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  1. #11
    Vento moderato L'avatar di alnus
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Grazie a tutti! Interventi ricchi di notizie!
    Nella carta svizzera si vede quello che dicevo: faggio presente nal Vallese centrale e in Leventina, zone da foehn per antonomasia. Quindi rinnovo l'invito: lasciamo perdere le spiegazioni, elenchiamo valli dove manca. Per esempio in Svizzera si vede dalla carta che manca in tutta l'Engadina, fino al confine austriaco, quindi fino ai 1.000 metri. Manca anche in quasi tutto l'alto Vallese, manca nell'alto Hinterrhein.
    Io ho detto che manca in Pusteria, ma potrei sbagliarmi: stavo guidando e guardavo i versanti da lontano.
    Però mi incuriosisce molto questo gioco, che potremmo fare anche per diversi anni. Che ne dite? Potremmo guardare se è presente in Venosta, in Val d'Aosta, in Valtellina ...
    Però per favore guardiamolo coi nostri occhi, non riportiamo testi teorici, a meno che non siano come la carta svizzera, dove si capisce bene che non si sono limitati ad adattare la teoria alla realtà, ma invece hanno osservato la realtà in modo puntuale ed oggettivo.
    Ultima modifica di alnus; 28/06/2020 alle 20:46

  2. #12
    Burrasca L'avatar di EnnioDiPrinzio
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Citazione Originariamente Scritto da alnus Visualizza Messaggio
    Grazie a tutti! Interventi ricchi di notizie!
    Nella carta svizzera si vede quello che dicevo: faggio presente nal Vallese centrale e in Leventina, zone da foehn per antonomasia. Quindi rinnovo l'invito: lasciamo perdere le spiegazioni, elenchiamo valli dove manca. Per esempio in Svizzera si vede dalla carta che manca in tutta l'Engadina, fino al confine austriaco, quindi fino ai 1.000 metri. Manca anche in quasi tutto l'alto Vallese, manca nell'alto Hinterrhein.
    Io ho detto che manca in Pusteria, ma potrei sbagliarmi: stavo guidando e guardavo i versanti da lontano.
    Però mi incuriosisce molto questo gioco, che potremmo fare anche per diversi anni. Che ne dite? Potremmo guardare se è presente in Venosta, in Val d'Aosta, in Valtellina ...
    Però per favore guardiamolo coi nostri occhi, non riportiamo testi teorici, a meno che non siano come la carta svizzera, dove si capisce bene che non si sono limitati ad adattare la teoria alla realtà, ma invece hanno osservato la realtà in modo puntuale ed oggettivo.
    Alnus vedi che andare a "toccare con mano" è sacrosanto ma davvero impegnativo.
    Ci sarebbe un altro metodo di verifica sul posto,valido e veloce: la funzione street view di google earth (ti porta ovunque, velocemente su ogni strada battuta dall'automobilina di google e puoi zoommare sugli alberi per capire di cosa si tratta).
    Poco fa per rendermi conto sono andato a curiosare in val Maira (dove andavo in estate da piccolo) ebbene in due minuti ho verificato che sui fianchi della bassa valle (fondovalle 750 m.) il versante solivo a 850 m. ha querce e pini silvestri ,mentre nel versante nord, nelle vallette fresche alla stessa quota c'è un bosco misto mesofilo con molti faggi.
    Nella media valle (Prazzo 1000 m.) i versanti sud soprastanti il paese, hanno pini silvestri ma anche faggi negli impluvi freschi, mentre il versante nord è pittosto una pecceta.
    Risalendo ancora ad Accelio sui fianchi di fondovalle vedo betulle e sorbi montani ma pochi faggi o nessuno ( definizione delle foto non sempre sufficiente ad indagare le foglie) poi sopra, sullo stesso versante sud, qualche faggio sembra esserci a 1400 m.(sul versante opposto pecci betulle larici).
    Insomma in 5 minuti indaghi una valle ma poi bisogna tornarci su per indagare meglio.
    Conclusione : nella val Maira i faggi ci sono fino al loro limite altitudinale.
    Ultima modifica di EnnioDiPrinzio; 02/07/2020 alle 13:05

