubblici ufficiali. Mani Pulite cambierÃ* anche questo, per cui le societÃ* controllate da enti pubblici sarebbero state considerate tutte operanti nell'interesse pubblico, con le relative conseguenze per gli amministratori.

    Al termine dei sette anni, Prodi lasciò la Presidenza dell’ente, dopo aver «lottizzato come un democristiano». 170 nomine, delle quali, ben 93 (il 54,7 per cento) assegnate a esponenti democristiani «di sinistra».

    Giocando sulle parole e sull’interpretazione dello statuto dell’Ente, Prodi vantò utili inverosimili (12 miliardi e 400 milioni nel 1985). La Corte dei Conti, magistratura di sorveglianza, chiarì le menzogne: «Il complessivo risultato di gestione dell’Istituto per il 1985, cui concorrono... sia il saldo del conto profitti e perdite sia gli utili e le perdite di natura patrimoniale, corrisponde a una perdita di 980,2 miliardi, che si raffronta a quella di 2.737 miliardi consuntivata nel 1984». La Corte, inoltre, segnalava che le perdite nette nel 1985 erano assommate a 1.203 miliardi contro i 2.347 miliardi del 1984. Nei sette anni di gestione Prodi, il netto patrimoniale dell’IRI si dimezzò, passando da 3.959 a 2.102 miliardi: la spiegazione è semplice, si era mangiato il capitale.

    La conferma di tutto questo si trova nell’indebitamento dell’Istituto, salito dal 1982 al 1989 da 7.349 a 20.873 miliardi (+184 per cento), e quello del gruppo IRI da 34.948 a 45.672 (+30 per cento).

    Se questo è un Alfista...



    La cosa più bella della neve? Il silenzio che l'accompagna nella caduta. Un silenzio non imposto, che dovrebbe essere la norma e invece è l'eccezione, tanto da gridare alla "calamità naturale". Forse non è la neve, ma il silenzio ad essere visto con sospetto. Nel silenzio si ascolta, nel silenzio si ragiona. Il silenzio, come la neve, non è noia, è gioia. Dovrebbe nevicare più spesso.

  2. #12
    Uragano L'avatar di C.R.
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    Predefinito Re: Ieri sono stato ad Arese

    Citazione Originariamente Scritto da marcobuffa
    Beh, allora l'Alfa era di proprieta' dell'IRI, che le impose scelte economiche discutibili, che produssero auto discutibili (una per tutte l'ARNA), che portarono alla svalutazione del marchio, alla crisi e successivamente alla cessione (anche se fu in realta' un regalo) alla FIAT e quindi alla fine dell'Alfa.

    E allora, il presidente dell'IRI, che si occupo' personalmente della questione FORD o FIAT, era Romano Prodi.

    La catena e' un po' lunga, in effetti

    Non sono l'avvocato difensore di Prodi, probabilmente nemmeno voterò Lui alle
    "primarie"...

    ...ma magari, quelle sue scelte servirono a non far licenziare qualche Migliaio di Operai, rischio che la FIAT ha corso SPESSO anche in tempi
    non lontani, e credo anche altre case Automobilistiche prima che diventassero
    TUTTE (In Italia) dello Stesso Padrone...

    certo, l'ARNA fa davvero SCHIFO, Madonna....

    a me faceva schifo pure l'ALFASUD, con quella Vernice che cadeva a pezzi...

    e poi il nome, come a dire, "ALFA DI SERIE B PER TERRONI"....



    cl.
    "S'è la notizia fossi confermata sarò zio."

  3. #13
    Calma di vento L'avatar di marcobuffa
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    Predefinito Re: Ieri sono stato ad Arese

    Citazione Originariamente Scritto da claudioricci
    Non sono l'avvocato difensore di Prodi
    Neanche io, e non lo demonizzo per questa "scelta discutibile"...

    Citazione Originariamente Scritto da claudioricci
    ...ma magari, quelle sue scelte servirono a non far licenziare qualche Migliaio di Operai, rischio che la FIAT ha corso SPESSO anche in tempinon lontani, e credo anche altre case Automobilistiche prima che diventassero TUTTE (In Italia) dello Stesso Padrone...
    Il motivo di quella scelta non e' ancora chiarissimo, ma pare fosse ricondicibile al fatto che "siamo in Italia, vendiamo solo agli italiani che gli americani ci licenzieranno tutti".

    I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la casa automobilistica piu' prestigiosa del mondo ridotta a tenere in piedi per miracolo un colosso fallimentare italiano, che ha sprecato tutte le competenze che gli furono regalate dall'IRI. E adesso si' che si licenzia, e passando davanti allo stabilimento di Arese, non ci sono scritte delle belle cose, sugli striscioni appesi.

