un conto è sugli spalti, dove purtroppo il cretino di turno c'è sempre, un conto è che un tesserato aggredisca un giocatore...Originariamente Scritto da Gravin
mi sembra un bel pò diversa la storia...
cmq per la cronaca...
direttore generale Gasparin durissimo e allibito. Probabile squalifica del campo di Avellino, ma il risultato non cambierÃ*
«Mai vista una cosa del genere»
Avellino. (ma. ma.) «Devo dire che pensavamo che potesse accadere nelle zone attigue agli spogliatoi o nel sottopassaggio e invece è successo in campo. Ed è indescrivibile, inaccettabile, inconcepibile». Il direttore generale biancorosso Sergio Gasparin non le manda a dire a corrida finita. Parla così dell’aggressione a Sterchele. C’è chi, poco prima, lo ha sentito sussurrare: «Eravamo pronti al tunnel, ma in campo... ». C’è stupore misto a rabbia per il clima in cui s’è trovato il Vicenza, non certo quello di una sfida sportiva, per quanto importante per il risultato.
E a tal proposito Gasparin ricorda: «Noi l’anno scorso abbiamo giocato gare anche più importanti di questa e quella ai playout l’abbiamo pure persa ma la Triestina non ha avuto alcun problema né in campo né fuori. Quello che ho visto qui oggi non l’avevo mai visto».
Che cosa ha visto il dg, che parla in un angolo della sala stampa mentre al tavolo sta cercando di dire la sua Camolese, a cui invece saltano su i giornalisti locali senza che nessuno del club irpino (ma chi sono?) intervenga? «Ho visto una persona, con la divisa dell’Avellino, entrare in campo e colpire Sterchele: un episodio gravissimo. Ancor più - prosegue Gasparin - perché questa persona è poi partita di corsa e ha fatto mezzo giro del campo per scappare senza che lo fermasse nessuno di tutti quelli che erano in campo oggi ad Avellino, ma quanti erano? Questa persona è uscita dal terreno di gioco dall’ingresso degli spogliatoi, percorrendo il sottopassaggio, non scavalcando la rete e trovando quindi una situazione di complicitÃ* e di omertÃ* tra i tifosi. E tutto ciò rende ancora più grave l’accaduto».
Che cosa succederÃ* adesso? «Ci sono i filmati, ci saranno i referti dell’arbitro, dei guardalinee, del quarto uomo, vedremo i provvedimenti del giudice: io non voglio né giustizia sommaria né provvedimenti esemplari - conclude un esacerbato Gasparin - ma semplicemente che venga applicato il regolamento rispetto a quanto è accaduto ad Avellino oggi, qualcosa che, ripeto, non avevo mai visto».
C’è chi dirÃ* magari che il Vicenza va in cerca di alibi per la sconfitta, qui ad Avellino lo stanno giÃ* dicendo. «Sbagliato, io non voglio fornire alibi alla squadra che, nel secondo tempo, non mi è piaciuta per niente». Però... però a calcio non si giocava più.
Quando il giudice sportivo esaminerÃ* i referti arbitrali che cosa deciderÃ*? L’ipotesi più probabile è la squalifica del campo dell’Avellino.
Il risultato. Non cambierÃ*, purtroppo per il Vicenza. Dunque i tre punti resteranno all’Avellino. Avrebbe potuto finire diversamente se Sterchele avesse abbandonato il campo.
Il danno. Se il Vicenza fosse stato costretto a cambiare il portiere in conseguenza dell’aggressione subita da Sterchele, il club biancorosso avrebbe potuto chiedere la vittoria a tavolino. Ma Sterchele ha proseguito e concluso la partita e il Vicenza non ha presentato riserva scritta al termine della gara. Perciò il risultato acquisito sul campo verrÃ* omologato.
La sanzione. È prevedibile che l’Avellino paghi con la squalifica del suo terreno di gioco, che lo costringerebbe a disputare in campo neutro la partita casalinga nella serie dei playout che dovrÃ* disputare per tentare di restare in serie B.
