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  1. #101
    Brezza tesa
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    Predefinito Re: Why not, tolta l'inchiesta a De Magistris

    Citazione Originariamente Scritto da Massimo Bassini Visualizza Messaggio
    Uh! Cioè?
    L'Italia è inserita in un contesto europeo gestito in maniera molto diversa (almeno per quanto riguarda i paesi + sviluppati) da quella italiana.
    Senza correttivi andiamo in contro a situazioni politico-economiche insanabili, che a rigor di logica provocherebbero delle reazioni (adesso sono avvertimenti) da parte dei paesi alleati.
    Per farla breve, spero che a livello di finanza pubblica, riforme, sistema giudiziario e sistema politico-istituzionale, le direttrici vengano calate dall'alto.
    Chiedo troppo!

  2. #102
    Vento fresco L'avatar di Jadan
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    Predefinito Re: Why not, tolta l'inchiesta a De Magistris

    Citazione Originariamente Scritto da diego72 Visualizza Messaggio
    Letto. E mi conferma che stavolta stia succedendo qualcosa di nuovo rispetto all'immediato passato. Non ci troviamo, insomma, di fronte al "classico" conflitto politica/magistrati ma c'è anche un conflitto tutto internoa alla magistratura.

    Di questi conflitti (tra vecchi procuratori capi e giovani pretori d'assalto) erano piene le cronache degli anni'70 e '80. Ma da Mani Pulite in poi la Magistratura, stratta attorno all'ANM, è sembrata sempre piuttosto compatta nel repingere aggressioni da parte politica.

    A Catanzaro, invece, sta succedendo un qualcosa di molto vecchio. Conosco un po' i luoghi e so che la giustizia, da quelle parti, è molto malmessa. So di Procuratori che rimangono decenni negli uffici e quando passano ad altro ufficio lasciano al loro posto un fedelissimo. So che ci sono logge massoniche molto forti a Palazzo di Giustizia. Insomma: De Magistris è isolato. E non è detto affatto (anzi!) che sia un demerito.

    Ma ciò non toglie che appunto per questo (e lo sto scrivendo dal primo post del thread) bisogna avere un minimo di elasticità in più rispetto alle vecchie polemiche in cui vedevi politici da una parte e magistrati dall'altra. Qui la questione è un po' più complessa perché se alla fine prevarrà De Magistris il risultato non sarà tanto il processo (eventuale se ci sarà rinvio a giudizio) a Mastella o Prodi. Ma il fatto che bisognerà azzerare una serie di Procure sparse per l'Italia. E chi lo fa? Insomma: mi pare una situazione molto ingarbugliata. Questa volta, più che con Travaglio (che parte, come al solito, lancia in resta) mi trovo un pochino più d'accordo con D'Avanzo su repubblica.

    Per il bene delle istituzioni
    di GIUSEPPE D'AVANZO

    Per come si sono messe le cose, era necessario che intervenisse il capo dello Stato nella sua doppia funzione di garante della Costituzione e di presidente del Consiglio superiore della magistratura. Negli ultimi giorni, l'affare De Magistris/Mastella è deflagrato in ogni direzione.

    Travolgendo la misura di una corretta condotta istituzionale prima che il rispetto di regole, leggi e codici. Va detto che nessuno si è tirato indietro in questa zuffa. Non si è tirato indietro il pubblico ministero, che ha replicato in pubblico, colpo su colpo e rumorosamente, all'assedio a cui è stato sottoposto, alla controversa avocazione che lo ha privato di un'inchiesta che coinvolge il presidente del Consiglio in carica e il suo ministro di Giustizia. Non si è tirato indietro un attivissimo, quasi agitato, Clemente Mastella che ha spesso confuso in pubblico - e sovrapposto negli atti ministeriali - il suo ruolo istituzionale con la condizione di indagato.

