Osservando l'andamento di questo inverno 2007-2008, balza in modo chiaro ed incontrovertibile, il ritorno in pompa magna, sullo scenario italico, delle inconfondibili perturbazioni Atlantiche, incarnazione simbolica di ricordi struggenti e mirabili, della nostra incosciente e felice infanzia, sembianze graziose, dei nostri sogni meteo-indimenticabili, del passato. Ebbene con la saggezza tipica e la premura materna della mamme, hanno dispensato e dispensano preziose risorse idriche, alle mitiche montagne del belpaese, alle falde della vita umana, alla vegetazione fantastica ed agli amici animali del creato. I teoremi delo sfacelo ed i loro arguti elaboratori, hanno subito una sonora smentita sul piano pratico e fattuale, da un esempio di rara coerenza della natura, che nei suoi intricati e spesso caotici meccanismi, ritrova con incantevole equilibrio la sua inafferrabile e fascinosa armonia. La sua inprevedibilità è magica prelibatezza ai palati fini di noi, appassionati del cielo, chissà che non ci delizi e ci stupisca nuovamente, con nevicate mozzafiato, ammantando di bianco, posti insoliti e remoti? Ardua, e per certi versi insolubile risposta a tale quesito, rimane tuttavia il fatto che, anche innanzi a giornate invernali di sole, di luce e di splendore, una grande gratitudine si porge alla libera, indipendente e sfuggente natura, che cela con discrezione e pudore, la sua essenza più intima, più profonda e più arcaica.
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Senza Dio, siamo come granelli di sabbia, dimenticati sulla spiaggia del tempo, e tu non fai eccezione.
Mitico Ciccio, poeta del creato.
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"We are all star people, from the dust we came and to the dust we shall return. So let's celebrate Love. Ciao Mamma.
meravigliose le tue parole, complimenti!!
Filippo
Vivo a Trento città, ma la mia stazione meteo è nella campagna di fronte casa dei miei genitori, a Rovereto.
Concordo pienamente con te Filippo. Paradossalmente, potendo fare un confronto diretto con 25-30 anni fa (tengo sempre a specificare che parlo della mia zona, che trovandosi ai piedi delle Alpi ma abbastanza vicina alla pianura e ad un lago "caldo" come il Garda è molto sensibile ai cambiamenti, credo più di altre zone) direi anzi che la riproposizione di situazioni usuali in quel periodo mi/ci ha sbattuto in faccia la differenza con quei tempi, che in sintesi può essere vista come l'innalzamento in analoghe situazioni della quota neve di circa 1000 metri, almeno per quel che riguarda la Valle dell'Adige, per motivi che ho spiegato qualche giorno fa in altri post.
Vedere la pioggia cadere nel cuore di gennaio fin quasi a 2000 metri per chi come me era abituato a vederla spingersi negli anni '70 e '80 (dal 1988 la svolta) al massimo fin sui 1000 metri nei primi 20 giorni di gennaio (salvo eccezioni davvero molto rare) mi procura un senso di meteo-frustrazione, ma bisogna prenderne atto.
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Saluti a tutti, Flavio
Ho recuperato il thread di cui parlavo sopra.
http://forum.meteonetwork.it/showthr...t=71690&page=3
Posso aggiungere, così a memoria, che mentre in quel periodo il "treno di perturbazioni" veniva spesso interrotto da rasoiate gelide (mi viene in mente l'inizio di gennaio 1979, che fece seguito ad una seconda metà di dicembre atlantica, ma ci sono altri esempi), negli ultimi anni sempre più spesso la fase atlantica va ad esaurirsi grazie al "cammello", trasformandosi spesso in una zonalità sparata che per le nostre latitudini di solito è nefasta.
Guarda caso sembra quel che accadrà nei prossimi giorni, con lo zero termico previsto da noi oltre i 3000 metri già per il week-end, roba da estate
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Saluti a tutti, Flavio
Se paragonato a quegli anni, indubbiamente è un ragionamento condivisibile, più umilmente, la situazione attuale, l'ho assunta come spunto, per fare un viaggio nella memoria, augurandomi che quanto prima queste perturbazioni ci riportino agli antichi fasti di un tempo. Ci sono tante teorie che ineriscono i mutamenti climatici, speriamo che vengano invalidate, il tutto risolvendosi in una normale fluttuazione climatica, tale ultimo concetto è evidentemente di natura prettamente personale, ponendosi come base per una nostalgica digressione poetico-sentimentale.
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Senza Dio, siamo come granelli di sabbia, dimenticati sulla spiaggia del tempo, e tu non fai eccezione.
Beh, me lo auguro anch'io ovviamente, sotto questo aspetto sono d'accordo. Io ho preso atto della situazione qui; da parte mia il sospetto che sul cambiamento piuttosto repentino degli ultimi tempi ci sia qualche forzatura "esterna" c'è, ma dall'altra parte è pure vero che i cicli di lunga durata sono normali in natura, per cui spero anch'io che la ruota giri riportandoci "agli antichi fasti di un tempo", come li definisci tu in maniera molto bella;
su questo non ci sono dubbi!
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Saluti a tutti, Flavio
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