  3. #13
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Ottima discussione – da forestale trentino, molto appassionato di montagna, vi descrivo cio’ che ho osservato in zona Trentino Alto-Adige.
    Distribuzione del faggio nelle Alpi
    Come giustamente osservato da Alnus seguendo un transetto immaginario “Sud-Nord” da Verona al brennero, notiamo come la presenza del faggio vada via via riducendosi
    Zona esalpica (Prealpi – monte Baldo, lessini, piccole dolomiti – NON negli altipiani): assoluta maggioranza di faggio, con pochissime specie “accessorie” (salvo rimboschimenti). Nei versanti esposti a nord, tra gli 800 ed i 1400 metri presenza di abete bianco. Talvolta l’abete risulta dominante secondo uno schema di sostituzione di abete bianco su faggio e di faggio su abete bianco (aspetti pedologici e di luminosita’). Il faggio copre un vasto profilo altimetrico e raggiunge spesso il limite superiore del bosco.
    Zona mesalpica (media-alta valsugana, val rendena, val di non, val di cembra, in parte val di fiemme): il faggio e’ ancora ben presente ma il suo areale si riduce sia a seconda dell’esposizione che in sviluppo altimetrico. Preferisce versanti ben esposti (esposizione meridionale e occidentale), si localizza a medio-versante. Nei versanti settentrionali talvolta presenta ma mai dominante, consociato ad abete rosso ed abete bianco. Ad alta quota sostiutito da abete rosso, a bassa quota sostituito o consociato a roverella (val di cembra) o anche pino silvestre (val di fiemme).
    Zona endalpica: valli altoatesine (pusteria/venosta, valli di sole e fassa): nelle valli altoatesine come pusteria e venosta raramente riscontrabile, se non nelle vicinanze della valle dell’adige in piccoli/medi gruppi. Esclusivamente su versanti esposti a meridione, la fascia altimetrica si riduce ulteriormente. Risalendo le valli scompare totalmente sostituito da abete rosso (esp. Nord), roverella e pino silvestre nelle esposizioni a meridione.
    Va anche menzionato che la valle dell’adige per la sua disposizione nord-sud ed essendo una valle relativamente aperta crea una situazione piuttosto particolare. Le condizioni lungo i versanti della valle stessa sono “esalpiche” fino quasi a Bolzano (direi Ora), questo perche’ non vi sono grossi sbarramenti alla risalita di correnti umide e calde per un lungo tratto della valle. Altre grosse valli alpine come la Valtellina, invece, sbarrata a sud dalla catena orobica- porta ad una brusca differenziazione climatica in pochi kilometri. Questo lo si riscontra bene camminando lungo i versanti affacciati sulla valle dell’Adige del Parco del Monte Corno in provincia di BZ, dove si ritrova facilmente abbondante faggio. Basta addentrarsi di qualche km verso la val di fiemme tuttavia, per riscontrare una situazione climatica e vegetazionale ben diversa, con il faggio consociato ad altre specie e mai dominante.
    Aggiungo che la distribuzione del faggio nella parte orientale delle alpi italiane e’ piu’ diffusa e capillare rispetto ad Ovest. Probabilmente perche’ il versante alpino italiano occidentale ha condizioni climatiche piu “estreme” rispetto a quello orientale, con un passaggio piu brusco tra zone esalpiche e endalpiche. Mentre l’arco alpino italiano orientale conserva una certa oceanicita’ anche addentrandosi nell’arco alpino stesso (penso ad esempio all’alto veneto e alla catena carnica in FVG). In val di Susa, invece, ho notato presenza di faggio abbondante sui versanti fino a Susa (spesso sostituito pero’ da castagno), poi riduzione molto molto forte salendo fino ad Oulx. Da Oulx verso Bardonecchia o verso Sauze scomparsa del faggio.
    Come riportato da altri sopra, le caratteristiche del clima oceanico vs continentale sono l’aspetto chiave (basta vedere anche la distribuzione dello stesso nelle pianure nord orientali europee).

