Giugno_2017.pngGiugno_2018.pngGiugno_2019.pngConfronti.png
Riusciamo a capirlo attraverso il confronto delle deviazioni dei giugno 2017, 2018 e 2019 che occupano dal secondo al quarto rango dei più caldi dal 1864.
L'ondata di caldo del 2017 non è stata estremamente intensa in termini assoluti, i giorni di canicola furono solo quelli in terza decade, ma fu estremamente coriacea nella sua durata (ovvero dal 10 al 25).
Sicuramente giugno 2017 è stato percepito estremamente caldo, aveva dato un divario enorme agli altri già a metà mese, e poi in terza decade era a quasi +3.5°C dalla norma progressiva. Tuttavia a differenza di 2018 e 2019 ci sono state delle sfreddate di una certa rilevanza che hanno smorzato nettamente l'anomalia di quel mese.
Giugno 2018 si è trovato così in alto anche se non sembrava chissà cosa per il fatto di non aver mostrato nulla di freddo in modo addirittura estremizzato, in pratica nessuna giornata si può definire sottomedia, e poi eravamo in condizioni quasi di siccità. Lì c'era una persistenza di sopramedia intrinseca del pattern (che si è trascinata da aprile a dicembre 2018).
Invece giugno 2019 viaggiava comunque già di suo quasi al livello 2018 ed era partito più caldo, eravamo leggermente sotto a inizio terza decade, poi l'ondata intensa ha compensato.
Ultima modifica di AbeteBianco; 04/07/2019 alle 19:05
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