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Lavoro: Brendola - casello di Montecchio Maggiore (VI)
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Tensione da playout
Camolese: «Questo non è calcio»
L’allenatore furibondo denuncia il comportamento antisportivo ad Avellino
di Alberta Mantovani
Non riuscire nemmeno a parlare, a dire le proprie ragioni, giÃ* questo è difficile da spiegare. Perché Camolese non si è trovato in mezzo ad un gruppo di tifosi esagitati, no, era semplicemente in sala stampa, al Partenio, ma il clima era tale da rendergli praticamente impossibile la conferenza stampa del dopogara. Così per poter avere la sua versione dei fatti e capire il suo stato d’animo l’unica è stata rintracciarlo via cellulare, in aeroporto, a Napoli. E quello che colpisce subito è che mai come stavolta il tecnico è arrabbiato. Non urla, non inveisce, quando uno è educato lo è sempre, ma il tono di voce è tagliente e durante la conversazione spesso si ferma per dire: sono molto arrabbiato.
- Senta, come mai in sala stampa si è fermato solo pochissimi minuti?
«Ovviamente quasi tutti i giornalisti erano di Avellino, mi è stato chiesto un commento sulla gara ed ho risposto che mentre nel primo tempo c’erano state le condizioni per giocare, nel secondo non c'erano più state e di calcio se ne era visto ben poco… sono stato zittito, ripreso… lasciamo perdere, a quel punto sono venuto via».
- Un secondo tempo in cui è successo di tutto.
«Esatto, peccato che col calcio non c’entrasse proprio nulla: idranti che partono, giocatori sempre a terra, finto buco sulla rete, a bordo campo decine e decine di persone, l’episodio capitato a Sterchele. E si possono commentare queste cose? Io faccio l’allenatore e vorrei parlare di calcio».
Poi quasi sussurrando tra sé e sé: «Sono molto, molto, molto arrabbiato. Non chiedo e non pretendo nulla se non vedere la mia squadra trattata in modo giusto».
- Ma è vero che Sterchele voleva uscire dal campo?
«In quel momento c’era una confusione terribile, davvero c’era un sacco di gente a bordo campo e ad un certo punto ho visto Gino dare in escandescenze, temevo si facesse buttare fuori e avevo pure detto a Marcon di prepararsi, poi Sterchele è venuto da me e mi ha raccontato cosa era successo. Era furibondo, in un primo tempo voleva uscire, ho cercato di tranquillizzarlo, poi mi ha assicurato che se la sentiva di proseguire. Mi dicono che per televisione si è visto tutto in modo chiaro, meno male, altrimenti magari dicevano pure che ci eravamo inventati le cose».
- I giocatori come erano a fine partita?
«A fine partita? Durante la partita: alcuni, i più giovani, e ne avevamo tanti con noi, erano spaventati, altri erano molto arrabbiati. Posso dire una cosa, così, a caldo, ma che mi viene spontanea? Fategli sentire tutto il vostro calore in questa settimana, fategli sentire che avete capito cosa hanno subito in questa partita, che tutta Vicenza è pronta a stare al loro fianco nell’ultima gara al Menti».
- Può affermare che ad Avellino c’è stato un clima di intimidazione?
«Sì, anzi va proprio detto, l’ospitalitÃ* è altra cosa, lo sport pure; rimane il fatto che nella casella i tre punti restano a loro e questo mi fa arrabbiare molto».
- Proprio in questo momento, in cui si sta cercando di fare pulizia nel calcio, succedono di queste cose…
«E provo una grande amarezza; Avellino e Vicenza si giocavano una posta importante, la permanenza in serie B, ci sta che in campo si lotti e pure aspramente, ma tutto il resto no, non è calcio, ma soprattutto non si può condizionare così una gara, spero di non rivedere mai più certe cose… sapevamo che avremmo trovato un ambiente caldo… questo ci sta, quanto avvenuto ad Avellino però è al di fuori del calcio».
- Lei si sente un po’ derubato da questo risultato?
«Intanto i tre punti li hanno presi loro e noi dobbiamo ancora star qui a soffrire… ho tante di quelle sensazioni in questo momento, sono arrabbiato, ma così tanto... è dall’inizio della stagione che facciamo sacrifici, vorremmo solo poterci giocare le nostre carte in modo corretto, non chiediamo niente, solo di giocare a calcio, lo dico sempre, voi lo sapete bene: il verdetto del campo va accettato. Ma del campo, sia chiaro!».