    Non si è tirato indietro il procuratore generale, soltanto facente funzioni, Dolcino Favi. Giovedì scorso, il Consiglio superiore ha nominato il legittimo Pg di Catanzaro e Favi, senza attendere l'insediamento del legittimo titolare dell'incarico, appena prima di spegnere la luce e lasciare l'ufficio, ha firmato un'avocazione che è inconsueta nella più recente storia giudiziaria. Si è tirato indietro, e colpevolmente, il Consiglio superiore della magistratura da cui ci si attendeva - al contrario - un passo in avanti, chiarificatore. Avrebbe dovuto dare con celerità un esito, in un senso o in un altro, all'indagine disciplinare che coinvolge Luigi De Magistris e il suo procuratore capo Mariano Lombardi. Ha affrontato "la pratica" con l'abituale vivacità del plantigrado rinviando la decisione anche quando, con una mossa arrischiatissima, Mastella ha invocato il trasferimento del pubblico ministero con un'urgenza palesemente infondata.

    Disancorata da un terreno istituzionale e quindi disciplinato, la controversia ha assunto le forme della rissa, del parapiglia dove ogni colpo inferto all'avversario, al di là di ogni regola, è buono se fa davvero male. Nessuno è sembrato curarsi che a "farsi male" davvero, a degradarsi era la credibilità delle istituzioni. L'intervento del capo dello Stato è allora saggio, opportuno e tempestivo. Giorgio Napolitano impegna la sua autorità e promette di tutelare l'insieme dei beni che appaiono in gioco in quest'affare: l'autonomia della magistratura; l'eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge; i diritti dei cittadini indagati. Il capo dello stato pone innanzitutto una questione di metodo.

    Chiede ai protagonisti (magistrati e governanti, l'organo giudiziario ma anche il titolare dell'azione disciplinare) discrezione, self-restraint, rispetto di leggi, codici deontologici, dettami di una leale collaborazione istituzionale. Pretende che siano verificati soprattutto i fatti secono le norme e i principi. Sono stati corretti i passi investigativi di Luigi De Magistris? Ha rispettato le procedure e i diritti dell'indagato? Il ministro ha forzato le prerogative che gli assegnano la titolarità dell'azione disciplinare? E' il lavoro che deve svolgere il Consiglio superiore della magistratura.

    Napolitano ne è il presidente e con il suo intervento si impegna a che quel compito sia affrontato dal Csm rapidamente e con "ponderazione e obiettività". Ma il capo dello Stato è anche il garante della Costituzione, il custode dell'articolo 3 ("Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge"), dell'articolo 101 ("I giudici sono soggetti soltanto alle legge"), dell'articolo 104 ("La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere").

    E' inutile nascondersi che la grossolanità degli interventi di Mastella, accentuata dal vittimismo di De Magistris, ha dato l'impressione (non avventata) che le ragioni del potere volessero spadroneggiare sulle ragioni di giustizia. Che la politica (Mastella lo ha ripetuto in più occasioni) non accettasse, oggi come ieri, un controllo di legalità o di "farsi processare" quali che fossero indizi, fonti di prova, qualità dei comportamenti. Napolitano, con poche secche frasi, assicura con il prestigio della sua autorità che proteggerà l'autonomia della magistratura e, nel contempo i diritti degli indagati, affinché le indagini facciano il loro corso e non siano insabbiate, come molti sono indotti a credere. Non è la soluzione del conflitto ma, se gli attori rispetteranno il canovaccio scritto ieri dal presidente della Repubblica, è almeno un buon inizio.


    Maurizio
    Rome, Italy
    41:53:22N, 12:29:53E

  3. #103
    Vento moderato L'avatar di marcolino1969
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    Predefinito Re: Why not, tolta l'inchiesta a De Magistris

    Citazione Originariamente Scritto da Massimo Bassini Visualizza Messaggio
    Lascio anche l'originale così può rileggerlo con calma e, se va bene, capirlo.
    Ho scritto che Travaglio ha calcato la mano? Prova a leggere bene ....
    La risposta è: NO!
    Ho scritto che SPERO che Travaglio abbia volutamente calcato la mano.
    E' una cosa ben diversa.
    Se serve provo con un disegno ..........