    Siamo alla frutta, in FIAT. Il futuro dell'automobilismo italiano e' in mano a 3 auto: Grande Punto, Croma (mamma mia) e 159
    Citazione Originariamente Scritto da claudioricci
    certo, l'ARNA fa davvero SCHIFO, Madonna....
    a me faceva schifo pure l'ALFASUD, con quella Vernice che cadeva a pezzi...
    Beh, questo e' assodato. E l'Alfasud soffriva di ruggine per le lamiere cinesi e giapponesi di cui era fatta, che arrivavano in Italia via mare incrostate di salsedine.

    Citazione Originariamente Scritto da claudioricci
    e poi il nome, come a dire, "ALFA DI SERIE B PER TERRONI"....
    Eh eh, e cosa vogliamo dire di "Arna, e sei subito alfista!"

    Marco

  4. #14
    Administrator forum MNW L'avatar di Adrisessanta
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    Predefinito Re: Ieri sono stato ad Arese

    Citazione Originariamente Scritto da marcobuffa

    I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la casa automobilistica piu' prestigiosa del mondo ridotta a tenere in piedi per miracolo un colosso fallimentare italiano, che ha sprecato tutte le competenze che gli furono regalate dall'IRI. E adesso si' che si licenzia, e passando davanti allo stabilimento di Arese, non ci sono scritte delle belle cose, sugli striscioni appesi.

    Siamo alla frutta, in FIAT. Il futuro dell'automobilismo italiano e' in mano a 3 auto: Grande Punto, Croma (mamma mia) e 159
    Non puoi immaginare che cosa si prova entrando in quel mastodontico stabilimento!
    Erbacce dappertutto, fogliame e detriti vari dinnanzi ai portoni e all'interno, gocciolamenti d'acqua, pezzi di vetture e motori abbandonati in ogni dove..
    Piange davvero il cuore!


    Più volte durante la giornata ho avuto quest'impressione ovvero che siamo davvero all'ultima spiaggia.
    L'ho intuito più che altro da come cercavano di spingere sulla qualitÃ* della nuova nata, la 159.
    Anche durante il bellissimo filmato sulla storia della 75 vi era un corposo pezzo riguardante appunto la 159 (commentato dall'ing. Fugazza responsabile del progetto 159) nel quale veniva messa al confronto con serie 3 di BMW elencandone tutti i punti che a loro detta erano migliori di quest'ultima.

    Credo proprio che se questi tre modelli faranno flop sarÃ* la fine di Fiat!



    La cosa più bella della neve? Il silenzio che l'accompagna nella caduta. Un silenzio non imposto, che dovrebbe essere la norma e invece è l'eccezione, tanto da gridare alla "calamità naturale". Forse non è la neve, ma il silenzio ad essere visto con sospetto. Nel silenzio si ascolta, nel silenzio si ragiona. Il silenzio, come la neve, non è noia, è gioia. Dovrebbe nevicare più spesso.

  5. #15
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    Predefinito Re: Ieri sono stato ad Arese

    Due anteprime succose sempre ieri al Centro Stile.
    Seppur ancora pesantemente camuffata, ecco la 159 SportWagon.





    Forza Alfa!







    La cosa più bella della neve? Il silenzio che l'accompagna nella caduta. Un silenzio non imposto, che dovrebbe essere la norma e invece è l'eccezione, tanto da gridare alla "calamità naturale". Forse non è la neve, ma il silenzio ad essere visto con sospetto. Nel silenzio si ascolta, nel silenzio si ragiona. Il silenzio, come la neve, non è noia, è gioia. Dovrebbe nevicare più spesso.

  6. #16
    Calma di vento L'avatar di marcobuffa
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    Predefinito Re: Ieri sono stato ad Arese

    Citazione Originariamente Scritto da Adriano 60
    Non puoi immaginare che cosa si prova entrando in quel mastodontico stabilimento!
    Erbacce dappertutto, fogliame e detriti vari dinnanzi ai portoni e all'interno, gocciolamenti d'acqua, pezzi di vetture e motori abbandonati in ogni dove..
    Mamma mia...


    Citazione Originariamente Scritto da Adriano 60
    Credo proprio che se questi tre modelli faranno flop sarÃ* la fine di Fiat!
    La 159, attualmente, mi pare l'unica ad avere i numeri per vendere, purtroppo.
    La Punto e' piccola, a dispetto del nome, e costa un sacco di soldi rispetto alla concorrenza (oppure ha meno roba a bordo e costa uguale), e la Croma e' inguardabile, molti parlano gia' di Multipla II.

    Boh, speriamo bene...
    Marco

  7. #17
    Burrasca L'avatar di jacksinclaire
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    Predefinito Re: Ieri sono stato ad Arese

    Citazione Originariamente Scritto da marcobuffa
    Mamma mia...



    La 159, attualmente, mi pare l'unica ad avere i numeri per vendere, purtroppo.
    La Punto e' piccola, a dispetto del nome, e costa un sacco di soldi rispetto alla concorrenza (oppure ha meno roba a bordo e costa uguale), e la Croma e' inguardabile, molti parlano gia' di Multipla II.

