Mi è stata inviata via e-mail dall'amico Fabio Malaspina, maggiore dell'Aeronautica Militare.
Vi disturbo perché l'occasione di questo dibattito era troppo ghiotta, e
grazie alla disponibilità di Luigi Mariani abbiamo lanciato stamattina un
"IBL Focus" proprio sul ghiacciaio delle Svalbard. Il Focus è disponibile
online a questo indirizzo:
http://brunoleoni.servingfreedom.net...55_Mariani.pdf
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CLIMA: IBL, PROPAGANDA L'ESTINZIONE GHIACCIAI DELLE SVALBARD (4)=
(AGI) - Roma, 9 apr. - Mariani dice quindi di volersi limitare
agli argomenti che sono oggetto del suo lavoro quotidiano. E
dunque quello che viene liquidato con il termine di "global
warming" e' in realta' la somma di tre fenomeni distinti, per
cui se un milanese si preoccupa perche' in un secolo la
temperatura della sua citta' e' aumentata di circa 3.5 gradi
centigradi, quello stesso milanese "non dovrebbe non sapere (e
qualche uomo di scienza dovra' prima o poi rivelarglielo) che
questi 3.5 gradi sono frutto di riscaldamento globale (circa
0.5 gradi in un secolo), di riscaldamento europeo (circa 1
grado in un secolo), di riscaldamento urbano (circa 2 gradi in
un secolo)". Il riscaldamento globale e' frutto "di un insieme
di fenomeni in parte naturali e in parte antropici ed il
dibattito scientifico sul peso delle diverse cause non e'
affatto chiuso, checche' ne dicano i rapporti dell'IPCC".
Quanto al riscaldamento europeo, questo "e' invece un fenomeno
tutto nostro, e' centrato sul 1989 ed e' il prodotto di un
brusco cambiamento della grande circolazione atlantica,
indicato da un indice noto come NAO (North Atlantic
Oscillation), che noi europei, abbagliati dall'assai piu'
fotogenico El Nino, ci ostiniamo ad ignorare". In sostanza -
dice Mariani - prima del 1989 la grande circolazione atlantica
alternava fasi "da ovest" piu' miti a fasi "da est" piu'
fredde, mentre dopo il 1989 appare nettamente dominante la fase
"da ovest". E le cause di un cambiamento tanto brusco "sono
sostanzialmente ignote e dovrebbero essere oggetto di serie
attivita' di ricerca". A proposito infine del riscaldamento
urbano, questo e' un fenomeno causato interamente dall'uomo.
Per il docente dell'ateneo milanese, "il peso di queste tre
forme di 'riscaldamento' dovrebbe evidenziare immediatamente
quali sono oggi le priorita' in tema di politiche di
mitigazione". Tali priorita' "sono invece disattese", anche in
virtu' dell'enfasi data al global warming da mezzi di
comunicazione, scienziati e governi. In particolare Mariani
sottolinea che "contro il riscaldamento urbano e' possibile
lottare con successo, anche se tale lotta e' del tutto
ignorata, forse perchà porterebbe a mettere in discussione le
nostre incessanti e lucrosissime politiche di sviluppo
urbanistico". (AGI)
Vic
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CLIMA: IBL, PROPAGANDA L'ESTINZIONE GHIACCIAI DELLE SVALBARD (3)=
(AGI) - Roma, 9 apr. - Sul sito del prof. Humlum si legge poi
quanto segue: "Le osservazioni meteorologiche alle Svalbard
ebbero inizio nel 1912. Il clima attuale e' un clima artico e
le temperature medie annue nel tardo 20mo secolo sono di circa
-5 gradi centigradi a livello del mare e di circa -15 gradi
centigradi sui monti piu' alti. A Longyearbyen nelle Spizbergen
centrali il mese più freddo e' febbraio (- 15.2 gradi
centigradi) ed il piu' caldo luglio (+6.2 gradi centigradi) con
una temperatura media annua del periodo 1975-2000 di -5.8 gradi