  4. #14
    Vento moderato L'avatar di alnus
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Citazione Originariamente Scritto da Muschio Visualizza Messaggio
    Ottima discussione – da forestale trentino, molto appassionato di montagna, vi descrivo cio’ che ho osservato in zona Trentino Alto-Adige.
    Distribuzione del faggio nelle Alpi
    Come giustamente osservato da Alnus seguendo un transetto immaginario “Sud-Nord” da Verona al brennero, notiamo come la presenza del faggio vada via via riducendosi
    Zona esalpica (Prealpi – monte Baldo, lessini, piccole dolomiti – NON negli altipiani): assoluta maggioranza di faggio, con pochissime specie “accessorie” (salvo rimboschimenti). Nei versanti esposti a nord, tra gli 800 ed i 1400 metri presenza di abete bianco. Talvolta l’abete risulta dominante secondo uno schema di sostituzione di abete bianco su faggio e di faggio su abete bianco (aspetti pedologici e di luminosita’). Il faggio copre un vasto profilo altimetrico e raggiunge spesso il limite superiore del bosco.
    Zona mesalpica (media-alta valsugana, val rendena, val di non, val di cembra, in parte val di fiemme): il faggio e’ ancora ben presente ma il suo areale si riduce sia a seconda dell’esposizione che in sviluppo altimetrico. Preferisce versanti ben esposti (esposizione meridionale e occidentale), si localizza a medio-versante. Nei versanti settentrionali talvolta presenta ma mai dominante, consociato ad abete rosso ed abete bianco. Ad alta quota sostiutito da abete rosso, a bassa quota sostituito o consociato a roverella (val di cembra) o anche pino silvestre (val di fiemme).
    Zona endalpica: valli altoatesine (pusteria/venosta, valli di sole e fassa): nelle valli altoatesine come pusteria e venosta raramente riscontrabile, se non nelle vicinanze della valle dell’adige in piccoli/medi gruppi. Esclusivamente su versanti esposti a meridione, la fascia altimetrica si riduce ulteriormente. Risalendo le valli scompare totalmente sostituito da abete rosso (esp. Nord), roverella e pino silvestre nelle esposizioni a meridione.
    Va anche menzionato che la valle dell’adige per la sua disposizione nord-sud ed essendo una valle relativamente aperta crea una situazione piuttosto particolare. Le condizioni lungo i versanti della valle stessa sono “esalpiche” fino quasi a Bolzano (direi Ora), questo perche’ non vi sono grossi sbarramenti alla risalita di correnti umide e calde per un lungo tratto della valle. Altre grosse valli alpine come la Valtellina, invece, sbarrata a sud dalla catena orobica- porta ad una brusca differenziazione climatica in pochi kilometri. Questo lo si riscontra bene camminando lungo i versanti affacciati sulla valle dell’Adige del Parco del Monte Corno in provincia di BZ, dove si ritrova facilmente abbondante faggio. Basta addentrarsi di qualche km verso la val di fiemme tuttavia, per riscontrare una situazione climatica e vegetazionale ben diversa, con il faggio consociato ad altre specie e mai dominante.
    Aggiungo che la distribuzione del faggio nella parte orientale delle alpi italiane e’ piu’ diffusa e capillare rispetto ad Ovest. Probabilmente perche’ il versante alpino italiano occidentale ha condizioni climatiche piu “estreme” rispetto a quello orientale, con un passaggio piu brusco tra zone esalpiche e endalpiche. Mentre l’arco alpino italiano orientale conserva una certa oceanicita’ anche addentrandosi nell’arco alpino stesso (penso ad esempio all’alto veneto e alla catena carnica in FVG). In val di Susa, invece, ho notato presenza di faggio abbondante sui versanti fino a Susa (spesso sostituito pero’ da castagno), poi riduzione molto molto forte salendo fino ad Oulx. Da Oulx verso Bardonecchia o verso Sauze scomparsa del faggio.
    Come riportato da altri sopra, le caratteristiche del clima oceanico vs continentale sono l’aspetto chiave (basta vedere anche la distribuzione dello stesso nelle pianure nord orientali europee).
    Scusa ma non ho capito.
    In Venosta, Pusteria, Sole e Fassa c'è o non cè?
    Se sì, dove di preciso?

  5. #15
    Bava di vento
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    In val di sole, lo trovi lungo la dorsale delle maddalene e Vegaia-Tremenesca tra caldes e mezzana - raramente piu in alto nella valle (quindi piu ad ovest), sempre ad esposizioni meridionali (quindi versante settentrionale della valle) e consociato ad altre specie, roverella in basso, abete rosso in alto. Sul versante esposto a settentrione (quindi versante del brenta prima e della Presanella poi) lo trovi come piante singole in abieti-pecceti e maggiornmente nella parte bassa della valle tra caldes e Dimaro. Similmente in val di fiemme su versante esposto a meridione, sopra il pino silvestre (che occupa la parte bassa del versante) intorno a cavalese e fino ai pendii meridionali del Monte Agnello, nel versante a settentrione invece (lato lagorai) molto frammentato.
    In Venosta io di faggi ne ho incontrati pochissimi, se non nella parte di valle tra Merano e Bolzano, bassa Venosta a medio versante sempre consociato con bianco e rosso. In Pusteria praticamente assente.