    E visto "che scrivi da poco" scrivo a te quello che scritto in passato ad altri: se non capisci quello che scrivo me lo chiedi; ma NON mi attribuire cose che non ho scritto. Punto.
    ti accorgi di come ti poni sul trspolo? ma credi che tutti siano scemi?..

    http://www.internetbookshop.it/code/...tipatici?.html

  4. #104
    Uragano L'avatar di FunMBnel
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    Predefinito Re: Why not, tolta l'inchiesta a De Magistris

    Citazione Originariamente Scritto da marcolino1969 Visualizza Messaggio
    ti accorgi di come ti poni sul trspolo? ma credi che tutti siano scemi?..
    Tutti no.
    Ma se qualcuno PRETENDE di farmi "dire" cose che non ho scritto non mi sta bene.
    E se lo fa quotando un pensiero di significato opposto sta facendo quoting scorretto.
    Ergo scegli tu cos'è costui ... Magari è solo un provocatore che si diverte a strumentalizzare un quotato per altri scopi ...
    Ergo io lo avviso; se continua la prossima è segnalato alla moderazione.
    Sai, io ho la sana abitudine di rispettare le regole delle community; e, come ti ho già scritto anche da altra parte, me ne faccio ampiamente una ragione di essere antipatico.

    E se lo sono troppo usa pure la funzione di ignore che non mi offendo .....
    Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
    27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.

  5. #105
    Vento moderato L'avatar di marcolino1969
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    Predefinito Re: Why not, tolta l'inchiesta a De Magistris

    Citazione Originariamente Scritto da Massimo Bassini Visualizza Messaggio
    Tutti no.
    Ma se qualcuno PRETENDE di farmi "dire" cose che non ho scritto non mi sta bene.
    E se lo fa quotando un pensiero di significato opposto sta facendo quoting scorretto.
    Ergo scegli tu cos'è costui ... Magari è solo un provocatore che si diverte a strumentalizzare un quotato per altri scopi ...
    Ergo io lo avviso; se continua la prossima è segnalato alla moderazione.
    Sai, io ho la sana abitudine di rispettare le regole delle community; e, come ti ho già scritto anche da altra parte, me ne faccio ampiamente una ragione di essere antipatico.

    E se lo sono troppo usa pure la funzione di ignore che non mi offendo .....
    se credi di essere dalla parte del giusto segnala pure..
    ma almeno evita di usare la faccine che ridono... unite a discorsi del tipo, se capisci bene altrimenti posso fare un disegno.

    ti ripeto legiti il libro forse potrebbe servirti.

    saluti e buona giornata

  6. #106
    Vento fresco L'avatar di tifernate
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    Predefinito Re: Why not, tolta l'inchiesta a De Magistris

    Citazione Originariamente Scritto da Jadan Visualizza Messaggio
    Letto. E mi conferma che stavolta stia succedendo qualcosa di nuovo rispetto all'immediato passato. Non ci troviamo, insomma, di fronte al "classico" conflitto politica/magistrati ma c'è anche un conflitto tutto internoa alla magistratura.

    Di questi conflitti (tra vecchi procuratori capi e giovani pretori d'assalto) erano piene le cronache degli anni'70 e '80. Ma da Mani Pulite in poi la Magistratura, stratta attorno all'ANM, è sembrata sempre piuttosto compatta nel repingere aggressioni da parte politica.

    A Catanzaro, invece, sta succedendo un qualcosa di molto vecchio. Conosco un po' i luoghi e so che la giustizia, da quelle parti, è molto malmessa. So di Procuratori che rimangono decenni negli uffici e quando passano ad altro ufficio lasciano al loro posto un fedelissimo. So che ci sono logge massoniche molto forti a Palazzo di Giustizia. Insomma: De Magistris è isolato. E non è detto affatto (anzi!) che sia un demerito.

    Ma ciò non toglie che appunto per questo (e lo sto scrivendo dal primo post del thread) bisogna avere un minimo di elasticità in più rispetto alle vecchie polemiche in cui vedevi politici da una parte e magistrati dall'altra. Qui la questione è un po' più complessa perché se alla fine prevarrà De Magistris il risultato non sarà tanto il processo (eventuale se ci sarà rinvio a giudizio) a Mastella o Prodi. Ma il fatto che bisognerà azzerare una serie di Procure sparse per l'Italia. E chi lo fa? Insomma: mi pare una situazione molto ingarbugliata. Questa volta, più che con Travaglio (che parte, come al solito, lancia in resta) mi trovo un pochino più d'accordo con D'Avanzo su repubblica.