centigradi. Specialmente nelle aree costiere le temperature
dell'aria sono controllate per lo piu' dalla temperatura della
superficie marina. Le Svalbard sono spesso citate come esempio
del riscaldamento globale. In tale area tuttavia si deve
osservare che la crescita delle temperature ha avuto quasi del
tutto luogo nel periodo 1915-1922, con un effetto spinto dalla
temperatura marina. Dal 1930 la temperatura dell'aria a livello
del mare e' stata circa costante intorno a 6 gradi centigradi
pur con oscillazioni interannuali di 1-3 gradi. Tali
oscillazioni sono piu' sensibili nella stagione invernale e
(3-6 gradi) e meno in quella estiva (0.2-0.6 gradi)". Sempre
nel sito in questione compaiono due foto (del 1935 e del 2001)
del ghiacciaio Longyearbreen, prese dall'abitato di
Longyearbyen; dalla piu' recente si puo' osservare che il
ghiacciaio raggiunge quasi l'ingresso della cittadina. Insomma
- dice ancora il prof. Mariani -, "alle Svalbard non sta
accadendo la fine del mondo o per lo meno chi fa misure in loco
pare non accorgersene".
Il Focus IBL si chiede quindi "a chi vadano i dividendi di
questa ansiogena campagna di disinformazione" e che vede
"grande capitale e ambientalismo piu' estremo saldarsi in una
alleanza dai contorni quantomeno oscuri". Una spiegazione a
questa seconda domanda "sta forse - dice Mariani -
nell'articolo dell'economista Paul Wolfowitz che accompagna le
foto pubblicate sul Corriere e che parla di un'iniziativa
economica mondiale sul clima... Ma non vorrei davvero uscire
dal seminato". (AGI)
Vic (Segue)
091618 APR 07
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AGI2223 3 SST 0 R01 /
CLIMA: IBL, PROPAGANDA L'ESTINZIONE GHIACCIAI DELLE SVALBARD (2)=
(AGI) - Roma, 9 apr. - La ricerca del professor Mariani rileva
invece e' facile trovare su Internet altre foto di questo
stesso ghiacciaio prese in altre epoche e che lasciano
presumere piu' cicli di avanzata-arretramento negli ultimi 100
anni. Viene quindi citato il lavoro del professor Humlum,
dell'Universita' di Oslo, che attraverso un sito da lui stesso
gestito consente di disporre di strumenti conoscitivi per una
lettura di prima mano di cio' che sta accadendo in quel remoto
angolo del nostro emisfero. Un luogo, peraltro, che per il
mondo scientifico italiano non dovrebbe essere poi cosi'
remoto, se e' vero che alle Svalbard (alla Baia del Re) era
ancorata nel 1928 la "Citta' di Milano" che fece da nave
appoggio alla sfortunata impresa polare di Nobile. Cronista di
tale impresa era fra gli altri il giornalista Cesco Tomaselli,
del Corriere, che nel suo diario ha fra l'altro immortalato
l'epopea del capitano degli alpini Sora che cerco' inutilmente
di raggiungere attraverso il pack, sugli sci, la tenda rossa di
Nobile e fu costretto a rinunciare a causa del rapido
scioglimento dei ghiacci. Nel sito del prof. Humlum sono
riportate, oltre al resto, temperature e precipitazioni
sull'isola dal 1912 ad oggi e quei dati - dice oggi il
professor Mariani - si prestano alle seguenti deduzioni: primo,
nel 1928 le temperature erano piu' elevate di quelle odierne,
fatto che ci viene del resto indicato da analisi svolte su
altre stazione artiche e che ci spiega ad esempio le
insormontabili difficolta' incontrate dal capitano Sora;
secondo, alle Svalbard, isole che ricadono nella parte del
pianeta dove, stando almeno ai GCM (sono i modelli di
previsione climatica e che pero' nella comunita' scientifica