    Per dettagli guarda le cartografie forestale di Prov. Trento e BZ:
    503 Service Temporarily Unavailable

    E le tipologie forestali di BZ (molto chiaro lo schemino)
    http://www.provincia.bz.it/agricoltu...i_Volume_1.pdf

  6. #16
    Brezza tesa L'avatar di Ragnarok
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Citazione Originariamente Scritto da Muschio Visualizza Messaggio
    In val di sole, lo trovi lungo la dorsale delle maddalene e Vegaia-Tremenesca tra caldes e mezzana - raramente piu in alto nella valle (quindi piu ad ovest), sempre ad esposizioni meridionali (quindi versante settentrionale della valle) e consociato ad altre specie, roverella in basso, abete rosso in alto. Sul versante esposto a settentrione (quindi versante del brenta prima e della Presanella poi) lo trovi come piante singole in abieti-pecceti e maggiornmente nella parte bassa della valle tra caldes e Dimaro. Similmente in val di fiemme su versante esposto a meridione, sopra il pino silvestre (che occupa la parte bassa del versante) intorno a cavalese e fino ai pendii meridionali del Monte Agnello, nel versante a settentrione invece (lato lagorai) molto frammentato.
    In Venosta io di faggi ne ho incontrati pochissimi, se non nella parte di valle tra Merano e Bolzano, bassa Venosta a medio versante sempre consociato con bianco e rosso. In Pusteria praticamente assente.

    Per dettagli guarda le cartografie forestale di Prov. Trento e BZ:
    503 Service Temporarily Unavailable

    E le tipologie forestali di BZ (molto chiaro lo schemino)
    http://www.provincia.bz.it/agricoltu...i_Volume_1.pdf
    Avercelo un documento così per le foreste della mia regione...


    "All truths are easy to understand once they're discovered. The point is to discover them." ~ Galileo Galilei

  7. #17
    Vento moderato L'avatar di alnus
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Citazione Originariamente Scritto da Muschio Visualizza Messaggio
    In val di sole, lo trovi lungo la dorsale delle maddalene e Vegaia-Tremenesca tra caldes e mezzana - raramente piu in alto nella valle (quindi piu ad ovest), sempre ad esposizioni meridionali (quindi versante settentrionale della valle) e consociato ad altre specie, roverella in basso, abete rosso in alto. Sul versante esposto a settentrione (quindi versante del brenta prima e della Presanella poi) lo trovi come piante singole in abieti-pecceti e maggiornmente nella parte bassa della valle tra caldes e Dimaro. Similmente in val di fiemme su versante esposto a meridione, sopra il pino silvestre (che occupa la parte bassa del versante) intorno a cavalese e fino ai pendii meridionali del Monte Agnello, nel versante a settentrione invece (lato lagorai) molto frammentato.
    In Venosta io di faggi ne ho incontrati pochissimi, se non nella parte di valle tra Merano e Bolzano, bassa Venosta a medio versante sempre consociato con bianco e rosso. In Pusteria praticamente assente.

    Per dettagli guarda le cartografie forestale di Prov. Trento e BZ:
    503 Service Temporarily Unavailable

    E le tipologie forestali di BZ (molto chiaro lo schemino)
    http://www.provincia.bz.it/agricoltu...i_Volume_1.pdf
    Grazie!
    Bravissimo!
    Devo addentrarmi con calma nei testi preziosi da te linkati, ma mi pare di capire che quindi in Pusteria è effettivamente assente.
    Per Fiemme e Fassa, tu dici che presso Cavalese ce n'è, ma stando ai colori della carta sarebbe assente. Tendo a fidarmi più della tua osservazione diretta, comunque.