- La cosa che le ha fatto più male?
«Non scherzo, ho provato ribrezzo quando a fine partita mi sono trovato fuori dallo spogliatoio uno che mi ha detto essere un dirigente dell’Avellino, voleva spiegarmi cosa era successo».
- Ci può raccontare meglio questo episodio?
«Certo, mi sono trovato questo signore e gli ho detto: si qualifichi. E lui: sono De Mita, un dirigente dell’Avellino volevo spiegarle… non l’ho nemmeno fatto finire, gli ho detto che non avevo nessuna intenzione di sentire le sue spiegazioni, che si dovevano solo vergognare. Poi che spieghi? Allora domenica prossima anche noi mettiamo duecento persone a bordo campo, il fatto è che chissÃ* perché a Vicenza se c’è anche una sola persona fuori posto ti richiamano, da noi tutti ligi, tutti fiscali!».
- Stavolta il suo famoso self control non ha retto.
«Eh no, eppure mi sto giÃ* dicendo che devo ritrovare al più presto il mio equilibrio, io non posso permettermi di essere arrabbiato e di non ragionare, per il bene del Vicenza devo ritrovare subito la luciditÃ* per poter far lavorare al meglio i miei giocatori in questa settimana che sarÃ* durissima. Però lo ridico: state vicini a questi ragazzi, lo meritano».
Avellino (Italpress) A fine gara, l’allenatore dell’Avellino, l’ex biancorosso Franco Colomba, assai provato, dice: «Con un piede siamo allo spareggio, ma adesso nella gara di Terni mi attendo di metterceli tutti e due e di giocarci questa benedetta serie B ai playout. La gara col Vicenza è stata di una sofferenza indicibile, perché gli avversari sono venuti determinati e in avvio ci hanno sorpreso in virtù di una forse loro maggiore tranquillitÃ*. Purtroppo noi da otto mesi non siamo mai stati sereni perché l’obiettivo pare sfuggirci in ogni occasione e questo purtroppo aumenta l’ansia e la tensione nei giocatori. L’importante è aver battuto il Vicenza perché la posta in palio era altissima e la squadra ha dimostrato compattezza, saldezza di nervi, e la voglia di raggiungere la permanenza. Sì, non posso negarlo che abbiamo tremato a lungo specie dopo il gol stupendo di Cavalli creato dal nulla, e siamo stati bravi a non correre dopo ulteriori rischi. Quando giochi contro tre frecce che si chiamano Zanini, Schwoch e Cavalli, rischi sempre di prendere gol, e se avessimo subito il raddoppio per noi sarebbe stata la fine. Quindi onore e merito a questa squadra per non aver perso la testa e di aver caparbiamente cercato la rimonta senza mai disunirsi».
Sull’arbitraggio di Banti, Colomba glissa: «Gli episodi ci sono stati e li avete visti. Purtroppo, mi spiego queste vicende per il momento che stiamo vivendo in cui vi è troppa tensione. Certo, l’arbitro mi è parso quanto mai frettoloso nel giudicare in alcune circostanze, ma è inutile stare qui a soffermarsi e fare processi».
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Il portiere racconta di essere stato colpito con uno schiaffo da un tesserato dell’Avellino entrato in campo dopo il gol del 2-1 e poi scappato dal sottopassaggio
Sterchele: «Volevo abbandonare la gara»
Avellino. (ma. ma.) Sul sedile in fondo del pullman biancorosso, con i giovani Grighini e De Mattia che hanno lo sguardo di chi non può che essere rimasto scosso da quanto ha visto e sentito. Gino Sterchele parla a spizzichi, sbocconcella le parole, non ha paura, qualche battuta ai microfono l’ha detta anche giù dal pullman, peraltro in mezzo a troppa gente, che non aveva certo la tessera di giornalista in tasca.
Si sfoga. «Quello è entrato in campo, è venuto ad esultare vicino a me, mi ha dato uno schiaffo, un tesserato, stava vicino alla panchina... non è una cosa possibile». Ne ha viste Supergino, eppure fatica a frenare un sentimento che un misto di rabbia, indignazione, delusione per il calcio calpestato. «Sono schifato» lo hanno sentito dire a caldo. E l’arbitro che ha detto? «Che ha visto tutto, che scriverÃ* tutto, speriamo, voglio vedere».
