si,ma questa è una cosa con cui sono abbastanza in polemica (me ne scuserai)
con voi giornalisti.... quando succede qualcosa di scabroso o grave,
l'argomento "diventa di moda", "bisogna parlarne", ossessivamente, in modo
quasi necrofilo, disastrofilo... se qualcuno tira i sassi dal cavalcavia, allora per
un periodo pare che ovunque saltino fuori queste notizie...poi all'improvviso
"PUM", non se ne parla più... per un po' è andato di moda il"bullismo", ad
esempio, e allora tutti a parlare del bullismo, come se prima non fosse mai
esistito... capito che intendo? sta cosa dell'argomento caldo del momento,
che "tira", non ve la perdono (ma forse non è colpa vostra ma dei direttori
dei giornali che vi spingono a fare articoli sulla moda scabrosa del momento...)
NON si può ignorare lo scatenarsi di fenomeni di emulazione.
Ovviamente, se mi dici che le cose non si possono tacere, posso essere
d'accordo... ma il buonsenso raccomanderebbe di parlarne il meno possibile
e senza fanfare e addirittura senza troppa condanna morale, dato che il
trasgressore gode anche di quella
C.
"S'è la notizia fossi confermata sarò zio."
Comunque,avrete notato che i cavalcavia oltre ad una rete robusta, hanno la loro bella segnalazione numerica prima e dopo ,se vedete qualcuno che si attarda un po' sopra, attaccatevi al telefonino e segnalate.
bruno bournens,fraz san lorenzo,collalto sabino, rieti, lazio. 850 m s.l.m.* lat 42 09 45.0 N long 13 03 04.0 E * Foto Avatar: Zefirino, gatto Baropatico...che ora si chiama Tìtolo.
Ma perchè sempre a Novi Ligure e dintorni?![]()
E' un lungo e annoso discorso sul quale si fanno convegni e seminari, ma il compito principale del giornalismo è quello di registrare ciò che accade oggi
e darne notizia, non di fare della psicologia o di educare le masse.
Tutto è emulabile, anche le guerre e gli attentati terroristici: non ne diamo notizia per non farne esplodere più?
Anche il discorso di parlarne solo quando va di moda, sebbene in parte vero, lascia il tempo che trova: se in un periodo in cui nulla accade ritiriamo fuori del sasso dal cavalcavia, si rischia di indurre qualche cervellino bacato a riprovarci.
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La domanda è : CHI decide quali notizie debbano esser pubblicate e con quale rilievo? ci vorrebbe un "Circuito Riservato" per i Decisori...le notizie a loro riservate quanto a lungo rimarrebbero tali?
Naturalmente questo pone parecchi problemi ad un paese libero.
Poi,il rilievo che si dà può esser maggiore o minore,e magari andare a fare un programma TV sul gruppo dei lanciatori di sassi o cose simili,si potrebbe evitare...
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bruno bournens,fraz san lorenzo,collalto sabino, rieti, lazio. 850 m s.l.m.* lat 42 09 45.0 N long 13 03 04.0 E * Foto Avatar: Zefirino, gatto Baropatico...che ora si chiama Tìtolo.
In un Paese libero non esistono notizie impubblicabili, esistono modi diversi di pubblicarle (o farle vedere in tv). Su questo si può, anzi si deve discutere: parliamone...
Il compito del giornalista è un po' come quello del PM (inteso come pubblico ministero): quando è a conoscenza di una notizia di reato, è obbligato per deontologia a indagare. E noi siamo obbligati per deonotolgia a pubblicare se siamo a conoscenza di una notizia.
La stessa deontologia, ma anche alcune leggi, fissano poi dei paletti: non pubblicare i nomi dei minori né renderli in qualche modo identificabili; non pubblicare le malattie senza il consenso degli interessati, a meno che non si tratta di personaggi pubblici tipo calciatori che si azzoppano o cose simili; mettere le iniziali in caso di incidenti e non i nomi per esteso; non pubblicare i suicidi se non avvengono in luoghi pubblici (uno che si butta dal Duomo da Milano e lo vedono tutti) e, comunque, non pubblicare mai i nomi di chi si suicida a meno che non siano personaggi famosi (Raul Gardini) per i quali la notizia del suicidio abbia notevole rilevanza pubblica. E di regole (spesso violate) ce ne sarebbero molte altre.![]()
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