Ok, ho trovato un documento che parla del crollo del ponte di Tacoma nel 1940, e che spiega bene la distinzione fisica tra Flutter e risonanza. Ora mi è più chiara 
http://www.matematicamente.it/applic...e%20Tacoma.pdf
A distruggere il ponte furono le oscillazioni torsionali amplificate ma non dalla risonanza come erroneamente
descritto su alcuni testi di fisica (obsoleti) e universalmente accettato, nella realtà si instaurò una oscillazione
aeroelastica autoeccitata ovvero si verificò una instabilità aeroelastica. La risonanza e' un fenomeno fisico
che si manifesta quando la frequenza della forza eccitante e' uguale alla frequenza naturale del sistema
meccanico oscillante (a rigore un sistema meccanico "reale" ha infinite frequenze proprie...!) in altri termini il
fenomeno della risonanza e' tale per cui una forza periodica anche debole (detta forzante) può produrre
sollecitazioni e vibrazioni notevolissime su un corpo che oscilli con la medesima frequenza della forzante,
allo stesso modo in cui imprimendo al momento opportuno una piccola spinta ad un'altalena riusciamo ad
aumentarne di molto l'ampiezza delle oscillazioni. Il crollo del ponte avvenne alcune ore dopo che il processo
vibrazionale si era instaurato indotto da un vento praticamente costante dell'ordine di 65 Km/h e in assenza
di raffiche forti ed improvvise, dunque viene a mancare la periodicità della forza eccitante ovvero viene meno
una condizione necessaria per l'instaurarsi della risonanza, d'altronde e' inverosimile immaginare le raffiche
di vento come una forza perfettamente periodica nel tempo e per lo più con una frequenza esattamente
uguale alla (prima...) frequenza propria del ponte! Nel caso in oggetto il vento può essere modellato
matematicamente come un fluido avente velocità media costante e con piccole fluttuazioni nel tempo, a
causare il crollo del ponte, come dimostrano diversi studi, fu l'instabilità aeroelastica dovuta al fenomeno del
"flutter" più precisamente si verificò un "stall flutter" (flutter di stallo) causato dalla separazione della corrente
fluida, questo fenomeno e' noto anche come "flutter non classico" così detto perché in esso il ruolo della
viscosità del fluido (vento) non e' trascurabile e inoltre l'accoppiamento dinamico di più gradi di libertà della
struttura non e' una condizione necessaria al verificarsi dell'instabilità.
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