sono oggetto di discussione per i dubbi sulla accuratezza delle
previsioni prodotte, ndr), il "global warming" antropogenico
dovrebbe avere il suo apice, il riscaldamento si e' invece
visto finora poco o nulla. Analoghe considerazioni vengono al
docente del Dipartimento di produzione vegetale
dell'Universita' di Milano da ricercatori del CNR di Bologna Âû
il prof. Georgiadis in particolare Âû che alle Svalbard hanno
condotto recenti campagne di misura sul processo di fusione dei
ghiacci. (AGI)
Vic (Segue)
091618 APR 07
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AGI2222 3 SST 0 R01 /
CLIMA: IBL, PROPAGANDA L'ESTINZIONE GHIACCIAI DELLE SVALBARD =
(AGI) - Roma, 9 apr. - "Propaganda" sul global warming,
"largamente basata su messaggi sensazionalistici e di grande
impatto, ma infondati". E la vicenda del ghiacciaio
Blomstrandbreen ne e' un "esempio emblematico". Cosi'
l'Istituto Bruno Leoni commenta il servizio sull'ultimo
rapporto Ipcc (l'Intergovernmental Panel on Climate Change, il
comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici, ndr)
proposto sabato dal Corriere della Sera, che ha pubblicato in
prima pagina le foto, diffuse da Greenpeace, relative al
presunto scioglimento e imponente ritiro del ghiacciaio
Blomstrandbreen delle Svalbard. Ghiacciaio immortalato nel 1918
e nel 2006 e dalle due foto si vede evidente la differenza tra
allora ed oggi sulla sua possenza e consistenza. Ma nel Focus
dell'IBL, intitolato "C'era un ghiacciaio alle Svalbard...",
Luigi Mariani (docente del Dipartimento di produzione vegetale
dell'Universita' di Milano), dimostra come gli effetti del
riscaldamento globale sull'estensione del ghiacciaio siano
stati inconsistenti. Infatti, osservando immagini risalenti ad
altri periodi e' possibile constatare come il ghiacciaio sia
stato soggetto a piu' cicli di avanzata-arretramento. E per
questo Carlo Stagnaro, direttore Ecologia di mercato dell'IBL,
parla - sulla scorta di quanto evidenziato dal focus - di
"propaganda" sul 'global warming', parla di "messaggi
sensazionalistici e di grande impatto, ma infondati". (AGI)
Vic (Segue)
091618 APR 07
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Marco Giazzi, Presidente MeteoNetwork
Esiste quindi la possibilità di creare una realtà completamente nuova partendo da zero ma con forze nuove che abbiano voglia di divertirsi e lavorare. (Marco Giazzi, 27 Marzo 2002)
Grazie Presidente![]()
in effetti fa pensare anche la carta (non mi ricordo mai dove era stata postata) che mostrava l'aumento (o meglio la variazione) di temperatura sulla Terra:
effettivamente l'emisfero boreale, in special modo in Europa, mostra "febbre" abbastanza alta, mentre nell'emisfero australe la temperatura non mostra significativi cambiamenti oppure, addirittura, delle diminuzioni in special modo in Antartico.
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you don't need the Weatherman to know where the wind blows - bob dylan
il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile - woody allen
conferme su conferme: fermate l'ipcc
https://meteoravanel.it/ webcam realtime e dati meteo da oltre 15 punti di osservazione e monitoraggio a Vittorio Veneto e Pian Cansiglio
ho letto l'articolo che in parte condivido:
condivido la puntualizzazione sulla ricerca dei dati originali...ci sono nel mondo migliaia di persone che tudiano i ghiacciai e l'output finale è sempre un confronto fotografico poco indicativo e, forse, in questo caso, pure errato.