    Per il bene delle istituzioni
    di GIUSEPPE D'AVANZO

    Per come si sono messe le cose, era necessario che intervenisse il capo dello Stato nella sua doppia funzione di garante della Costituzione e di presidente del Consiglio superiore della magistratura. Negli ultimi giorni, l'affare De Magistris/Mastella è deflagrato in ogni direzione.

    Travolgendo la misura di una corretta condotta istituzionale prima che il rispetto di regole, leggi e codici. Va detto che nessuno si è tirato indietro in questa zuffa. Non si è tirato indietro il pubblico ministero, che ha replicato in pubblico, colpo su colpo e rumorosamente, all'assedio a cui è stato sottoposto, alla controversa avocazione che lo ha privato di un'inchiesta che coinvolge il presidente del Consiglio in carica e il suo ministro di Giustizia. Non si è tirato indietro un attivissimo, quasi agitato, Clemente Mastella che ha spesso confuso in pubblico - e sovrapposto negli atti ministeriali - il suo ruolo istituzionale con la condizione di indagato.

    Non si è tirato indietro il procuratore generale, soltanto facente funzioni, Dolcino Favi. Giovedì scorso, il Consiglio superiore ha nominato il legittimo Pg di Catanzaro e Favi, senza attendere l'insediamento del legittimo titolare dell'incarico, appena prima di spegnere la luce e lasciare l'ufficio, ha firmato un'avocazione che è inconsueta nella più recente storia giudiziaria. Si è tirato indietro, e colpevolmente, il Consiglio superiore della magistratura da cui ci si attendeva - al contrario - un passo in avanti, chiarificatore. Avrebbe dovuto dare con celerità un esito, in un senso o in un altro, all'indagine disciplinare che coinvolge Luigi De Magistris e il suo procuratore capo Mariano Lombardi. Ha affrontato "la pratica" con l'abituale vivacità del plantigrado rinviando la decisione anche quando, con una mossa arrischiatissima, Mastella ha invocato il trasferimento del pubblico ministero con un'urgenza palesemente infondata.

    Disancorata da un terreno istituzionale e quindi disciplinato, la controversia ha assunto le forme della rissa, del parapiglia dove ogni colpo inferto all'avversario, al di là di ogni regola, è buono se fa davvero male. Nessuno è sembrato curarsi che a "farsi male" davvero, a degradarsi era la credibilità delle istituzioni. L'intervento del capo dello Stato è allora saggio, opportuno e tempestivo. Giorgio Napolitano impegna la sua autorità e promette di tutelare l'insieme dei beni che appaiono in gioco in quest'affare: l'autonomia della magistratura; l'eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge; i diritti dei cittadini indagati. Il capo dello stato pone innanzitutto una questione di metodo.

    Chiede ai protagonisti (magistrati e governanti, l'organo giudiziario ma anche il titolare dell'azione disciplinare) discrezione, self-restraint, rispetto di leggi, codici deontologici, dettami di una leale collaborazione istituzionale. Pretende che siano verificati soprattutto i fatti secono le norme e i principi. Sono stati corretti i passi investigativi di Luigi De Magistris? Ha rispettato le procedure e i diritti dell'indagato? Il ministro ha forzato le prerogative che gli assegnano la titolarità dell'azione disciplinare? E' il lavoro che deve svolgere il Consiglio superiore della magistratura.

    Napolitano ne è il presidente e con il suo intervento si impegna a che quel compito sia affrontato dal Csm rapidamente e con "ponderazione e obiettività". Ma il capo dello Stato è anche il garante della Costituzione, il custode dell'articolo 3 ("Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge"), dell'articolo 101 ("I giudici sono soggetti soltanto alle legge"), dell'articolo 104 ("La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere").

    E' inutile nascondersi che la grossolanità degli interventi di Mastella, accentuata dal vittimismo di De Magistris, ha dato l'impressione (non avventata) che le ragioni del potere volessero spadroneggiare sulle ragioni di giustizia. Che la politica (Mastella lo ha ripetuto in più occasioni) non accettasse, oggi come ieri, un controllo di legalità o di "farsi processare" quali che fossero indizi, fonti di prova, qualità dei comportamenti. Napolitano, con poche secche frasi, assicura con il prestigio della sua autorità che proteggerà l'autonomia della magistratura e, nel contempo i diritti degli indagati, affinché le indagini facciano il loro corso e non siano insabbiate, come molti sono indotti a credere. Non è la soluzione del conflitto ma, se gli attori rispetteranno il canovaccio scritto ieri dal presidente della Repubblica, è almeno un buon inizio.