  8. #18
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Stimolato da questa discussione interessantissima ho sottratto un'oretta al mio lavoro andando a perlustrare con il computer che ho in ufficio e tramite Google earth e street view alcuni settori delle Alpi.
    Con più calma posterò delle immagini, ma per ora faccio un breve riassunto delle mie prime impressioni.
    Cominciando dalle Alpi Marittime, ho notato nella valle di Limone Piemonte che il limite superiore del bosco è costituito da latifoglie e non da conifere ( come negli Appennini) ed i faggi sono ben presenti fino al limite superiore del bosco.
    Andando ad ispezionare le successive vallate poste poco più a nord, ho notato che nelle valli che confluiscono ad Entracque inizia a costituirsi una fascia superiore di conifere ( pecci e larici) fino a 1800 m. relegando le latifoglie ad una fascia inferiore ai 1400 m. tuttavia le conifere mostrano ancora una scarsa penetrazione verso le quote medio basse ( 1000-1200 m.) dove le latifoglie predominano).
    Salendo ancora verso nord la già ricordata Val Maira è la prima ad avere estese peccete già dai 1000 sui pendii esposti a nord ( ove alle stesse quote a Limone troviamo latifoglie).
    Della presenza di faggio in Val Maira ho già detto e non mi ripeterò.
    Salendo poi in val di Susa ( dove pure ho passato diverse estati da ragazzino) sono andato a rivedere i posti che ricordavo e se lì i pendii esposti a nord sono coperti in prevalenza da peccete e sopra lariceti e quelli sud da pinete ( pino silvestre) ho notato in una delle convalli esposte a sud che confluiscono sulla cittadina (con ottima protezione alle sue spalle da montagne piuttosto alte) che ci sono in alcune zone protette ma umide, dei popolamenti di latifoglie con faggio se non sbaglio).
    Uscendo da Bardonecchia, scendendo , subito dopo il paese (sotto il forte Bramafam- lato sud) , ci sono ampi popolamenti di latifoglie ( con anche faggi) in vallette fresche e sopraelevate dal fondo valle principale.
    Insomma il fondovalle è ostile al faggio che si rifugia in posizioni sopraelevate riparate e fresche, ossia con impluvi che garantiscano protezione dalle gelate ma anche umidita ( altrimenti prende il sopravvento il pino silvestre sui fianchi secchi esposti a sud).
    Prima di spegnere il computer sono andato dalle parti del Brennero ( Colle Isarco) dove pure ho passato un'estate , ma li anche a 1000 m. le latifoglie sono assolutamente minoritarie, si limitano al fondovalle mi pare con ontani mentre i monti sono coperti da estese peccete.
    Non ho visto faggi ad un primo veloce sguardo in val di Fleres.

  9. #19
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Citazione Originariamente Scritto da EnnioDiPrinzio Visualizza Messaggio
    Stimolato da questa discussione interessantissima ho sottratto un'oretta al mio lavoro andando a perlustrare con il computer che ho in ufficio e tramite Google earth e street view alcuni settori delle Alpi.
    Con più calma posterò delle immagini, ma per ora faccio un breve riassunto delle mie prime impressioni.
    Cominciando dalle Alpi Marittime, ho notato nella valle di Limone Piemonte che il limite superiore del bosco è costituito da latifoglie e non da conifere ( come negli Appennini) ed i faggi sono ben presenti fino al limite superiore del bosco.
    Andando ad ispezionare le successive vallate poste poco più a nord, ho notato che nelle valli che confluiscono ad Entracque inizia a costituirsi una fascia superiore di conifere ( pecci e larici) fino a 1800 m. relegando le latifoglie ad una fascia inferiore ai 1400 m. tuttavia le conifere mostrano ancora una scarsa penetrazione verso le quote medio basse ( 1000-1200 m.) dove le latifoglie predominano).
    Salendo ancora verso nord la già ricordata Val Maira è la prima ad avere estese peccete già dai 1000 sui pendii esposti a nord ( ove alle stesse quote a Limone troviamo latifoglie).
    Della presenza di faggio in Val Maira ho già detto e non mi ripeterò.
    Salendo poi in val di Susa ( dove pure ho passato diverse estati da ragazzino) sono andato a rivedere i posti che ricordavo e se lì i pendii esposti a nord sono coperti in prevalenza da peccete e sopra lariceti e quelli sud da pinete ( pino silvestre) ho notato in una delle convalli esposte a sud che confluiscono sulla cittadina (con ottima protezione alle sue spalle da montagne piuttosto alte) che ci sono in alcune zone protette ma umide, dei popolamenti di latifoglie con faggio se non sbaglio).
    Uscendo da Bardonecchia, scendendo , subito dopo il paese (sotto il forte Bramafam- lato sud) , ci sono ampi popolamenti di latifoglie ( con anche faggi) in vallette fresche e sopraelevate dal fondo valle principale.
    Insomma il fondovalle è ostile al faggio che si rifugia in posizioni sopraelevate riparate e fresche, ossia con impluvi che garantiscano protezione dalle gelate ma anche umidita ( altrimenti prende il sopravvento il pino silvestre sui fianchi secchi esposti a sud).
    Prima di spegnere il computer sono andato dalle parti del Brennero ( Colle Isarco) dove pure ho passato un'estate , ma li anche a 1000 m. le latifoglie sono assolutamente minoritarie, si limitano al fondovalle mi pare con ontani mentre i monti sono coperti da estese peccete.
    Non ho visto faggi ad un primo veloce sguardo in val di Fleres.

