Queste sono le medie x cinquantennio, aggiornate aumentando le precedenti il 1940:E poi: come fai a dire che "GLI ULTIMI 70-80 ANNI HANNO VISTO UNA MEDIA SUNSPOT MOLTO, MOLTO ELEVATA"? Elevata rispetto a cosa?
sunspot-x50.JPG
Questo certamente e' un elemento, ma non perdiamoci l'elemento piu' importante:Sì, ma forse occorre ricordare che la modalità con la quale gli oceani si scaldano non è diretta, ma mediata dal bilancio energetico globale (e avviene nello skin layer oceanico)., lo ho già rimarcato un paio di volte ed è sempre utile ribadirlo.
- riscaldamento DIRETTO solare che si estrinseca in due modi:
Il sole picchia duro sull'oceano fino almeno a 100mt di profondita' e le stagioni in cui il sole penetra maggiormente sono scaldanti delle masse oceaniche che infatti aumentano la loro temperatura diminuendola nelle stagioni in cui il sole e' + inclinato e l'atmosfera + fredda (esempio il mediterraneo aumenta di 10° vicino alla superficie e via via di meno con la profondita', tra inverno e estate).
Il bilancio "potrebbe" essere NULLO SE:
- non cambiasse la forzante solare nel tempo
- non cambiassero le condizioni di nuvolosita' e piogge sopra l'oceano
Ma cambiano tutte e due le cose e quindi il bilancio subira' fasi di aumento e fasi di diminuzione e questo per l'effetto DIRETTO del Sole.
Ovviamente cio' che succede nelle fasce tropicali e' immensamente piu' importante rispetto al resto degli oceani.
Quindi abbiamo due azioni sugli oceani, una diretta e una indiretta.
Si, va bene, però resta da capire perchè, se il calore immagazzinato dall'oceano durante l'estate, viene ceduto all'atmosfera in pochi mesi, una variazione interna dell'attività solare, di portata ben minore di quella stagionale, dovrebbe essere ceduto invece in tempi maggiori.
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Marco Pifferetti Albinea - Reggio E.
http://marcopifferetti.altervista.org/index.htm
Perche' NON e' vero che che il calore immagazzinato viene ceduto in pochi mesi nella stessa entita'.
Viene fatto con entita' variabile di anno in anno in dipendenza di tante condizioni.
Quindi vuol dire che tra un anno e l'altro puoi avere un DELTA (o di surplus o di minus calore immagazzinato).
Se incappi in una situazione che ti produce per qualche anno dei surplus di questo calore vedrai crescere l'Heat Content, altrimenti lo vedrai calare.
Questo succede normalmente durante le fasi positive Nino e ovviamente se una avviene una fase + lunga (tipo PDO+ che produce media ENSO+) di Nino MEDIO positivo rispetto a situazioni precedenti il surplus aumentera' per un periodo + lungo.
Questo pero' riguarda il secondo punto, il + importante secondo me.
Per il primo punto, la variabilita' solare, il discorso e' analogo ma su variazioni piu' piccole e comunque se hai una fase lunga che mediamente ti produce quel/i Watt/m2 in piu' di periodi precedenti hai sicuramente questo piccolo scompenso che si accumula alle condizioni precedenti.
Pensare, come dice talvolta Stefano, che le fasi positive e negative si elidono (esempio Nino/a e' come minimo semplicistico.
Qui si susseguono Nino e Nine ma il vapore tropicale non diminuisce tanto quanto e' aumentato. CO2 ? Magari pure, ma solo l'aspetto puramente Oceanico di PDO+ (ENSO media+) e AMO in forte aumento fino al 2003-5 spiega assai bene questo grafico ! Spero sia chiaro.
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Intanto, parlare di *calore immagazzinato* nell'oceano mi pare un po' improprio, essendo il calore una funzione di processo o di trasformazione(esattamente come il lavoro) e quindi, come tale, non può essere immagazzinato o stoccato.
Ma anche ammettendo che, se trasformato in calore sensibile e quindi andando a modificare lo stato di equilibrio del sistema, lo possa in parte fare, credo cmq che, in base a quanto si sa sulle variazioni stagionali e anche dopo la lettura di questo recente studio ulteriore, che conclude così
si possa anche relativizzare quest'idea che ricorre spesso sui forum, soprattutto a proposito di presunti immagazzinamenti di calore derivanti da passati cicli solari.A large annual term is found in both the implied radiation imbalance and the direct measurements. Its magnitude and phase confirm earlier observations that delivery of the energy to the ocean is rapid, thus eliminating the possibility of long time constants associated with the bulk of the heat transferred.