    ......io invece sono per buona parte d'accordo con Di Pietro. Oramai il capo dello stato conta come il 2 di picche, non è garante di nulla e nessuno, è solo una figura rappresentativa che ogni tanto esterna cose ovvie ed inutili. Le garanzie del Presidente, a questo punto, servono ancora meno. Poi in parte sono d'accordo con l'articolista di Repubblica su Favi ( il PG sui tanti arrosti del passato e sulla celere avocazione prima del suo trasferimento), Lombardi ( il PC che ha già fatto saltare qualche processo informando gli amici politici sulle inchieste a loro carico) sul CSM, troppo politicizzato per avere un comportamento pronto, decisivo e giusto. Quindi, decade (se non lo avesse già fatto ieri quando lo sottolineai) anche il discorso di un'altra alta carica dello stato qual'è Bertinotti. Prendendo per buona l'innocenza di tutti, sia l'inoppotunità dei provvedimenti che l'inopportunità delle prese di posizione di politici e cariche istituzionali, stiamo assistendo ad uno spettacolo alquanto becero che fa innervosire ulteriormente i cittadini contro la o le caste.

    Ciao

    DI PIETRO CONTRO NAPOLITANO - Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, a proposito dell'impegno assicurato dal presidente della Repubblica a vigilare con attenzione sugli sviluppi delle indagini in corso a Catanzaro e sul rispetto delle garanzie di tutti, ha polemizzato: «Con tutto il rispetto per il capo dello Stato ma da lui arriva una garanzia del giorno dopo. La frittata è già stata fatta - ha aggiunto ospite del programma 'Viva voce' di Radio 24 - sarà difficile andare avanti. Il ministro ha spiegato che le iniziative di Mastella nei confronti del Pm De Magistris e l'avocazione dell'inchiesta che stava conducendo creeranno pesanti ripercussioni: se sarà archiviata resterà sempre l'ombra di un intervento della politica e una marea di persone cominceranno a non parlare più».
    Citta' di Castello(PG):
    http://www.tifernometeo.tk/

  7. #107
    Uragano
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    Predefinito Re: Why not, tolta l'inchiesta a De Magistris

    Io, invece, nonostante non nutra troppa simpatia per Travaglio (almeno negli ultimi tempi) trovo che il suo articolo descriva alla perferzione il caso De Magistris e le sue implicazioni di varia natura. Mancano riferimenti alle "Toghe Lucane", altra inchiesta che De Magistris sta portando avanti (credo che in primavera ci fu il tentativo, non riuscito del tutto, di togliergli l'inchiesta) che, vi assicuro, non è meno inquietante delle altre (sono stato impegnato in prima persona, prima che arrivasse De Magistris, su questioni finite nelle indagini). Si parla di intrecci paurosi tra politica (sono indagati uomini di spicco di An, degli ex DS, ora PD) stampa, magistratura, banche e una pletora di personaggi border line molto ma molto oscuri.
    Chi, come me, in prima persona segue da anni, (denunciandoli), questi fatti (non lo faccio per auto-celebrazione) sa benissimo che le indagini di De Magistris sono fondate cosi come, di contro, sono fondati i timori che siano in corso tentativi sinistri di "farlo fuori". Perchè, cari Massimo e Maurizio (a cui da sempre va la mia stima) di questo si tratta, di ammazzarlo in modo soft! E la cosa che più mi rattrista, mi spaventa, è che sia il Governo di centro-sinistra (le dichiarazioni/non dichiarazioni di questi giorni sono emblematiche) a "macchiarsi" di questo crimine.
    "We are all star people, from the dust we came and to the dust we shall return. So let's celebrate Love. Ciao Mamma.