Rivede l’episodio, il portiere biancorosso, conferma: «Sì, volevo uscire, non ero più in condizione di giocare, è stata un’aggressione, più di così... mi è stato consigliato di restare in campo per non creare ancora più casino, ma adesso che è finita la partita non mi va assolutamente di sorvolare su questa cosa, gravissima».
Soppesa, gli si rivolta lo stomaco. «È successo a me che ho 36 anni, e se capitava a un ragazzo di 20 anni? Come ne sarebbe uscito? Tutte ’ste minacce ’ste cose... non esiste, non esiste». Lo ripete quasi ancora non ci credesse.
«La partita non l’ha vinta l’Avellino - riprende calcando la voce - l’ha vinta altra gente, al di fuori, che sia ben chiaro».
- È stata una corrida più che una partita? «Certamente, adesso spero che prendano provvedimenti, se non fanno niente, giÃ* sono vecchio, allora è giusto che smetta».
Gli altri “grandi vecchi” del gruppo scuotono la testa, da Schwoch a Carbone, mai visto neanche loro cose del genere, qualcosa si aspettavano, ma non così. Figurati uno come Padoin, la personificazione dell’educazione e del fair play: il fallo del presunto rigore? Lo sguardo con cui risponde vale più di tante parole, è lo stesso dei tanti con la divisa biancorossa: pronti a ripartire, a preparare l’ultima gara di campionato, contro il Rimini sconfitto in casa dal Bologna, che ora diventa decisiva. Via da qui, da questa domenica bestiale, da una sconfitta che avvilisce lo sport.
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e per finire (per oggi)
Lo hanno notato in molti: se non c’era Fascetti... Nella trasmissione della Rai dedicata alla s
Lo hanno notato in molti: se non c’era Fascetti... Nella trasmissione della Rai dedicata alla serie B, il "90° minuto" della serie cadetta, l’episodio, clamoroso, del tesserato dell’Avellino che va a colpire Sterchele dopo il gol del del 2-1 della squadra irpina era stato appena sfiorato, come se non avesse importanza, come se non fosse gravissimo. S’era parlato quasi di più dei rigori reclamati a getto continuo dall’Avellino...
Ma ci ha pensato Eugenio Fascetti, ex allenatore del Vicenza ed opinionista della trasmissione a richiamare l’attenzione sull’inqualificabile episodio e ad insistere così tanto sul conduttore da “costringerlo” in pratica a tornare sull’argomento e soprattutto a far vedere le immagini. Grazie Fascetti, che evidentemente non s’è dimenticato di aver guidato la squadra biancorossa e che ha evitato soprattutto a mamma Rai una clamorosa scivolata, quale sarebbe stata l’ignorare (ma che distratti...) il fattaccio
Michele, spero tu ti prenda un quarto d'ora per leggere quello che è successo VERAMENTE.
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Io so soltanto che avete un allenatore chiavica e che l'eventuale retrocessione vostra sarÃ* da ricondurre esclusivamente alla sua negligenza calcistica...
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sempre detto che Camolese fa schifo, è un catenacciaro old-stile.
Se vieni sul forum del Vicenza vedrai che è da fine ottobre che lo dico.
Ma questo non c'entra niente con l'argomento del mio post.
Certo che vedere queste cose, dopo tutto quello che è saltato fuori...
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tranquillo Verza la salvezza nn dovrebbe essere un problema domenica, l'Albinoleffe dovrebbe vincere a Catania e voi perdere col Rimini.
cmq fate un favore e mandate il Rimini ai play-out possibilmente![]()
come giÃ* scritto, non so qua a reclamare su salvezza o no (per fortuna però che il Torino ha vinto a Brescia domenica, ed è ancora in corsa per la promozione diretta...), ma su un fatto a dir poco MAFIOSO, che è stato praticamente filar via, liscio come l'olio...Originariamente Scritto da teho
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mi auguro anch'io prendano provvedimentiOriginariamente Scritto da verza81
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