Purtroppo,per come è messa l'Italia, altro che ombrello della BCE,prossimamente servirà l'ombrellone.Altro che sovranità monetaria.
Ecco perchè:
https://www.milanofinanza.it/news/ma...04300833325354
Sì, certo... Soprattutto a tempo indeterminato...
Aspetta che il debito in mani estere cali un altro po' e che, come dice quel genio di Messina, gli italiani comprino i titoli di debito di cui si libereranno le banche e poi vedi che bella difesa: a quel punto un bell'haircut (leggasi default) che però sarà l'equivalente di una bella patrimoniale. E l'inc...a è servita (va detto che probabilmente sarebbe la situazione meno dannosa per il sistema nel suo complesso).
Dopo, mi raccomando, continuare a dire che è colpa dell'austerity, dell'Europa, della Merkel, di Soros ecc. ecc.
Neutrofilo, normofilo, fatalistofilo: il politically correct della meteo
27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
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27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
Se guardi l'ultimo "Angolo di Phastidio" l'impressione è che stiano preparando la grande inc....a ai danni dei singoli cittadini.
Nel momento in cui:
1. il debito in mani estere è poco
2. gli istituzionali anche italiani ne hanno quel tanto che basta da non essere spazzati via in caso di default
ecco che il too big to fail non esiste più. E caxxi di chi ha in mano il cerino.
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27/11: fuori a calci i pregiudicati. Liberazione finalmente.
Infatti nel 2011 si diceva che, piuttosto che farci fare default,ci avrebbero invaso,visto che avevamo ancora molto debito detenuto da investitori stranieri.Erano gli anni del too big to fail,per l'appunto. Oggi non è che il default italiano avverrebbe senza contraccolpi a nord delle Alpi,intendiamoci ma rispetto a 9 anni fa qualcosa è cambiato.
Fino ad un certo punto. A parte che dobbiamo vedere cosa dirà la Corte Costituzionale tedesca il 5 maggio,visto che deve esprimersi sui limiti della partecipazione tedesca al QE.
D'altronde,già nel 2015/16 si parlava di segregazione del rischio: dal momento che governi & elettori italiani non hanno mai considerato la riduzione del debito pubblico una priorità e hanno perso tempo ad almanaccare su come renderlo non più sostenibile ma più "sovrano" (invece di imitare il Belgio,che lo ha ridotto e basta), si diceva che l'unica strategia era isolare l'Italia e provare a far sì che la bomba esplodesse col minor danno possibile per i vicini di casa.
Ora siamo prossimi alla resa dei conti.
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Temo che emigrare in Svizzera o in Norvegia non sia così facile. Tra i paesi che fanno parte dell'UE ma non dell'Eurozona si potrebbe emigrare effettivamente in Danimarca, Svezia, e aggiungerei la Repubblica ceca; gli altri paesi UE non Eurozona, ossia Ungheria, Polonia, Bulgaria, Romania e Croazia, non sono molto attraenti. Comunque, se veramente l'Eurozona dovesse finire male, le regole per l'emigrazione potrebbero cambiare, perché non ce le vedo Svezia, Danimarca e Repubblica ceca ad accogliere milioni e milioni di immigrati europei.
Mmm sono comunque abbastanza scettico sul fatto che il too big to fail non esista più. Al di la di tutto l'Italia resta comunque la 2° potenza industriale d'Europa dopo la Germania, e comunque un Paese dal "peso" macroeconomico elevato, il cui default potrebbe essere parecchio pesante.In ogni caso l'alternativa del commissariamento dalla Trojka (che personalmente continuo a reputare la più probabile, così ci sarà sempre un bel capro espiatorio pronto a cui dare le colpe, ovviamente) non sarà esattamente una passeggiata nel parco, anche se oggi leggendo in giro molti italiani sembrano proprio non rendersene conto...
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«L'Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l'Italia sono i furbi, che non fanno nulla, spendono e se la godono» (Giuseppe Prezzolini, 1921)
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