  8. #108
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    Predefinito de Magistris rompe il silenzio..

    solo lui aimè...

    da ansa.it


    DE MAGISTRIS: TROPPI SILENZI INQUIETANTI CATANZARO - "Sono stato costretto ad intervenire pubblicamente perché ci sono stati troppi silenzi colpevoli e inquietanti". Lo ha detto il Pm Luigi De Magistris, auspicando un "intervento rapido del Csm, che tuteli l'indipendenza della magistratura". "Sono dovuto intervenire quasi per legittima difesa di fronte al silenzio assordante generale. Ora bisogna aspettare che il Csm decida senza interferenze e senza pressioni in tempi rapidi. Io ho denunciato una situazione grave di carattere generale fondata su fatti concreti".

    "Sono fiducioso", ha detto De Magistris. "Utilizzerò - ha aggiunto - tutti gli strumenti previsti dall'ordinamento giuridico affinché il provvedimento di avocazione dell'inchiesta venga rivisto perché mi sembra inconsistente in punto di fatto e di diritto". E sulle polemiche politiche dice: "non mi interessano, io faccio il magistrato e basta".

    "Il mio comportamento è stato lineare. Il conflitto d'interessi non è mio", ha affermato. "Mi sono attenuto alla legge - ha spiegato De Magistris riferendosi alle contestazioni che gli sono state mosse per non aver informato i suoi superiori sugli sviluppi dell' inchiesta - ho comunicato al procuratore aggiunto le mie determinazioni. Se qualcuno sostiene che sono state violate le regole, dice il falso".

    DI PIETRO, DA NAPOLITANO GARANZIA DEL GIORNO DOPO
    "Con tutto il rispetto per il capo dello Stato ma da lui arriva una garanzia del giorno dopo".
    Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, a proposito dell'impegno assicurato dal presidente della Repubblica a vigilare con attenzione sugli sviluppi delle indagini in corso a Catanzaro e sul rispetto delle garanzie di tutti. "La frittata è già stata fatta - ha detto Di Pietro, ospite del programma 'Viva voce' di Radio 24 - sarà difficile andare avanti. Il ministro ha spiegato che le iniziative di Mastella nei confronti del Pm De Magistris e l'avocazione dell'inchiesta che stava conducendo creeranno pesanti ripercussioni: "Se sarà archiviata resterà sempre l'ombra di un intervento della politica e una marea di persone cominceranno a non parlare più ".

    CASO DE MAGISTRIS, NAPOLITANO PREOCCUPATO
    "E' indispensabile evitare dichiarazioni e commenti che determinano sconcerto nella opinione pubblica". E' quanto afferma in una nota il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo aver manifestato viva preoccupazione per le polemiche sul caso De Magistris. "Hanno in questi giorni destato in me, quale Capo dello Stato e quale presidente del Consiglio Superiore della Magistratura - afferma infatti il Capo dello Stato - viva preoccupazione le polemiche seguite a indagini svolte e a determinazioni assunte da organi giudiziari e dai titolari dell'azione disciplinare nei confronti di magistrati. Considero essenziali, come sempre, la riservatezza e il rispetto delle regole fissate da leggi e codici deontologici". "Confido - afferma ancora Napolitano - nel senso di responsabilità di tutti". "Le questioni sollevate - sottolinea ancora Napolitano - debbono trovare soluzione, sulla base di una attenta verifica dei fatti, attraverso gli strumenti - di tipo penale, disciplinare e ordinamentale - previsti dalla normativa".

    "Per parte mia, assicuro che, nel rispetto dei confini e delle prerogative assegnatimi dalla Costituzione, presterò vigile attenzione perché sia assicurato il pieno, doveroso sviluppo delle indagini in corso, e in tale contesto siano puntualmente rispettati i diritti dei soggetti coinvolti, così che la Magistratura possa esercitare le sue funzioni in assoluta autonomia e indipendenza", afferma Napolitano che in una nota esprime "convinta fiducia nella capacità del Consiglio Superiore della Magistratura di assolvere il compito che gli è affidato con la massima ponderazione e obiettività".

  9. #109
    Vento moderato L'avatar di marcolino1969
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    Predefinito Re: de Magistris rompe il silenzio..

    interessante notare come siano tutti in sintonia a sinistra a destra e al centro...