Ci sono altre cose però che non condivido:
la puntualizzazione sul riscaldamento urbano in primis. Sappiamo benissimo che le serie storiche ultracentenarie sono state tutte trattate e l'influenza delle isole di calore è stata filtrata quindi il discorso non regge così come mi sembra abbastanza inutile mettersi a preparare un articolo per contestare un confronto fotografico che mostra un qualsiasi ghiacciaio del mondo in ritiro. Ci sta che "quel" ghiacciaio forse non si è ritirato più di tanto, ci sta che ,forse, alle Svalbard i ghiacciai si ritirano con ritmi più bassi rispetto al resto del mondo, ma in fondo cosa so vuole dimostrare? che l'IPCC spara cavolate? che il GW non esiste? siceramente non ne capisco il senso tanto che di confronti "qualitativi" sui ghiacciai di tutto il mondo se ne possono fare a bizzeffe ben più drastici di quelli proposti...e con questo cosa si dimostra?
boh![]()
osservatorio meteo dei Burnigui di Andalo Valtellino www.meteovaltellina.it
http://www.youtube.com/elnibi
Ciao a tutti..
molto molto interessante.
Boh.. global warming è una parola di cui tutti si riempiono la bocca;
ciò che non capisco è il sensazionalismo è il catastrofismo con qui questo
naturale fenomeno viene sovente trattato.
Circa 22.000 anni fa, all'ultimo massimo glaciale i ghiacciai alpini raggiungevano la Brianza;
Le carote di ghiaccio Antartiche e Groenlandesi
http://en.wikipedia.org/wiki/Ice_core
dimostrano inequivocabilmente come le variazioni di temperatura siano cicliche e nell'ultimo milione di anni si sono alternati periodi molto freddi (glaciali) a periodi molto caldi (interglaciali). dovuti a motivi astronomici di cui il signor Milankovitch scrisse tempo fa.
http://www.homepage.montana.edu/~geo...1/milankov.htm
Cosa c'è di sensazionale? siamo in un interglaciale caldo e siamo in deglaciazione da migliaia di anni.
In parte questo è influenzato (qualcuno mi sa dire di quanto in percentuale?non l'ho ancora capito) dall'attività umana..
boh..
da geologo mi rifiuto di pensare a questa fase come ad una catastrofe;
ache perchè probabilmente i dinosauri si incazzerebbero.. quando 66 milioni di anni fa così, di punto in bianco la gran parte delle specie si estinse..
ovvio comunque che il genere umano si preoccupa.. perchè a quanto pare questo riscaldamente in parte influenzato da noi non è controllabile..
chi lo sa dove andremo?
chi può sapere cosa accadrà?
(se qualcuno ha un idea me lo dica)
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Ultima modifica di Alessio Tarten; 12/04/2007 alle 10:04
io da geologo si![]()
attenditi (ed attendo) un bel papirozzo di Jadan o dal Bonardi in merito, ultimamnente nel forum ne abbiamo parlato fino alla nausea riguardo il GW antropico o meno
purtroppo ti sei perso la lezione del Prof. Bonardi al corso di due mesi fa', avrebbe risposto agilmente a tutti i tuoi dubbi![]()
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Perchè non ci fai un piccolo riassunto?
Per non ripetere giustamente le solite considerazioni sull'argomento, riporto un brano tratto da un famoso testo ottocentesco, che si riferisce al lontano 1878, a favore di chi si preoccupa per la grave situazione climatica che si va delineando.
Una statua dell'autore è presente nei Giardini Pubblici milanesi, un'altra nella sua Lecco
"Siamo ancora già verso la metà del marzo e dura ancora il bel tempo: il tempo veramente eccezionale di quest'inverno. .......
Il febbraio poi, primavera spiegata. Mantelli e pastrani si dimenticavano sugli attaccapanni, o si portavano sciolti e sbottonati, inutile peso alle spalle sudanti. ......