    Boh, speriamo bene...
    La punto è lunga 403cm(nessuna eccetto forse la New Clio è grande uguale nel segmento)e con 11700 euro hai tutto quel che deve avere una macchina:clima,cerchi in lega,airbag e autoradio. se vuoi di più,paghi di più come con gli altri costruttori...per inciso,lo stesso equipaggiamento sulla nuova Clio
    costa 13700 euro ed ha un 1.4 con in pratica gli stessi cavalli del 1.2 punto.
    e te lo dice uno che non ama particolarmente le fiat.
    Ci vuole l'Atlantico!
    "Per quanto io sia paziente di perturbata con clacson a prescindere, tu mi hai veramente ovombolato il cipollotto aspergicato." Ciao Tub!

  8. #18
    Administrator forum MNW L'avatar di Adrisessanta
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    Predefinito Re: Ieri sono stato ad Arese

    Citazione Originariamente Scritto da marcobuffa
    La 159, attualmente, mi pare l'unica ad avere i numeri per vendere, purtroppo.
    La Punto e' piccola, a dispetto del nome, e costa un sacco di soldi rispetto alla concorrenza (oppure ha meno roba a bordo e costa uguale), e la Croma e' inguardabile, molti parlano gia' di Multipla II.

    Boh, speriamo bene...
    Concordo più o meno con te.
    Per la 159 aspetto sabato a pronunciarmi. Sono infatti riuscito ad "imbucarmi" in un test drive sulla pista privata di Balocco e appunto sabato avrò l'opportunitÃ* di provarla dove meglio può esprimere il carattere di una vera Alfa.

    Per il momento il mio giudizio è infatti sospeso tra il fascino della sua linea e il peso un poco oltre la media, per non parlare delle motorizzazioni benzina che per quanto riguarda il V6, nonostante testate ed accessori vari siano made in Alfa, deriva da un monoblocco GM assemblato in Australia... una vera bestemmia per l'alfista puro!
    E non mi si venga a raccontare la barzelletta delle economie di produzione visto che BMW ad esempio si fa tranquillamente tutto da se e sopravvive più che degnamente.

    Per la Punto sono un tantino più favorevole rispetto al tuo parere mentre concordo in toto su Croma.



    La cosa più bella della neve? Il silenzio che l'accompagna nella caduta. Un silenzio non imposto, che dovrebbe essere la norma e invece è l'eccezione, tanto da gridare alla "calamità naturale". Forse non è la neve, ma il silenzio ad essere visto con sospetto. Nel silenzio si ascolta, nel silenzio si ragiona. Il silenzio, come la neve, non è noia, è gioia. Dovrebbe nevicare più spesso.

  9. #19
    Calma di vento L'avatar di marcobuffa
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    Predefinito Re: Ieri sono stato ad Arese

    Citazione Originariamente Scritto da jacksinclaire
    La punto è lunga 403cm(nessuna eccetto forse la New Clio è grande uguale nel segmento)e con 11700 euro hai tutto quel che deve avere una macchina:clima,cerchi in lega,airbag e autoradio.
    Restano fuori giusto giusto un paio di dettagli, tipo il 5' posto a pagamento (50¤), il sedile sdoppiato, il 3' poggiatesta e le due portiere posteriori, che costano 640¤ solo loro.

    E poi il bagagliaio e' piccolo, piu' piccolo della sua sorella "non grande", perche' l'hanno allungata nel cofano, mantenuta uguale nell'abitacolo e ristretta nel bagagliaio.

    Ah, ovviamente se va bene il 1.2 benzina...

    Marco

  10. #20
    Calma di vento L'avatar di marcobuffa
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    Predefinito Re: Ieri sono stato ad Arese

    Citazione Originariamente Scritto da Adriano 60
    per non parlare delle motorizzazioni benzina che per quanto riguarda il V6, nonostante testate ed accessori vari siano made in Alfa, deriva da un monoblocco GM assemblato in Australia... una vera bestemmia per l'alfista puro!
    Quel V6 che sottintendi ha 40 anni, ormai. L'hanno rivisto mille volte, e' un gioiello, ma ormai non ce la fa piu'.

    Era l'ultimo motore Alfa Romeo sopravvissuto, ed e' durato 40 anni.

    Citazione Originariamente Scritto da Adriano 60
    E non mi si venga a raccontare la barzelletta delle economie di produzione visto che BMW ad esempio si fa tranquillamente tutto da se e sopravvive più che degnamente.
    BMW vende, non e' alla frutta.

    Ha saputo mantenere alta la sua immagine, migliorandola sempre anche in momenti bui della propria storia, anche nel campo delle motociclette. E tra l'altro, si e' portata in casa gran parte delle competenze Alfa Romeo che in FIAT hanno emarginato, e la clientela che una volta comprava l'Alfetta e ora non vuole una FIAT anche solo per la TA.

    E oggi, puo' addirittura permettersi di fare auto esteticamente discutibili
    Marco

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