    Interessante l'analisi sul Piemonte. Quel poco che posso dire io, non intenendomi troppo di vegetazione, è che alcune vallate a parità di quota sono ben più spoglie di altre, e di solito in queste le conifere scarseggiano dato che il limite del "bosco" arriva anche a 1000-1200 metri.

    Mediamente in valle d'aosta il limite del bosco è superiore, e non è raro che arrivi a 2200-2300 metri. Esistono almeno due casi anche in Piemonte però: in alta val Chisone, versante nord nel sentiero per il monte Albergian alcuni isolati larici si spingono fino a 2400 metri, mentre il bosco di pino cembro dell'Alevè, vicino al Monviso, arriva tranquillamente a 2300 (bosco pure fitto in questo caso)

    Tra le vallate più "spoglie" oltre una certa quota ci metterei le valli di Lanzo, la val Soana, la valchiusella, forse il biellese. Insomma, le Alpi Graie e le Cozie settentrionali, che sono anche le più secche in termini pluviometrici.
    Sui faggi però non saprei.

    EDIT: Ricordavo male, le Alpi Graie non sono affatto poco piovose, le Cozie settentrionali si, però ad esempio in val susa, soprattutto in alta valle, mi sembra che il limite del bosco sia alto su tutti i versanti più o meno.
    Ultima modifica di ale97; 03/07/2020 alle 22:53

  10. #20
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    Predefinito Re: Vallate alpine senza faggi

    Citazione Originariamente Scritto da ale97 Visualizza Messaggio
    Interessante l'analisi sul Piemonte. Quel poco che posso dire io, non intenendomi troppo di vegetazione, è che alcune vallate a parità di quota sono ben più spoglie di altre, e di solito in queste le conifere scarseggiano dato che il limite del "bosco" arriva anche a 1000-1200 metri.

    Mediamente in valle d'aosta il limite del bosco è superiore, e non è raro che arrivi a 2200-2300 metri. Esistono almeno due casi anche in Piemonte però: in alta val Chisone, versante nord nel sentiero per il monte Albergian alcuni isolati larici si spingono fino a 2400 metri, mentre il bosco di pino cembro dell'Alevè, vicino al Monviso, arriva tranquillamente a 2300 (bosco pure fitto in questo caso)

    Tra le vallate più "spoglie" oltre una certa quota ci metterei le valli di Lanzo, la val Soana, la valchiusella, forse il biellese. Insomma, le Alpi Graie e le Cozie settentrionali, che sono anche le più secche in termini pluviometrici.
    Sui faggi però non saprei.

    EDIT: Ricordavo male, le Alpi Graie non sono affatto poco piovose, le Cozie settentrionali si, però ad esempio in val susa, soprattutto in alta valle, mi sembra che il limite del bosco sia alto su tutti i versanti più o meno.
    Io non intendevo dire che fossero spoglie ( la valle di Limone Piemonte è abbastanza ricca di boschi fino a 1400-1600 m. ed oltre) ma manca una consistente fascia di pecci e di larici sopra la faggeta.
    Qui le peccete sono al loro limite meridionale italiano e non si spingono oltre in Appennino ( salvo alcuni relitti in Toscana)..
    Avevo notato che la capacità di costituire foreste di abeti rossi è in quelle valli molto indebolita, ma non perché non piova.
    Ultima modifica di EnnioDiPrinzio; 03/07/2020 alle 23:25

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