Ieri pomeriggio ero in turno come autista volontario sull'automedica in servizio a Parma..
Circa a metà pomeriggio ci arriva la chiamata di soccorso di una persona all'interno di un impianto sportivo.
Giunti sul posto troviamo una persona abbastanza giovane incosciente a cui i presenti stanno praticando il massaggio cardiaco.
Il medico valuta, defibrilla ed intuba... dopo pochi cicli di massaggio cardiaco il cuore riprende a pulsare in maniera efficace, si carica in ambulanza e via la "corsa" fino all'ospedale, in rianimazione.
E'la prima volta, in oltre 5 anni di servizio, in cui mi capita di vedere una persona ripresa da un arresto cardiaco con buone prospettive di vita future...
Sarà che dal momento della nostra attivazione abbiamo impiegato relativamente poco ad arrivare sul posto, sarà che i presenti avevano già iniziato a praticare alcune (grossolane ma evidentemente efficaci) manovre di rianimazione, sarà che ha contribuito il fattore culo... beh, fatto sta che sono veramente soddisfatto di aver visto (e di aver contribuito a) salvare una persona.
E'anche la dimostrazione che poche nozioni di soccorso impartite alla popolazione in generale possono sortire ottimi risultati in caso di necessità..
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Ma cos'aveva avuto? Cioè così giovane e in arresto cardiaco...
Per "giovane" non intendo solo un ventenne ma anche una persona a cavallo dei 50 anni.
Probabilmente questo evento era causato da un infarto del miocardio.
E'capitato diverse volte, non a me, di soccorrere ragazzi con problemi cardiaci (quasi sempre sconosciuti fino al momento in cui si manifestano) impegnati in pratiche sportive in arresto cardiaco.
Un ragazzo, anni fa, era stato salvato mentre disputava una partita di calcio di 2 categoria nel campo del mio quartiere grazie al tempestivo intervento dell'automedica.
La società sportiva ha recepito il messaggio ed ha investito sulla sicurezza di tutti quelli che si troveranno a giocare o ad allenarsi in quel capo: ha fatto formare allenatori e dirigenti sulle manovre di rianimazione e defibrillazione semi automatica ed ha acquistato un macchinario chiamato DAE (Defibrillatore semiAutomatico Esterno) che permette a personale non sanitario ma appositamente formato di trattare precocemente (con buona possibilità risolutiva) circa l'80% degli esordi di arresto cardiaco.
Quante società sportive pensano a questo? Eppure un investimento del genere può fare differenza tra la vita e la morte di una persona, quasi sempre giovane!
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Bene!!!![]()
Alessandro 1981
membro del TT-chaser
queste son soddisfazioni vere
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"L'uomo non ha avuto il mondo in regalo dai suoi genitori, lo ha avuto in prestito dai propri figli"
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