Caro omonimo,
nella parte scritta da te, sul libro "Temporali e Tornado", ho letto che la velocitÃ* di propagazione verso levante delle onde di Rossby è inversamente proporzionale alla loro ampiezza (intesa in senso meridiano).
Ossia quando le onde sono strette e molto lunghe nel senso dei meridiani si ha ridotta propagazione a Levante (se non addirittura il blocco).
Il tutto è regolato dall'equazione C=U-0,4.L(elevato al quadrato).
A me viene spontaneo il collegamento alla situazione degli ultimi anni in cui si sono viste sempre più marcate oscillazioni meridiane Nord-Sud, (con irruzioni di aria sub tropicale sino in Scandinavia ed irruzioni di aria polare sin sul Nord-Africa e sempre meno influenza dell'Atlantico sull'Italia), col calo di piovositÃ* annesso.
Cosa ne pensi?
Ciao
Pierluigi
Ultima modifica di PierluigiVB; 17/09/2006 alle 19:01
Meteo Ghiffa http://www.meteoghiffa.it
uhm...qualcosa non mi tornaOriginariamente Scritto da PierluigiVB
Francesco Nucera
"Sono un tipo burbero, scontroso e permaloso ma se mi impegno so essere anche simpatico"
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meteorologo Meteosolutions S.r.l.
PrecisazioneOriginariamente Scritto da PierluigiVB
C=velocitÃ* di propagazione
U=componente media occidentale della velocitÃ* di corrente
L=lunghezza d'onda (in senso meridiano)
Tratto da "Temporali e tornado" pag. 234
Pierluigi
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essendo onde zonali la lunghezza d'onda non può essere meridianaOriginariamente Scritto da PierluigiVB
mi sa anche a me che c'è qualcosa che non va
inoltre quel 0.4 deve avere una dimensione perchè non puoi sottrarre da una velocitÃ* una lunghezza
Ultima modifica di Cristian-Ostuni/Bologna; 17/09/2006 alle 19:19
Condivido sul concetto che in un sinusoide non è la lunghezza d'onda ma l'ampiezza ad essere meridiana.Originariamente Scritto da Cristian-Ostuni/Bologna
Io ho riportato pari pari dal libro,sia i commenti che l'equazione.
Per lunghezza d'onda l'autore intende quella meridiana, e non la distanza (lungo i paralleli) tra 2 creste.
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inoltre quel 0.4 deve avere una dimensione perchè non puoi sottrarre da una velocitÃ* una lunghezza[/quote]
Quel 0.4 una dimensione ce l'ha, ma la formula per esteso è un poco più complessa e non è stata inserita in modo integrale per non appesantire troppo una trattazione che ha scopi essenzialmente divulgativi (in un testo che peraltro vede i temporali come protagonisti senza andare troppo "fuori tema"). In realtÃ* si inserisce 0.4 come valore giÃ* calcolato e buono per le nostre latitudini (come rintracciabile anche nel "Manuale di meteorologia" del CEM). L'intento primario è di sottolineare come, a paritÃ* di U, la velocitÃ* C di propagazione dell'onda decresce al crescere della sua lunghezza. Il primo esempio a caso di trattazione un pelo più approfondita è qui:
http://homepage.ntlworld.com/booty.w...nfo/rossby.htm
ma si trova molto altro nel web. Non era comunque nell'intenzione degli autori approfondire troppo questi aspetti (altrimenti serviva un tomo solo per questo), pertanto ci si scusa se eventualmente si è andati di grana grossa.
Saluti a tutti.
Pierluigi
"“La democrazia, a differenza di altri sistemi reggitori, è quella situazione politica e social-politica, dove il popolo viene preso a calci dal popolo, su mandato del popolo; è la pratica certosina dell'autoinganno” C. Bene
ok non si discute la finalitÃ* del modo di scrivere i concetti, però non ho ancora capito a che lunghezza L ci si riferisceOriginariamente Scritto da Gigiometeo
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Prima di scappare, mi puoi dire se secondo te, alla base delle ultime anomalie climatiche c'è una maggiore ampiezza meridiana delle onde di Rossby con conseguente riduzione del flusso Ovest-Est?Originariamente Scritto da Gigiometeo
Questo è il primo pensiero che mi è venuto dopo avere letto la famosa equazione.
Ciao
Pierluigi
Ultima modifica di PierluigiVB; 18/09/2006 alle 17:04
Meteo Ghiffa http://www.meteoghiffa.it
Un po’ di chiarezza!
Le leggi della fisica, confortate anche dalle osservazioni, dicono che le onde – sia nell’atmosfera che nel mare – si muovono tanto più velocemente quanto più è piccola la lunghezza d’onda ovvero la distanza tra cresta e cresta. E, alla luce dei poi, come non dargli ragione! Infatti, se siete attenti osservatori della natura, allora converrete con me che quando sul mare, all’intensificarsi del vento, compaiono le “increspature” - ovvero onde molte corte ( non più di un metro di lunghezza d’onda), in genere però molto superficiali ( ovvero piccolissima ampiezza) - tali onde si spostano velocissime sul mare. All’opposto, le onde molto lunghe ( “see well”), con lunghezza d’onda di 100-200 m, hanno grande ampiezza ( onde come i “cavalloni “o i “marosi”) ma sono molto lente nel loro spostamento orizzontale. Il motivo? In termini molto semplificativi, nelle onde “corte” la maggior parte dell’energia cinetica del vento vene spesa per il loro spostamento orizzontale: Invece nelle onde “lunghe” la maggior parte dell’energia viene sprecata per alimentare l’ampiezza (ovvero l' altezza delle onde, nel caso del mare, o, l’ampiezza delle oscillazioni nel verso dei meridiani, nel caso dell’atmosfera).
Chiarezza è fatta!Originariamente Scritto da mario.giuliacci
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