Gli oceani, in sé, *non* contengono calore e quindi non possono immagazzinare ciò che non contengono!
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Credo poi che mai titolo di TD sia stato meno azzeccato: se Antropocene non va bene (per clayco), tantomeno si può accettare di trasformarlo in Suncene (o Eliocene che sia).
Un interessante ed ulteriore contributo, a tal proposito, giunge da una classica analisi statistica (regressione lineare) effettuata qui sulla presunta influenza che il magnetismo solare (AA-Index) avrebbe sull'andamento termico globale.
Riporto uno stralcio significativo:
Da notare ancora una cosa: se utilizzassimo le recenti ricostruzioni del magnetismo solare - ad es. queste di Cliver e Svalgaard - sparirebbe anche il trend dell'indice solare, dal momento cheL'accordo tra AA-Index e temperatura non è molto migliore di quello tra altri indicatori di attività solare e temperatura. Tutti questi indicatori non spiegano assolutamente l'aumento di temperatura degli ultimi 20 anni, che invece corrisponde benissimo all'incremento di CO2
e quindi rafforzando ulterioremente le conclusioni a cui giunge l'analisi precedentemente citata.It is evident that the aa-index is systematically too low before 1957
Vorrà pur dire qualcosa se persino un guru dello scetticismo climatico come Lindzen, al recente meeting degli scettici a NYC lo scorso marzo, "bacchetta" gli altri sul mito del sole come main driver del climate change....
In a keynote talk Sunday night, Richard S. Lindzen, a professor at M.I.T. and a longtime skeptic of the mainstream consensus that global warming poses a danger, first delivered a biting attack on what he called the “climate alarm movement.”
There is no solid scientific evidence to back up the models used by climate scientists who warn of dire consequences if warming continues, he said. But Dr. Lindzen also criticized widely publicized assertions by other skeptics that variations in the sun were driving temperature changes in recent decades. To attribute short-term variation in temperatures to a single cause, whether human-generated gases or something else, is erroneous, he said.
Speaking of the sun’s slight variability, he said, “Acting as though this is the alternative” to blaming greenhouse gases “is asking for trouble.”
~~~ Always looking at the sky~~~
Stefano, fissiamo dei paletti:
La temperatura di un corpo e' una energia a tutti gli effetti e come tale puo' produrre lavoro. E non a caso l'Heat Content (Contenuto in Calore) oceanico e' espresso in Joule. E' Calore. E le sue variazioni corrispondono ad aumento o diminuzione di questo calore e quindi "virtualmente" a immagazzinamento o cessione di questo calore.Gli oceani, in sé, *non* contengono calore e quindi non possono immagazzinare ciò che non contengono!
La frase:
Non sposta assolutamente quanto ho affermato in precedenza. Che lo scambio (input-output) di calore sia rapido non toglie il fatto che si presentino squilibri nel breve e nel lungo periodo e quindi aumento o diminuzioni della temperatura della MASSA OCEANICA, non sto parlando della superficie. Una affermazione sensa alcun senso.A large annual term is found in both the implied radiation imbalance and the direct measurements. Its magnitude and phase confirm earlier observations that delivery of the energy to the ocean is rapid, thus eliminating the possibility of long time constants associated with the bulk of the heat transferred.
L'affermazione di Lindzen e' invece tra le piu' sagge che si possano leggere attualmente nella diatriba climatica.![]()
Sì, con pignoleria si dovrebbe dire "energia scambiata sotto forma di calore e quindi immagazzinata come aumento della temperatura del sistema".
Però proprio nell'articolo che hai indicato l'espressione "heat content" si conta 19 volte (escluso il materiale a supporto).
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News
l'Heliomagnetismo
A riguardo Svagaard ha calcolato HMF su altra base rispetto ai raggi cosmici (con IDV index, vedi: http://www.leif.org/research/IDV09.pdf) e gli torna diverso da McCracken nel periodo PEG.