Il cielo sereno; il diadema de' miei monti, ch'ero solito vedere in questa stagione sparso e anche coperto di nevi, non biancheggiava che per la nativa bianchezza delle dolomie che ne forman le vette. Sul Resegone soltanto, apparivano in fondo ai burroni, quasi fettucce d'argento, alcune striscie, rimasugli delle scarse nevi cadute nell'invernata. Là in fondo, verso tramontana, dove il lungo bacino del Lario si presenta come un gran palco scenico, a quinte di rupi e di monti così frastagliati, così fantastici, si vedevano le Alpi. Di solito, in questa stagione non presentano che un grande nevajo tutto d'un pezzo. Quest'anno tutt'altro: un mantello di neve, ma ragnato e lacero, da cui traspariva il nudo dei negri dirupi. E i fiori? Di vederne quanti ne vidi a Lecco, là al piede delle Alpi, non me l'aspettavo certamente. Sui poggi aprichi, lungo i torrenti, le mammole si sarebbero raccolte a corbe. .... I nespoli del Giappone, in piena fioritura, riempivano l'aria d'un gradito profumo; le magnolie, non già chiuse in forma di cornetto acuto, come sogliono vedersi al principio di marzo, ma sbocciate ed aperte, spiegavano tutta la pompa verginale della bianca corolla;...... Vaghe farfalle vivaci e fresche, libere svolazzavano di fiore in fiore, mostravano di credere in buona fede che sul loro mantello variopinto si frangessero i raggi del sole di maggio. ..... Ho detto che il febbraio era già primavera spiegata. Il marzo peraltro, appena nato, non dimenticava del tutto le sue infauste tradizioni. Non potendo dare i meno soliti trattenimenti della pioggia e della neve, ci voleva divertire colle immancabili repliche senza richiesta, soffiando con quanto fiato aveva in corpo. S'immagini, dopo una lunga stagione così asciutta, come voluminosi e densi dovevano levarsi, rotolando sul piano e sul monte, i nembi di polvere. "
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bello il racconto
riporto qualche dato da Sils:
stagione 1877-1878
scarto dalla media 1864/2006
Novembre +0,5° +38,7 mm
Dicembre -1,0° -25,4 mm
Gennaio -0,9° -28,4 mm
Febbraio + 1,9° - 40,4 mm
Marzo -1,4° + 41,7 mm
in sostanza ha fatto caldo solo in Febbraio e neanche poi tanto,mentre l'invernata è stata piuttosto asciutta ma niente di eccezionale comunque.
così per curiosità posto anche gli scarti di quest'ultimo inverno
Novembre +2,9° - 58,2 mm
Dicembre +2,5° + 27,3 mm
Gennaio +4,1° + 24,7 mm
Febbraio +3,5° - 7,7 mm
Marzo +2,2° - 6,5 mm
chissà cosa avrebbe scritto il noto autore se avesse vissuto il meraviglioso inverno 2006/2007![]()
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noi, figli del GW ormai siamo rodati a tutto, avessimo messo una persona qualunque a passare l'inverno 1877-1878 si sarebbe siuramente lamentata per il freddo![]()
osservatorio meteo dei Burnigui di Andalo Valtellino www.meteovaltellina.it
http://www.youtube.com/elnibi
non è il centro del mondo ma la serie storica di gran lunga più affidabile per l'Alta Lombardia, quando avrò tempo farò lo stesso lavoro che ho fatto per Sils anche per Lugano.
Anche se di solito i dati mi servono per motivi glaciologici e non per confrontare le fioriture lariane![]()
sto ancora analizzando i dati ma sraò lieto a breve di dimostrare come a livello pluviometrico Sils e Sondrio vanno di pari passo sia come quantitativi assoluti che come regime stagionale...dal punto di vista termico ci sono già dei buoni confronti con S.Antonio.
precipitazioni in media nel trimestre invernale così come sono state sopramedia in tutto il fondovalle valtellinese e persino a S.Antonio Valfurva, niente di nuovo
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