    De Magistris ha messo d'accordo centro destra e centro sinistra, con l'eccezione di Di Pietro. Tutti insieme appassionatamente per salvarsi il c..o. Il centro destra ritrova in Mastella il suo Dna. Cicchitto e Casini lo adorano. E' la futura Brambilla del Sud di Berlusconi. Il centro sinistra invece tace. Prodi e Veltroni fanno il gioco del silenzio. La vecchia tattica democristiana del tirare a campare per non tirare le cuoia. Il ministro della Giustizia indagato, il ministro degli Esteri indagato, il Presidente del Consiglio indagato. Al prossimo Consiglio dei Ministri faranno una retata.
    Il fratello di Borsellino mi ha scritto una lettera da far gelare il sangue.

    "La notizia dell'avocazione da parte della Procura Generale dell'inchiesta Why Not al Procuratore De Magistris e' di quelle che lascia senza fiato.
    Solo un'altra volta nella mia vita mi ero trovato in questo stato d'animo.
    Era il 19 Luglio del 1992 e avevo appena sentito al telegiornale la notizia dell'attentato il cui scopo non era altri che quello di impedire ad un Giudice che, nelle sue indagini, era arrivato troppo vicino all'origine del cancro che corrode la vita dello Stato Italiano, di procedere sulla sua strrada.
    Morto Paolo Borsellino l'ignobile patto avviato tra lo Stato Italiano e la criminalita' mafiosa aveva potuto seguire il suo corso ed oggi vediamo le conseguenze del degrado morale a cui questo scellerato patto ha portato.
    Ieri era stato necessario uccidere uno dopo l'altro due giudici che, da soli, combattevano una lotta che lo Stato Italiano non solo si e' sempre rifiutato di combattere ma che ha spesso combattuto dalla parte di quello che avrebbe dovuto essere il nemico da estirpare e spesso ne ha armato direttamente la mano.
    Oggi non serve piu' neanche il tritolo, oggi basta, alla luce del sole, avocare un'indagine nella quale uno dei pochi giudici coraggiosi rimasti stava per arrivare al livello degli "intoccabili", perche' tutto continui a procedere come stabilito.
    Perche' questa casta ormai completamente avulsa dal paese reale e dalla gente onesta che ancora esiste, anche se purtroppo colpevole di un silenzio che ormai si confonde con l'indifferenza se non con la connivenza, possa continuare a governare indegnamente il nostro paese e a coltivare i propri esclusivi interessi in uno Stato che considera ormai di propria esclusiva proprietà.
    Oggi basta che un ministro indegno come il signor Mastella ricatti un imbelle capo del governo, forse coinvolto negli stessi suoi luridi traffici, minacciando una crisi di governo, perche' tutta una classe politica faccia quadrato intono al suo degno rappresentante e si esercitino in conseguenza chissa' quale tipo di pressioni sui vertici molli della magistratura per ottenere l'avocazione di un'indagine e quindi l'inoffensivita' di un giudice sensa neanche bisogno del tritolo come era stato necessario per Paolo Borsellino.
    Siamo giunti alla fine della Repubblica Italiana e dello Stato di Diritto.
    In un paese civile il ministro Mastella non avrebbe potuto chiedere il trasferimento del Dr. De Magistris titolare dell'inchiesta in cui e' indagato il suo stesso capo di governo e lo stesso ministro.
    Se la decisione del Procuratore Generale non verrà immediatamente annullata dal CSM, saremo di fronte alla fine dell'indipendenza della magistratura e in conseguenza dello stesso Stato di Diritto.
    Il Presidente Giorgio Napolitano, nonostante sia stato più volte sollecitato, continua a tacere su queste nefandezze dimostrando che la retorica dello Stato e della figura istituzionale di garante della Costituzione Repubblicana non sono diventate, in questa disgraziata Italia, altro che vuote parole.
    Quaranta anni fa sono andato via dalla Sicilia perche' ritenevo impossibile di vivere la mia vita in un paese in cui la legalita' era solo una parola del vocabolario, ora non ritengo piu' che sia una vita degna di chiamarsi con questo nome e quindi una vita degna di esserre vissuta quella di vivere in un paese dove l'illegalita' e' diventata la legge dello Stato." Salvatore Borsellino

  10. #110
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    Predefinito Re: de Magistris rompe il silenzio..


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