Di sicuro dall'inizio del secolo c'e' stato un forte aumento che sta scemando adesso. Vedremo che ce capiranno in futuro.![]()
Ma che senso ha calcolarsi le medie per cinquantennio, quando sappiamo che gli oceani non immagazzinano calore acquisito da passati cicli solari e, semmai, rilasciano ogni anno un quantitativo di calore che è frutto di un surplus di energia solare *100* volte superiore a quello assorbito durante le fasi solari più elevate?![]()
Allora, per essere precisi:Questo certamente e' un elemento, ma non perdiamoci l'elemento piu' importante:
- riscaldamento DIRETTO solare che si estrinseca in due modi:
Il sole picchia duro sull'oceano fino almeno a 100mt di profondita' e le stagioni in cui il sole penetra maggiormente sono scaldanti delle masse oceaniche che infatti aumentano la loro temperatura diminuendola nelle stagioni in cui il sole e' + inclinato e l'atmosfera + fredda (esempio il mediterraneo aumenta di 10° vicino alla superficie e via via di meno con la profondita', tra inverno e estate).
Il bilancio "potrebbe" essere NULLO SE:
- non cambiasse la forzante solare nel tempo
- non cambiassero le condizioni di nuvolosita' e piogge sopra l'oceano
Ma cambiano tutte e due le cose e quindi il bilancio subira' fasi di aumento e fasi di diminuzione e questo per l'effetto DIRETTO del Sole.
Ovviamente cio' che succede nelle fasce tropicali e' immensamente piu' importante rispetto al resto degli oceani.
Quindi abbiamo due azioni sugli oceani, una diretta e una indiretta.
-l'energia solare ricevuta dagli oceani (a livello del mare) varia irregolarmente con la lunghezza d'onda, a causa dell'assorbimento da parte dei gas atmosferici. All'interno del mare, l'assorbimento fa in modo che l'intensità della radiazione solare ricevuta si riduca molto rapidamente. Questa figura rappresenta la distribuzione spettrale dell'intensità della radiazione solare ricevuta a diverse profondità in funzione della lunghezza d'onda:
L'incidenza verticale della luce fa in modo che ancora il 73% di essa riesca a raggiungere 1 cm di profondità, ma poco meno della metà (45% circa) raggiunge 1 m, circa il 22% raggiunge i 10 m di profondità e solamente lo 0.5% arriva a 100 m.
-il bilancio di calore negli oceani è regolato dai flussi in entrata ed in uscita ed *è* nullo, sempre, a condizione di considerare l'insieme globale degli oceani. Come ho già detto, la modalità con la quale gli oceani si scaldano è sempre mediata da esso.
Il bilancio è dato dalla differenza radiazione netta acquisita per irraggiamento meno perdita di calore latente meno perdita di calore sensibile.
Se invece il bilancio è calcolato per una specifica regione oceanica non è nullo, e la differenza costituisce il calore trasferito per avvezione (per es. dalle correnti oceaniche), e questo ovviamente può impattare su scala continentale.
Le condizioni di nuvolosità e pioggia sugli oceani mutano la quantità di calore trasferito per avvezione, ma su scala globale non cambiano il bilancio.
Non sono d'accordo. Si parla di scambi che avvengono prevalentemente in superficie o nello skin layer.La temperatura di un corpo e' una energia a tutti gli effetti e come tale puo' produrre lavoro. E non a caso l'Heat Content (Contenuto in Calore) oceanico e' espresso in Joule. E' Calore. E le sue variazioni corrispondono ad aumento o diminuzione di questo calore e quindi "virtualmente" a immagazzinamento o cessione di questo calore.
Che lo scambio (input-output) di calore sia rapido non toglie il fatto che si presentino squilibri nel breve e nel lungo periodo e quindi aumento o diminuzioni della temperatura della MASSA OCEANICA, non sto parlando della superficie.
E le cui variazioni giornaliere o stagionali di temperatura, per loro stessa natura fisica, incidono poco perché hanno un effetto ridotto sull'energia della radiazione di ritorno (l'energia della radiazione è proporzionale alla quarta potenza della T assoluta!).
La temperatura stessa, poi, *non* è energia in sé o una misura della quantità di energia termica, ma semmai è la proprietà che regola il trasferimento di energia termica da un sistema all'altro.
In questo senso, concordo con Hydraulics.
~~~ Always looking at the sky~~~
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