Comincio io...
Più che per sfuggire alle interrogazioni ed ai compiti in classe (tanto prima o poi bisognava farli), mi pesava tantissimo soprattutto negli ultimi due anni di liceo andare a scuola nei luminosi sabati di primavera anche perché le materie in programma erano molto pesanti anche senza lo spauracchio della interrogazione o del compito.
Allora, con un mio compagno di classe ugualmente ben disposto al "sacrificio", a meno di situazione meteo sfavorevole, da fine marzo alla fine della scuola a partire dagli anni in cui frequentavo il III^, IV^ e V^ scientifico applicavamo già la "settimana corta".
Ma non ci andavamo a rinchiudere, se non di rado, in qualche bar o altro locale bensì andavamo a prendere il sole vicino ad un campo da calcio oppure bighellonavamo all'interno della cittadina dove aveva sede la nostra scuola.
Una volta, verso le 11, incontrai mia madre che subito mi domandò per quale motivo non fossi a scuola: mi rifugiai in corner, spalleggiato dal mio amico, dicendole che l'insegnante delle ultime due ore aveva avuto un impegno familiare urgente e così ci avevano fatto uscire prima...
Un'altra volta invece incrociammo la prof di lingua straniera e a Lei non potemmo certo raccontare bugie: fummo onesti a dirle che non ci andava di entrare a lezione.
Le giustificazioni ???
Imparai presto ad imitare un paio di firme...